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Innovare si può

di Enrico Santarelli, e Massimo Colombo, Categoria , Innovazione e Ricerca, Data 04.06.2006
Un Governo intenzionato a ridurre il gap di innovazione dovrebbe puntare sulla crescita di nuove imprese in settori ad alto contenuto tecnologico. Un obiettivo non irraggiungibile: l'Italia ha elevati tassi di formazione di nuove imprese, storie imprenditoriali di successo nel low e medium tech e incoraggianti segnali per le giovani aziende ad alta tecnologia. Come incoraggiarne la nascita? E come finanziarle senza incorrere in effetti indesiderati? Creando un ecosistema favorevole, che coinvolga imprese, università e istituzioni finanziarie.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • promuoviamo l'imprenditoria giovanile
    Nome: sergio  Data: 08.03.2007
    Riguardo al mondo imprenditoriale italiano vorrei presentare una web chat organizzata dall'ambasciata americana mercoledi 14 marzo alle ore 17:00 che si chiama Capturing Creativity: Incontra I Nuovi Imprenditori, per incoraggiare i ragazzi a farsi strada da soli nel mondo dell'imprenditoria proponendo modelli di giovani imprenditori che verranno intervistati e parleranno di come hanno avuto successo grazie alle loro capacità. Coloro che seguiranno l'intervista potranno interagire con gli ospiti tramite la chat facendo domande o proponendo nuovi spunti di cui parlare. Per seguire l'intervista andate sul sito: www.italy.usembassy.gov/Face2Face è un'iniziativa interessante che vale la pena prendere in considerazione
  • una domanda
    Nome: venturoli massimiliano  Data: 09.06.2006
    una sola domanda: lo stato, quando promuovere un settore specifico ( attraverso una defiscalizzazione o attraverso dei contributi), si serve, nel concreto, sul territorio delle Associazioni di Categoria. Dopo gli scandali che hanno coinvolto queste associazioni, non sarebbe stato meglio riformare i meccanismi interni di queste associazioni, prima di utilizzarle come " mediatori " tra Stato e Aziende?? Era una riforma troppo costosa?! Personalmente trovo più dispendioso servirsi di Associazioni, trasformatosi nel tempo, in " pescecani"!!!
  • benissimo ma....
    Nome: venturoli massimiliano  Data: 05.06.2006
    Giustissimo il futuro è l' innovazione teconologica unito ad una formazzione maggiore del personale. Farebbe aumentare il valore aggiunto dei prodotti del made italy. Ritengo, personalmente, che la defiscalizzazione siano l' unico mezzo per finanziare questa " conversione ". Ma rimane " il problema di ogni problema " su che parametri applicarlo? In che zone applicarlo? Su tutto il territorio Nazionale indistamente? Oggi come ieri, ed ogni Governo pecca dello stesso peccato, il Governo rimane concretamente " muto ", cioè non propone nulla di concreto e dettagliato. Provvedimenti come questi, hanno un " costo " per il bilancio molto limitato, eppure il Governo, nonstante ametta l' urgenza di un intervento in tal senso, non si muove. Ritengo " accdemicamente " molto utili queste dissertazioni, sull' innovazioni tecnologiche da inserire nel sistema italia, ma concretamente inutile se il Governo non si pronuncia su tutto ciò. Il Paese non ha bisogno che il Governo " vada in conclave ", ma necessita, che il Governo si occupi concretamente del Paese!!! Venturoli Massimiliano
    Risposta:
    Grazie per i commenti. Tra i punti che lei solleva, quello sulla delimitazione territoriale dell’intervento ci pare estremamente importante. A nostro giudizio, se in Italia si è fatto poco per favorire il riposizionamento in settori high-tech ciò è in parte dovuto proprio al ruolo subordinato della politica per l’innovazione rispetto a quelle per il riequilibrio territoriale. Riteniamo sia infatti imprescindibile una netta rescissione del nesso improprio fra politiche dell’innovazione e politiche di riequilibrio territoriale, nella consapevolezza che le NTBF nascono e prosperano in un ecosistema favorevole. In questo caso è sicuramente meglio far piovere sul bagnato…