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Una separazione pericolosa

di Andrea Boitani, Categoria , Infrastrutture e Trasporti, / Informazione, Data 22.05.2006
E' durata solo cinque anni l’unificazione dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti. Era nata dalla convinzione che le infrastrutture andassero programmate, valutate, finanziate e costruite in funzione delle necessità presenti e dell'evoluzione prevista dei servizi che le utilizzano. Nella scorsa legislatura, non ha dato buona prova perché erano sbagliati gli uomini che avevano il delicatissimo compito di avviare l'esperimento. Ora si è tornati alla separazione e i contrasti subito emersi tra i due ministri non fanno ben sperare.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • aspettiamo i fatti
    Nome: claudio MORETTI  Data: 24.05.2006
    Io non sarei così pessimista solo per la divisione delle competenze tra due ministeri. Sappiamo bene come è nato questo governo e quale gioco di equilibri sia necessario assicurare, ma non per questo griderei subito al disastro. Aspettiamo i risultati concreti. In linea teorica una divisione di competenze tra un gestore del servizio del trasporto (la parte Soft) ed il gestore della realizzazione delle infrastrutture (la parte Hard) non è un fatto così negativo. I problemi sono ben altri come tu hai poi evidenziato. Occorre sempre tenere a memoria che la gestione dei servizi di trasporto è stato per lungo tempo monopolio del pubblico con tutto quello che ne consegue in termini di gestione clientelare dello stesso. Questa è la storia recente d’Italia e pesa ancora come resistenza al cambiamento. Lo sforzo da fare per liberalizzare i servizi (e non semplicemente privatizzare) è uno sforzo innanzitutto culturale più che politico che interessa la rimozione di una politica con la p minuscola che sopravvive di sottogoverno. Il ragionamento, infatti, non è certo limitato al mondo del trasporto, ma coinvolge un ampio panorama di interessi corporativi (scuola, magistratura, sindacati ecc..) La scommessa della sinistra, peraltro, sta proprio qui: modernizzare il paese con un processo di consenso. Cordiali saluti. Claudio
  • lo
    Nome: venturoli massimiliano  Data: 23.05.2006
    Da elettore di sinistra sono indignato e allibito dalla squadra di Governo, dall' organigramma e dallo " spachettamento" dei ministeri operata dal Governo. Le personalità introdotte nel nuovo Governo ( nuovo solo di facciata, per il 60% sono le stesse persone del 1996 ) sono, tranne alcuni casi, scadenti, se non del tutto mediocri, sia per preparazione che per capacità organizzativa. I pochi Ministri con capacità indubbie hanno avuto incarichi a cui non sono adatti, ad esempio: Giuliano Amato, invece che all' interno, sarebbe stato più utile al welfer o alle Riforme Istituzionali o ad un ministero economico; Bersani con un Ministero " spachettato" ha un potere limitato; il Ministro Rosy Bindi, per il " carattere forte" di cui è fornita, sarebbe stata utile ai Trasporti per riorganizzare il Ministero. Insomma un organigramma definito nelle Segreterie di Partito e non per capacità specfiche dei Ministri. La " ciliegina sulla torta " di questo Governo è stato lo " smembramento " delle funzioni dei ministeri, anullando la riforma Bassanini, il cui risultato sarà: conflitti di poteri tra ministeri, aumento degli sprechi e l' aumento progressivo della spesa Pubblica. Venturoli Massimiliano
  • Ministero Trasporti
    Nome: Marco Spinedi  Data: 23.05.2006
    Boitani ha ragioni da vendere nel riproporre il tema delle competenze del defunto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E come se non bastasse, al tema trattato se ne aggiunge un altro, che riguarda le vicine competenze del ex Ministero delle Attività Produttive, ora Sviluppo Economico, e che riguardano la politica industriale con riferimento alla logistica ed ai servizi di trasporto delle merci in genere, dall'autotrasporto alla ferrovia; se nel ciclo della produzione industriale decentramento produttivo, delocalizzazione, ottimizzazione delle forniture, just in time, ecc. sono diventate parole d'ordine, trasporti e logistica sono sempre più parte integrante del processo; come è possibile qiundi trattarle separatamente in un ottica di politica industriale? Ma nodi, reti e servizi di trasporto fanno anche parte del territorio, lo attraversano lungo tutte le direttrici; altre componenti fondamentali della politica di settore diventano dunque l'ambiente e l'urbanistica ed i relativi Ministeri competenti; Fra i compiti del Ministero dei Trasporti c'è o ci dovrebbe essere poi quello di creare le condizioni per ottenere servizi più efficienti ed all'altezza delle richieste della domanda. Ci sono solo due modi per ottenerli: uno passa attraverso la liberalizzazione dei mercati e la partecipazione di imprese private all'offerta di servizi "pubblici" attraverso gare, l'altro implica il mantenimento della proprietà pubblica di alcuni servizi a rete, come nel caso delle ferrovie o del trasporto aereo, ma presuppone la presenza di regole rigide e trasparenti, di controlli ed ispezioni basate su una precisa e netta separazione dei ruoli e delle competenze, in nome in primo luogo della soddisfazione dell'utente; in entrambi i casi i nostri governi hanno fallito, a causa di una sostanziale incapacità di decidere e di portare a termine scelte compiute e definitive. Il risultato è sotto gli occhi di tutti; possiamo aspettarci qualcosa di meglio per il futuro?
  • ma di cosa si parla
    Nome: Rocco Santoro  Data: 23.05.2006
    L'onestà intellettuale dell'autore è tale che quasi con il sorriso vien da chiedersi: perchè si lamenta della decisione dello scorporo se poi l'esperienza precedente è un vulnus gravissimo per la competitività del sistema paese e il precario ecosistema territoriale? Ricorda tanto i tempi del praesidium del Pcus che di fronte ai pessimi ed iterati risultati dei piani di produzione sosteneva l'inadeguatezza delle risorse umane disponibili. Ben venga lo scorporo e la dialettica tra diversi approcci di governo! L'unanimità degli ultimi 5 anni ha generato perdite collettive e profitti privati a go go.