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Commenti

Se il "centro delle strategie" ha troppe teste

di Carlo Scarpa, Categoria Informazione, , Data 22.05.2006
Mentre risorge il ministero del Commercio estero, la ripartizione delle competenze tra i ministeri economici presenta alcune contraddizioni. Perché sottrarre il turismo alla funzione "sviluppo economico"? Perché il Cipe si trasferisce direttamente alla presidenza del Consiglio? Pare che la stessa presidenza voglia prendere in mano il pallino del coordinamento delle politiche economiche (e non "solo" delle politiche complessive del Governo). Ma Padoa Schioppa e Bersani saranno d'accordo?
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • PCM, MEF, MAE
    Nome: Gheorghius  Data: 24.05.2006
    Posso dissentire su alcuni punti? 1. Il Commercio Estero non dev'essere accorpato agli Esteri (come invece suggerisci). I diplomatici già mettono bocca su tutto (con la "globalizzazione" ormai ogni questione ha una componente estera), sostituendosi di fatto agli esperti di settore invece di aiutarli più umilmente sul piano diplomatico. Questo limita la qualità di un buon governo. Il sostegno politico al commercio si può dare benissimo senza "gestire" il Ministero del Commercio, se il MAE torna al ruolo di "appoggio" agli altri ministeri nelle sedi internazionali. 2. Mi stupisce che lamenti il rafforzamento relativo della Presidenza del Consiglio (PCM). L'abbandono del coordinamento economico della PCM nel governo Berlusconi, non in linea con la Costituzione, ha provocato molti danni. P.es.: non si può ordinare al Ministro dell'Economia di ridurre le tasse a qualsiasi costo, e poi non avere una visione complessiva su come e dove recuperare la perdita di gettito, coordinando appunto le priorità della maggioranza. Quanto al coord. del CIPE, è pur sempre un ruolo di coordinamento! Il MEF "dovrebbe soprattutto provvedere alla politica macro del governo"? Davvero? Io credo che dovrebbe provvedere alla politica del bilancio pubblico, che è parte rilevantissima ma non esaustiva della politica macro. Il cui coordinamento generale, invece, dovrebbe essere affidato alla PCM, assieme al MEF. Es.: i negoziati sul bilancio europeo, dove l'Italia va sempre divisa fra interessi agricoli, fiscali, e regionali. O l'affondamento del Patto di Stabilità da parte di Tremonti x far passare in Europa i conti pubblici che non tornavano: è un tipico "interesse nazionale" solo del MEF. Ma è davvero un "interesse nazionale" di tutti gli italiani? Fini si accorse che alla PCM ci voleva una cabina di regia economica: in tutto il mondo avanzato attorno al capo dell'esecutivo c'è un forte gruppo di economisti: inutile evadere il problema! Ci vuole "visione" per fare un buon governo!
    Risposta:
    caro anonimo lettore sul primo punto non ho mai suggerito di legare il commercio estero al ministero degli esteri. Ho solo detto che avrebbe avuto una logica (che non ho commentato). Sul secondo punto, in questo disegno vedo semplicemente l'assenza di una logica che si abbia il coraggio di perseguire fino in fondo. Si vuole rendere la presidenza del Consiglio dei Ministri il vero centro della politica economica? lo si faccia. Ma perchè allora trasferire competenze a un ministero o all'altro? si abbia il coraggio di avocare alla presidenza più funzioni. Con una scelta "a metà del guado" temo che la presidenza del Consiglio dei Ministri, entrando nell'agone delle dispute tra Ministeri, perda autorità. Si vuole avere unaPresidenza "forte" rispetto ai ministeri? beh, allora non si scelgono Padoa Schioppa e Bersani. Semplicemente, non vedo la logica del quadro di insieme. Sul terzo punto, idem come sopra. Se si riconosce che serve un "centro delle strategie" allora lo si individui. E' il Ministero dell'economia? ok, ma allora non portiamogli via competenze. E' il Ministero "dello sviluppo economico"? Sia. Ma allora siamo coerenti. Da un lato questo assetto sembra dividere "micro" e "macro" politiche (distinzione in buona parte arbitraria, ma che ha una sua logica). Dall'altro lancia invece segnali in senso opposto. Per fare politica ci vuole "visione"? certo. E' esattamente quello che io lamento rispetto a questo assetto. O il Presidente del Consiglio prendeva in mano la cabina di regia (ma con ministri economici con minore peso politico di quelli che ha scelto), oppure doveva accettare di fare il regista di una squadra (ma allora si dovevano allocare le funzioni in modo più razionale). Purtroppo questa maggioranza non ha fatto nè la prima nè la seconda cosa. Peccato - anche se capisco bene che la politica è l'arte del possibile. Carlo scarpa
  • Sul ruolo della PCM
    Nome: Laureato91  Data: 24.05.2006
    Ebbene, le preoccupazioni dell'autore sono condivisibili. Peraltro, se il Presidente del Consiglio vuole svolgere fino in fondo il proprio ruolo, deve poterlo fare davvero. Ciascuna Amministrazione (leggi, Ministero) è - giustamente - portatrice di un proprio specifico interesse, e decodifica la realtà in base al proprio specifico punto di vista. La Presidenza del Consiglio dovrebbe dunque spogliarsi delle competenze operative per assumere un ruolo diverso. Un ruolo che preveda un coinvolgimento diretto negli indirizzi, non nella gestione; e che non la faccia dipendere "in toto" dai processi decisional-informativo-valutativi delle amministrazioni operative. Per inciso, è davvero "funzionale" il mancato coinvolgimento della Presidenza nel "Gruppo Faini" sui conti pubblici? Laureato91 http://economiaitaliana.splinder.com
  • Sono d'accordo
    Nome: venturoli massimiliano  Data: 23.05.2006
    Sono pienamente d' accordo con i quesiti posti dall' autore dell' articolo. Con così tanti Ministeri si potranno compiere con celerità le riforme e i provvedimenti economici, necessari, al Bel Paese per " rinascere "?! I conflitti di atribuzione, su provvedimenti " spinosi " come privatizzazioni o riforme del mercato del lavoro, tra i Ministeri " spachettati " quanto tempo faranno perdere?! Chi pagherà il " costo " del tempo perso?! Il Presidente del Consiglio riuscirà ad risolvere tutti questi conflitti tra i Ministri, durante dei Consigli dei Ministri, i cui partecitanti, saranno 25?! ... Nemmeno il " miglior Bismark " riuscirebbe a far lavorare, in modo coerente ed efficente, un Governo con un organigramma così complicato e conflittuale. Ed una cosa è certa Professore, Lei di sicuro ( non si offenda ), non ha nemmeno lontanamente le capacità " equilibriste di Bismark". Il Suo Governo, così formato, potrà forse " durare " ma, sicuramente non potrà nè governare nè riformare l' Italia. Venturoli Massimiliano