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Se un alieno atterrasse sull'accademia italiana

di Giuliano Buzzetti, Categoria , Scuola e Università, Data 15.05.2006
Una seria riforma dell'università assegnerebbe allo Stato solo un ruolo di indirizzo e di regolazione degli strumenti per l’accertamento dei requisiti necessari per entrare nel mondo del lavoro. Lo stanziamento di fondi adeguati per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo, dovrebbe essere seguito da una verifica dei risultati ottenuti. Abolito il valore legale del titolo, andrebbe favorita la concorrenza fra atenei così come la collaborazione con il mondo industriale. Ma per fare tutto questo serve, forse, un marziano.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Università
    Nome: carmelo lo piccolo  Data: 31.05.2006
    Ritengo largamente condivisibili gli argomenti dell'articolo. La prima, vera riforma da attuare è l'abolizione del valore legale del titolo di studio, che "svuoterebbe" le Università da pletore di studenti interessati al "pezzo di carta", ormai effettivamente spendibile solo nei concorsi pubblici, con il doppio effetto di impedire la concorrenza del personale interno al "mercato" dell'accesso alla dirigenza e di ingolfare le amministrazioni di "dottori" ai quali si deve spiegare che cosa è e come si fa un mandato di pagamento! Il valore legale del titolo di studio serve come "barriera d'ingresso" alle alte professionalità, e genera nei ragazzi più di una frustrazione per la completa mancanza di corrispondenza tra le mansioni di fatto svolte e quelle che il possesso di una laurea invece dovrebbe assicurare. Inoltre, molti "brillanti" percorsi universitari sono costruiti su pressioni varie e raccomandazioni e non certo sullo studio e sul duro lavoro! Insomma, bisognerebbe "liberalizzare" la relazione tra accesso al mondo del lavoro e possesso dei titoli di studio, stabilendo il concorso per soli esami come unica prova per accertare non solo il sapere nozionistico, ma soprattutto la capacità di adattamento ai mutamenti, il potenziale delle competenze, le capacità di relazione,ecc. Ma chi ha il coraggio, in un paese come l'Italia, di attaccare una delle lobby più potenti che esistano, quella dei "baroni" universitari, e dei loro protetti?
  • Alieno sull'università
    Nome: Cicciotto Cartoferro  Data: 25.05.2006
    Se un alieno, ma anche uno studente libanese o danese arrivasse alla facoltà di sociologia o scienze naturali della Federico II riscontrebbe che: 1) parlano solo i professori (maschi) 2) Studenti zitti, ancora di più le studentesse 3) bagni guasti e assenza cronica di carta igienica 4) Bagni guasti oppure la chiave l'ha portata via qualcuno anche nei bar limitrofi alle università di Napoli 5) biblioteche vuote, spesso anche i libri mancano o sono andati "persi" 7) docenti pochi e vecchissimi; centinai di persone che "lavorano" come guardie giurate oppure oziano prendendo il caffè e uno stipendio fisso immeritano (cfr. Bibliotca nazionale di Napoli; ma anche quella universitaria) 8)Tanti caffè. 9)Studenti svogliati. Se il nostro alieno libanese-danese chiede a Rocco di S. Antimo, studente di Geologia "vuoi venire a vendere il cocco sulle sul lungomare di Beirut?" Rocco risponde sì. bisogna chiudere baracca. Ricomciare da capo. La maggior parte degli studenti campani farebbe volentieri qualcosa d'altro. Ogni studente costa 9 mila euro all' anno a ogni contribuente. La studente campano andrebbe volentieri a fare un lavoro qualsiasi.