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Norme antiscalata: tanta confusione e qualche vero pericolo

di Federico Maria Mucciarelli, Categoria Finanza, , Data 20.04.2006
Si è detto che con le misure antiscalata previste dalla Finanziaria 2006 lo Stato si sia precostituito uno strumento per potere uscire dal capitale delle società partecipate, senza perderne il controllo. La norma tace o è ambigua su molti punti, finendo per creare una situazione di incertezza legale che si ripercuoterà sul mercato e sull'appetibilità delle società in mano pubblica. Ma è davvero in grado di ostacolare le scalate? Se lo Stato cedesse le partecipazioni, l'intero meccanismo difensivo cadrebbe come un castello di carte.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • eliminazione maggioranze rafforzate?
    Nome: Federico Parmeggiani  Data: 21.04.2006
    Analisi chiarissima. L'unico punto sul quale nutro qualche dubio è l'affermazione conclusiva che auspica l'abolizione delle maggioranze rafforzate. A me hanno sempre insegnato che la passivity rule così come è strutturata in base al disposto dell'art. 104 TUF, è funzionale ad evitare eccessive turbative sui mercati in corrispondenza del lancio di un'opa ed a consentire solo strategie che siano ampiamente condivise dall'azionariato. E' però anche vero che in società con capitale molto frammentato la soglia del 30% del capitale è molto alta e poco funzionale. Non sarebbe meglio però, chiedo io, se, invece di eliminarle totalmente, le maggioranze rafforzate fossero semplicemente abbassate? Inoltre per le società target restano sempre praticabili (perchè, mi sembra, consentite dalla consob stessa), strategie quali l'accordo con una società terza che offra un'alternativa all'opa lanciata o i c.d. accordi di "aggregazione aziendale", queste strategie consentite non costituiscono un valido strumento di tutela?