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Con il Mattarellum avrebbe vinto Berlusconi

di Francesco Billari, Categoria , , Informazione, Data 14.04.2006
Abbiamo simulato l'esito delle politiche del 2006 con le regole del 2001: la Casa delle libertà avrebbe vinto. Alla Camera avrebbe ottenuto 320 seggi, 245 col maggioritario e 75 col proporzionale. Al Senato, 166 seggi, 129 dalla parte maggioritaria e 37 da quella proporzionale. In entrambi i casi senza tenere conto di eventuali seggi ottenuti in Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, e tra gli italiani all'estero. Con il nuovo sistema, la Cdl non ha sfruttato gli exploit concentrati in circoscrizioni e Regioni, nelle quali avrebbe conquistato la quasi totalità dei seggi maggioritari.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Esercizio scolastico
    Nome: Gianni  Data: 26.04.2006
    Credo e ritengo che ciò che viene proposto sia molto utile agli studenti di statistica e poco agli addetti ai lavori. La legge è stata modificata al fine di modificare la campagna elettorale e gli effetti si sono ben visti. Ogni legge elettorale ha una sua campagna specifica e produce un risultato fotografia della stessa. L'intenzione da parte di coloro che hanno promosso e poi approvato la legge con cui si è votato il 9 aprile era quello di spostare volutamente l'attenzione da un piano locale ad un piano nazionale televisivo concentrando l'attenzione su pochissime figure, in primis il premier Silvio Berlusconi. L'altra parte ha dovuto rincorrere e sullo stesso terreno. Prodi non è un personaggio televisivo e lo si è visto, ma agli italiani interessa la sostanza più che la forma.
  • I distinguo nei sondaggi
    Nome: Roberto Negrini  Data: 18.04.2006
    Tutti i distinguo sulla non comparabilità delle situazioni non permetterebbero mai di provare niente. Credo che l'analisi proposta centri in pieno la difettosa analisi sull'elettorato italiano fatta ex ante un pò da tutti. Arricchirla con distinguo qualitatitavi dimostra invece la ripetibilità degli errori dei sondaggi, alla cui base stava invece la distorta percezione su chi andava o non andava poi a votare.
  • Esercizio interessante...
    Nome: Luca Cantatore  Data: 18.04.2006
    ...tutttavia credo che vi siano troppe variabili "qualitative" non considerate. Una tra tutte: un partito poco radicato sul territorio, qual è Forza Italia, sarebbe riuscita a reggere la sfida collegio per collegio, dove al posto del nome di Berlusconi, sarebbe stato il candidato locale a dover attirare i voti necessari? Avrebbe avuto l'indispensabile supporto di gente disposta ad andare "casa per casa"?
  • Complimenti, ma...
    Nome: Nico Valerio  Data: 17.04.2006
    Lavoro interessante e ipotesi suggestiva, certamente anche realistica. Ma che, certo, come ben sa lo stesso autore, non può tenere conto di tanti altri fattori. Per dirne una, col precedente mattarellum, che avrebbe dato spazio a Fini e Casini in campagna elettorale, e quindi a una certa confusione di leadership e a prevedibili screzi col cavaliere, quest'ultimo non avrebbe avuto né lo spazio né la possibilità di incentrare su di sé in modo monopolistico l'attenzione dell'elettorato di Centro-destra e quindi di compiera una rimonta così spettacolare. E forse anche la reazione della sinistra sarebbe stata diversa. Certo c'è da meditare sulla relatività dei sistemi elettorali... Comunque un ottimo lavoro, che citerò sul nostro Salon Voltaire
  • Esercizio lezioso
    Nome: Massimo  Data: 16.04.2006
    Faccio sommessamente notare che è assai poco logico (oltre che non scientifico) effettuare una semplice trasposizione STATICA dei risultati elettorali applicandola alle precedenti regole elettorali senza considerare le variabili DINAMICHE che le diverse leggi elettorali producono. Basti pensare a quanto diversa sarebbe stata la campagna elettorale per comprendere l'errore di fondo di questo "gioco di simulazione". Più seriamente, ogni modello (da quelli econometrici a quelli metereologici, per esempio) non hanno semplicemente senso se trascurano le variabili "dinamiche". E questo caso non fa certo eccezione. Cordiali saluti Massimo Bocchia
  • simulazione del Mattarellum
    Nome: Fabrizio Galimberti  Data: 15.04.2006
    Non sono un esperto di politica, ma alti esponenti dell'Unione mi hanno detto che non serve simulare meccanicamente il Mattarellum, perche' con il vecchio sistema ci sarebbe stata un'altra campagna, piu´ basata sulle persone, insomma un tipo di tenzone nel quale la sinistra e`piu´brava della destra e avrebbe vinto a man bassa.
  • Ma il modello non tiene conto del voto strategico
    Nome: Filippo Tronconi  Data: 15.04.2006
    L'articolo del prof. Billari non tiene conto di un fatto. Sia nel 1996 che nel 2001 l'Ulivo ha ottenuto più voti nel maggioritario che nel proporzionale (rispettivamente +1,6 e +3,8%), al contrario della CdL (-3,7 e -3,6%) (cfr. D'Alimonte e Bartolini "Maggioritario finalmente?", p. 233). Che è poi il motivo per cui il centrodestra ha abolito i collegi uninominali. E’ impossibile fare simulazioni rigorose, perché non si può stabilire con certezza come si sarebbe indirizzato il voto “strategico” (nel 2001 il differenziale fra voti proporzionali e maggioritari della CdL finì in parte a vantaggio dei “terzi poli”, che non c’erano nel 2006). Tuttavia, con un voto proporzionale in perfetta parità, è plausibile che l'Unione avrebbe ottenuto un vantaggio consistente nei collegi uninominali e quindi una probabile vittoria in termini di seggi complessivi.
  • Quante sciocchezze...
    Nome: Paolo Carotenuto  Data: 15.04.2006
    Perché secondo l'autore di questo articolo il cambio della legge elettorale non avrebbe comportato anche un contestuale mutamento dell'espressione di voto dei cittadini. La forza di Berlusconi in queste elezioni è stata il suo nome. E' lui che ha trainato il suo partito ad un risultato insperato. Col maggioritario, invece, sarebbero emerse le endemiche difficoltà del centrodestra di trovare candidati credibili, perdendo molti dei collegi che questo studio gli assegna in modo così superficiale e acritico.
  • il problema dell'uninominale
    Nome: vincenzo carrieri  Data: 14.04.2006
    mi permetto di fare una considerazione sul suo articolo. la sua valutazione sui voti non tiene conto, di un aspetto importante circa il vecchio sistema elettorale. ovvero,credo, che in questi casi non sia possibile fare una semplice valutazione quantitativa sui voti complessivi in quanto con un sistema elettorale maggioritario uninominale non è per niente automatico che un candidato riesca a coagulare in un colleggio tutti i voti della coalizione attorno a se. per esempio lei pensa che un candidato della lega per la cdl contro uno della margherita per l'unione avrebbe ottenuto tutti i voti dell'Udc o di forza Italia?
  • regole&comportamenti
    Nome: Michele Costabile  Data: 14.04.2006
    Interessante esercizio quello di simulare se le leggi elettorali mediano o moderano gli effetti delle elezioni. Ma, come spesso capita nelle modellizzazioni, è alto il rischio di "schiacciare" variabili che nella realtà hanno un ruolo di intervento non secondario. Ad esempio, il processo di selezione dei candidati, e dunque il profilo dei candidati stessi, sarebbe stato lo stesso nell'ipotesi in cui si fossero mantenute le regole precedenti? Il centro-sinistra avrebbe scelto esattamente le stesse persone da candidare ovvero si sarebbe lavorato con un "democratico" processo di selezione mediante primarie nei singoli collegi? Quale sarebbe stato l'effetto di una legge in cui i due schieramenti avrebbero dovuto scegliere i candidati migliori in ogni singolo collegio? E' possibile ipotizzare che il potenziale di miglioramento del centro-sinistra fosse (rispetto alla scelta di candidature poi effettivamente operate) migliore di quello del centro-destra? E se cosi' fosse e' possibile ipotizzare che con il vecchio sistema la vittoria del centro-sinistra sarebbe stata conquistata collegio per collegio e quindi l'esito finale completamente diverso?