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Commenti

Dopo il voto

di Tito Boeri, Categoria Conti Pubblici, , Data 13.04.2006
Ripristino del maggioritario, aggiustamento per due punti di Pil nei prossimi due anni, ma soprattutto rilancio della crescita, agganciando la ripresa europea: sono alcune priorità del nuovo Governo, che avrà una maggioranza risicata al Senato. La pausa obbligata prima dell'insediamento dell'esecutivo può essere utilizzata per definire un programma che vincoli tutti, ministri e partiti, al suo rispetto. E potrebbe servire a precostituire alleanze trasversali ai due schieramenti nel sostegno a riforme condivise.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Caste
    Nome: Maurizio  Data: 25.07.2006
    Tra le priorità manca la maggiore: abolire le caste/coorporazioni che ammorbano moralmente e ed economicamente l'italia. Utopia in un paese dominato da privilegi e familismo amorale? Forse. Allora a chi non ha un parente potente o un amico politico e' meglio che lasci l'italia al suo inevitabile destino...
  • priorità governo
    Nome: andrea de martini  Data: 25.04.2006
    Molte a mio avviso le emergenze che il governo dovrà affrontare, tanto che è difficile parlare di semplici priorità. L'economia in primis, ma personalmente credo che se non si mette mano un po' più seriamente alla questione di un maggiore equilibrio fiscale facendo pagare le tasse anche a chi è abituato a pagarne quanto vuole e/o secondo la propria (scarsa) coscienza, porterà la responsabilità di un Paese sempre più spaccato in due: da una parte, in senso lato, il lavoro autonomo, che, garantito dell'impunità fiscale (vedi i condoni), voterà sempre per chiunque, per quanto impresentabile, possa garantire questi privilegi (secondo Prezzolini questi sarebbero "i furbi"); e dall'altra, pensionati e dipendenti, ovvero i tassati alla fonte (sempre secondo Prezzolini "i fessi"). Mi rendo conto che si tratta di una semplificazione, ma non credo sia molto lontana dalla realtà. L'altra questione fondamentale è il conflitto d'interessi, da risolvere con una seria legge di stampo europeo contestualmente a una maggiore apertura del mercato televisivo attraverso la sottrazione di una rete alla Rai e una alla Fininvest per la creazione di un terzo polo televisivo realmente competitivo. Infine, last but not least, una revisione delle legge elettorale in senso nuovamente maggioritario (magari tipo quella dei Comuni che mi pare funzionare bene).
  • risposta a Gianfranco
    Nome: Marco Rossi  Data: 22.04.2006
    Vorrei rispondere al commento di Gianfranco, che sostiene che il centrodestra sia diventato il simbolo di tutti i free-riders, gli oligopoli e le collusioni di questo paese... non gli dò torto su questo, ma (e lo dico a malincuore) non sono del tutto sicuro che il centrosinistra sia verametne in grado distinguersi completamente in questo ambito. Certamente presenterà una gestione del potere eticamente molto più accettabile, maggior rispetto delle istituzioni, ma le vicende legate alle manovre nel settore bancario fanno pesare una luce sinistra su diversi esponenti del centrosinistra. Purtroppo.
  • Dopo il voto:priorità?
    Nome: Franco Tritto  Data: 20.04.2006
    Leggendo l'articolo web dell'illustre e bravo economista e rileggendo i vari commenti mi è sembrato che l'istituzione scuola non è stata nemmeno presa in considerazione. Ma è mai possibile che in un paese europeo che si pregia di essere tra i primi nel mondo la produzione primaria(la scuola è la produzione primaria delle menti) sia considerata la cenerentola dell'economia? Dopo il voto il governo Prodi deve secondo il mio pensiero rovesciare l'assioma morattiano: LA SCUOLA AL SERVIZIO DELLA PERSONA con il seguente: LA SCUOLA AL SERVIZIO DELLA SOCIETA'. Già questo concetto produrrebbe leggi più idonee al miglioramento del paese...
  • priorità per l'Unione
    Nome: massimo  Data: 20.04.2006
    Ritengo che le priorità del nuovo governo siano: cambio immediato della attuale legge elettorale con l'eliminazione del famigerato "Mattarellum" per rendere il sistema veramente maggioritario e varare una seria e vera legge sul conflitto d'interessi sul modello di quelle dei Paesi più avanzati (blind trust). Mentre sulla prima potrebbe essere d'accordo anche la CDL, sulla seconda, poichè non saranno comunque d'accordo, potrebbe essere necessaria una ferrea compattezza o addirittura la prima richiesta di fiducia.
  • bravo!
    Nome: gianfranco  Data: 20.04.2006
    Bravo Tito Boeri! intelligente e lucido come sempre. mi sento di fare solo un paio di precisazioni: parlare di "uno spostamento di lavoratori autonomi" verso il centrodestra mi sembra un'approssimazione eccessiva. la determinazione delle scelte elettorali segue probabilmente dinamiche più complesse; l'elemento da sottolineare è invece che il centrodestra ha rappresentato negli ultimi 5 anni e più che mai in campagna elettorale la voce di tutte le collusioni, gli oligopoli, i privilegi, le corruzioni, le evasioni, i free riders di questo paese (che sono tanti tanti tanti). con la bandiera esplicitamente issata della difesa di tutti i fallimenti italiani del mercato, è ragionevole pensare di contare su questa parte del parlamento per approvare le riforme necessarie a fare dell'italia un paese capitalistico? assolutamente rilevante è invece la priorità data a una riforma del sistema elettorale, che io penso debba però inserirsi in una più generale riscrittura di tutti gli strumenti di governance e di enforcement delle nostre istituzioni.
  • paese spaccato in due
    Nome: francesco  Data: 19.04.2006
    Concordo con l'articolo dove parla di centrodestra preferito dal lavoratore autonomo e centrosinistra preferito dal lavoro dipendente specialmente pubblico. Di più aggiungo che verso il centrosinistra (in particolare Di Pietro e Rifondazione)si sono ,a mio parere ,spostati voti tradizionalmente di A.N. e U.D.C. e costituiti da funzionari e lavoratori pubblici che hanno visto nella legislazione berlusconiana una finalità di precarizzazione del pubblico impiego a favore di un aumento degli incarichi a consulenti e tecnici esterni nominati fiduciariamente ovvero a favore de agenzie private di somministrazione lavoro.
  • Voto ai giovani!
    Nome: Giuseppe Picari  Data: 18.04.2006
    Rimettere mano alla legge elettorale potrebbe significare semplicemente abrogare quella attuale, ripristinando il maggioritario, già adottato in precedenza. Io ritengo sia necessario abbassare a 18 anni il diritto di voto per il Senato. Altrimenti - come stavolta - a decidere potrebbe essere un gruppo di persone eventualmente assente dall'Italia da decenni, e non soggetto alla stragrande maggioranza delle leggi. Mentre un ventenne, che studia o lavora e paga le imposte in Italia, ma sul quale certamente il Senato legifera, non ha voce in capitolo.
  • Parole e competitività
    Nome: Rinaldo  Data: 14.04.2006
    Singolare l'interpretazione che viene presentata nell'articolo succitato. Per semplicità e mancanza di spazio, faccio riferimento ai punti evidenziati in neretto: a) due vantaggi: - meno promesse - non aver escluso l'aumento delle tasse. Se si conta quante volte è scritto nel programma (incompleto, visto che non hanno avuto il tempo di concertarsi sul limite di esonero dalla reintroduzione delle nuove tasse) il vocabolo: "DIRITTI" e quante volte quello: "DOVERI", il primo vantaggio sembra essere un "eufemismo" ! Per il secondo vantaggio, c'è da esserne fieri. Certo, perchè parlare invece di taglio agli sprechi e privilegi, meglio aumentare le tasse e questi ultimi. b) rilanciare la crescita: COME ? c) riforme a costo zero: quelle che non sono ancora state inventate! d) per incoraggiare gli investimenti in capitale umano, bisognerà trasformare la flessibilità in contratti a tempo indeterminato: come quelli che avevamo studiato nel periodo '96/2001, cioè: "contratti socialmente utili ?", co.co.co., 3 punti in più di disoccupazione, + lavoro nero !!! e) taglio cuneo fiscale: darà + concorrenza export. Si, certo, ma forse ci si arriva anche con un recupero di "PRODUTTIVITA'" ! come ? I tedeschi hanno accettato un minor aumento dei salari (Daniel Gros, Corriere 22.03.06) e poi, il taglio al cuneo vuol dire meno contributi previdenziali quindi meno protezione a fine attività. Questo è quanto i sindacati e gli oppositori dicevano per il taglio di un punto deciso con la finanziaria ultima! Per migliorare le possibilità concorrenziali all'export bisogna: - produrre di più a parità di tempo e costi; - attuare una politica monetaria (BCE) di riequilibrio del tasso di cambio Euro/Dollaro. Senza questi, sono solo parole, parole, parole.
    Risposta:
    Quasi tutte le riforme proposte su questo sito sono a costo zero. E abbiamo spiegato come è possibile tagliare il cuneo fiscale senza intaccare il metodo contributivo nel calcolo delle pensioni. Servirà a rilanciare le esportazioni. L'operazione potrebbe essere anche finanziata aumentando l'Iva, operazione anche questa a sostegno della nostra bilancia commerciale. Come vede. qualche vantaggio dal non avere promesso solo tagli di tasse c'è. Sempre che si inenda rispettare le promesse. Saluti