Il programma della Casa delle libertà tratta il tema dell'istruzione con superficialità. L'unico riferimento di spesa è un probabile rifinanziamento del buono scuola della Finanziaria 2005. L'Unione porta a sedici anni l'obbligo scolastico e attribuisce al potenziamento dell'istruzione e della formazione compiti vari: dal rafforzamento del potenziale di competitività del paese, al miglioramento dell'inclusione sociale, allo sviluppo del Mezzogiorno. Ma accredita la discutibile tesi che i mali del sistema universitario italiano siano dovuti alla mancanza di fondi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
maggiore partecipazione ai costi?
Nome: AndronicoData: 03.04.2006
Nel sul articolo Pietro Reichlin sembra auspicare una maggiore partecipazione ai costi delle università da parte delle famiglie degli studenti. Immagino che a ciò siano associate borse di studio per gli studenti più meritevoli.
Tuttavia, in primo luogo non capisco perché un ricco col 26 di media debba avere più opportunità di un povero con la stessa media.
In secondo luogo, osservo che sistemi, come quello francese, tedesco, svedese, danese, norvegese, finlandese, olandese, belga, dove i costi per gli studenti sono in termini reali anche inferiori a quelli italiani realizzano ottime performance sia nella formazione che nella ricerca.
In terzo luogo, faccio notare che prima della riforma Berlinguer il livello dei laureati italiani (soprattutto in materie scientifiche) era qualitativamente elevato, tanto è vero che i nostri laureati eccellevano nei programmi post-lauream anglo-sassoni. Ciò è segno che le facoltà assolvevano bene i loro compiti formativi nonostante il finanziamento gravasse poco sulle famiglie degli studenti (anche se ci si metteva di più a laurearsi).
Possibile che in Italia per avere più efficienza è necessario rinunciare a minimi elementi di equità?
Sig.Giancarlo Fragomeno
Nome: docente azzurroData: 02.04.2006
Sign. Fragomeno, mi permetterebbe una domanda? Quale lavoro svolge?
Pur nella mia ignoranza in tal senso, il suo intervento evidenzia la sua non appartenenza al mondo insegnante... In caso contrario, avrebbe avuto contatto diretto con i "benefici della Riforma" che ci sono piovuti dall'alto da persone che non conoscono il significato del verbo insegnare (e non conoscono nemmeno la realtà scolastica attuale, come pubblicamente dimostrato dalla gentil signora Letizia). Dimostrazione lampante sia il rifiuto dell'ambiente universitario.
Tengo a precisare che mi ritengo totalmente contro ogni partito, ma completamente a favore di una scuola che possa evitare il Medioevo, da qualsiasi partito essa provenga...
Grazie per l'opportunità di esprimere il mio parere.
30% di che cosa?
Nome: Alessandro Figà-TalamancaData: 02.04.2006
Nell'articolo si afferma che il Ministro Moratti propone di assegnare il 30% del fondo di finanziamento ordinario (FFO) dell'università sulla base dei risultati della ricerca scientifica svolta nelle diverse sedi, come evidenziati dalle valutazioni del CIVR. In realtà il Ministro ha solo detto che intende destinare sulla base dei risultati della ricerca il 30% della quota distribuita secondo la formula elaborata dal Comitato Nazionale per la Valutazione del istema Universitario. Tale quota era nel 2005 solo 150 milioni, e la parte concernente la ricerca è stata distribuita in base a criteri, elaborati dal CNVSU, che prevedevano poco più che un conto dei ricercatori impiegati dalle diverse sedi. Può essere che nel decreto di ripartizione dello FFO del 2006 si faccia uso delle valutazioni del CIVR, ma è certo che l'ordine di grandezza della quota "incentivante" non potrà cambiare visto che le spese per il personale di ruolo assorbono il 90% circa dello FFO. Su questo punto il programma dell'Unione è per lo meno più trasparente e non lascia credere cose che non si ha nessuna intenzione di fare.
riforme buone o cattive?
Nome: antonio gasperiData: 01.04.2006
solo due parole sul commento del lettore Fragomeno: per giudicare di parte i due articoli che riportano brevemente le posizioni degli opposti schieramenti su scuola ed università, bisogna essere autorevoli. Ora non pare che dal suo commento traspaia una particolare conoscenza dei fatti, anzi: banali osservazioni desunte con ogni probabilità da mass media generalisti, servono al lettore per prendere una netta posizione di parte a favore del centro destra.
La contraddizione in cui cade inconsapevolmente il Fragomeno non è altro che una conferma di quanto sostenuto in altro articolo della stessa newsletter, e cioè che nel nostro dibattito politico i dati statistici vengono sistematicamente trascurati se non stravolti. La cosa è particolarmente disdicevole per un settore della vita nazionale così delicato com'è quello dell'istruzione e della ricerca.
Distinti saluti
Antonio Gasperi
La riforma dell'università
Nome: RobertoData: 01.04.2006
Sebbene il programma dell' Unione non contenga, al suo interno, un preciso piano di redistribuzione delle risorse in senso meritocratico, fornisce delle proposte positive, quali l'introduzione del credito di imposta per le imprese che assumono ricercatori, fatto che a mio avviso migliorerà notevolmente l'interscambio di personale tra settore pubblico e privato, quest'ultimo oggi fortemente deficitario sul piano dell'innovazione. Grazie!
punti di vista
Nome: Giancarlo FragomenoData: 31.03.2006
Nel vostro articolo non ricordate che la Cdl ha varato durante l'ultima legislatura una intera riforma della scuola elementare/media/superiore e che non è stata del tutto attuata, per ovvi tempi tecnici. I'impegno della Cdl,che da queste semplici parole traspare, sembra scontato: mettere a pieno regime la nuova riforma e diffondere i suoi effetti nel mondo dell'istruzione; cosa non da poco, soprattutto considerando che l'Unione mira piuttosto a eliminarla o comunque a ridimensionarla cancellando i possibili effetti benefici che la riforma porta con se. E indubbio quindi secondo questo punto di vista, notare che è l'Unione a non portare posizioni innovative e propositive per la scuola, trattandola con assolutamente inappropriata superficialità.
Come è possibile comprendere questo commento e l'articolo a cui si riferisce, sono due chiare prese di posizione verso l'uno-l'altro schieramento politico. Peccato solo che nell'articolo non sia cosi correttamente esplicitato.
Complimenti vivissimi per questo interessantissimo sito. Grazie