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Idee per il Sud

Categoria , Conti Pubblici, / Mezzogiorno, , Data 14.11.2002

Tre interventi per iniziare a tracciare un bilancio delle politiche di sviluppo per il Sud. Non ci sono idee nuove nel maxi emendamento approvato alla Camera. Solo riedizioni (talvolta peggiorative) di vecchi strumenti. Eppure sono molte le sfide di fronte al Mezzogiorno: l'incombere della crisi Fiat, il federalismo fiscale e le implicazioni dell'allargamento a Est dell'Unione Europea.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • incentivo alla imprenditorialità e convenienza di un impiego pubblico
    Nome: Gianluca Bacchiega  Data: 18.01.2004
    Lo squilibrio tra incentivo alla imprenditorialità e la convenienza di un impiego pubblico andrebbero corretti sopratutto al Sud dove il costo della vita più basso e gli ostacoli infrastrutturali più alti penalizzano l'imprenditorialità. Perchè non abbassare gli stipendi pubblici dei nuovi assunti nel Sud e trasferire questi soldi come riduzioni fiscali ai nuovi assunti nel privato ?
    Risposta:
    Concordo sul fatto che pagare gli stessi salari nel pubblico impiego in tutte le regioni d'Italia, a dispetto dei differenziali nel costo della vita, comporti un trasferimento implicito al Mezzogiorno. Che rischia peraltro di spiazzare l'impiego privato. Utile prevedere sussidi ai salari più bassi che andrebbero a beneficio soprattutto della creazione di posti di lavoro al Sud.
  • Lo stato economico del Sud
    Nome: Nico D'Agostino  Data: 14.10.2003
    L'economia del Sud versa tutt'ora in condizioni penose, ma sembra che non interessi a nessuno…. Per carità, alcune cose sono migliorate: le Università, i centri storici, una rivalutazione generale delle nostre tradizioni e delle nostre bellezze ed in definitiva una maggiore "voglia di fare", che è poi quello che davvero conta. Però c'è ancora molto da fare e, sinceramente, in alcuni ambiti la situazione è drammatica. C'è una forte arretratezza della classe politica locale, che sembra "ferma" a vent'anni fa; una politica fatta di inaugurazioni, operazioni di facciata e di clientelismo. La maggior parte degli interventi nel pubblico sembrano guidati dagli interessi degli amici degli amici dei potenti.... Ho trovato una situazione infrastrutturale disastrosa: aerei, strade urbane ed extraurbane sono in condizioni penose! Mancano delle organizzazioni che servano da collettori ed integratori delle forze e delle energie locali. I tanto sospirati aiuti alla imprenditoria giovanile sono una chimera, che più che incoraggiare sembrano fare di tutto per scoraggiare chi vuole intraprendere basandosi su un piccolo aiuto. Ma la cosa che mi preme di più è l'immagine del Sud perché, è inutile negarlo, oggi l'immagine è tutto. La nostra immagine è sicuramente migliorata, ma c'è ancora molto da fare. Credo si debba lavorare a più livelli per rilanciare nell'immaginario collettivo il nostro fantastico Sud in modo da creare un cambiamento di mentalità nei meridionali e accrescere il turismo e soprattutto, cosa fondamentale, attrarre le multinazionali ad investire qui da noi. Le multinazionali portano enormi ricchezze ma non solo; la cosa fondamentale è l'acquisizione di competenze all'avanguardia, che entrano in modo naturale nella filiera economica di una regione. Facendola crescere. L'economia come si sa dipende anche molto dal sistema bancario. Le banche meridionali sono state comprate dai grossi gruppi del Nord: questo con conseguenze disastrose in prospettiva futura, poiché questi non hanno nessun interesse ad "entrare" e rafforzare l'Economia meridionale (che a quanto ne so paga dei tassi di interesse più alti rispetto al Nord). D'altro canto è vero: il Sud è spesso inaffidabile, c'è troppa illegalità! I giovani migliori dopo la Laurea, lasciano il Sud per il Nord facendolo crescere sempre di più. Qui la maggior parte dei giovani sogna ancora e sempre solo il posto pubblico; l'unico obiettivo è quello di "sistemarsi"... Una grossa fetta dei giovani lavoratori è "in nero": risultano disoccupati ma molti guadagnano anche 2000 euro al mese! Soldi sottratti al bene pubblico per via degli eccessivi oneri fiscali e burocratici. Le industrie sono poche e molte in crisi. Le analisi dei giornali specializzati dicono che al Sud sono pressochè inesistenti gli investimenti in infrastrutture informatiche all'avanguardia. Differenziale competitivo fondamentale. Il mondo dell'informatica che poteva diventare un punto di eccellenza per il Sud, in realtà non è mai esploso!
  • il bonus per il sud (e il centro-nord)
    Nome: Boeri  Data: 20.11.2002
    Ci sarebbe il rischio di "falsi" bassi salari ? Francesco Pantile
    Risposta:
    In realtà il bonus dovrebbe far emergere parte di quel sommerso a bassa produttività che è così diffuso nelle regioni del Mezzogiorno. Se lei si riferisce alla possibilità che parte del sussidio vada all'impresa sottoforma di riduzioni del costo del lavoro, vale quanto scritto in risposta ad un altro lettore (Ajello). Cordiali saluti. Tito Boeri
  • chiarimenti
    Nome: Esposito Gina  Data: 15.11.2002
    Perchè nell'articolo si sostiene che il bonus è servito a trasformare contratti a tempo determinato in contratti a tempo permanente? La presenza di un contratto a tempo determinato non fa venir meno il requisito della disoccupazione da almeno due anni? Forse il bonus è servito a trasformare situazioni in nero in contratti, con oi vantaggi che ciò comporta dal punto di vista sociale.
    Risposta:
    Il bonus viene accordato solo a chi assume con contratti a tempo indeterminato. Per questo può stimolare la conversione di contratti a tempo determinato in contratti permanenti. Può essere che il bonus abbia favorito l'emersione. Tuttavia, consistenti agevolazioni contributive erano previste anche nell'ambito delle misure di emersione varate dal governo, ma sembrano essere risultate inefficaci. Forse perchè queste misure sono temporanee. Per incentivare l'emersione ci vorrebbero misure di riduzione permanente del carico contributivo, come la parziale decontribuzione dei salari più bassi. Tito Boeri
  • Lavoro qualificato
    Nome: Andrea Ajello  Data: 14.11.2002
    La tesi è convincente. Un solo dubbio: la riduzione del cuneo fiscale per i redditi bassi potrebbe disincentivare le imprese ad assumere a condizioni salariali migliori e ridurre ulteriormente l'offerta di lavoro qualificato al sud.
    Risposta:
    Certo è presumibile che parte degli sgravi vada alle imprese sotto forma di riduzioni del costo del lavoro. L'altra parte dello sgravio andrà, invece, al lavoratore sotto forma di incrementi del suo salario netto. Non credo che misure che facilitino l'occupazione di lavoro non qualificato possano ridurre l'offerta di lavoro qualificato. Semmai possono ridurre l'utilizzo di macchinari (con cui il lavoro non qualificato è maggiormente sostituibile). In ogni caso, non mi sembra che il problema cruciale del Sud sia oggi una carenza di offerta di lavoro qualificato. Ce lo dimostrano gli alti tassi di inoccupazione fra laureati e diplomati. Cordiali saluti Tito Boeri