Logo stampa
 
 
 

Commenti

La grande gara del permesso di soggiorno

di Pier Luigi Parcu, Categoria , Immigrazione, , Data 01.03.2006
Potremmo definirla la "Grande gara di resistenza alle file per immigrati extracomunitari". E' invece la procedura che regola i flussi annuali di ingresso in Italia per motivi di lavoro di cittadini stranieri. La prima manche è la corsa per accaparrarsi i kit di domanda, seguita poi da quella per consegnare i documenti. Perché il rilascio del permesso seguirà l'ordine di arrivo delle richieste, fino a esaurimento. Il tutto "cronometrato" dagli uffici postali italiani. Una procedura incivile e insensata. Meglio sarebbe fare come gli americani, ricorrere a una lotteria.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • sui flussi
    Nome: Sergio Briguglio  Data: 13.03.2006
    Condivido le critiche di Parcu. Con una precisazione: l'anno scorso, la data utile per la spedizione delle domande era il giorno successivo alla pubblicazione in G.U. del decreto-flussi. Un criterio, per la definizione della graduatoria, basato sul minuto di spedizione finiva almeno per premiare i soggetti piu' determinati nel procurarsi per tempo l'informazione (la G.U. appare sul sito in serata e la spedizione era consentita dalle 8 del giorno dopo). Quest'anno la data e' stata fissata al settimo giorno successivo alla pubblicazione. La cosa e' in se' positiva, dato che consente a tutti di ottenere l'informazione. Ma crea i problemi evidenziati da Parcu. Il meccanismo del sorteggio sarebbe molto piu' efficace ed equo. La vera soluzione sta pero' nell'abbandonare l'ipocrisia delle quote e delle chiamate "dall'estero", consentendo ai lavoratori stranieri di entrare in Italia a cercare lavoro alla luce del sole, a condizione che siano in grado di provvedere al proprio sostentamento e depositino impronte digitali, copia del passaporto e una somma per la copertura delle spese di rimpatrio. Chi trova lavoro, stabilizza la propria posizione. Chi non lo trova, salvo che debba o che possa essere accolto per altre ragioni, e’ rimpatriato senza oneri per lo Stato, senza difficolta’ (identita’ e nazionalita’ sono rilevabili dall’accoppiata impronte-passaporto) e, quindi, senza necessita’ di detenzione o di sanzioni. Una proposta simile e’ contenuta nel programma dell’Unione. C’e’ da augurarsi che chi l’ha fatta inserire abbia poi, in caso di vittoria alle elezioni, la forza di farla approvare.
  • C'è di più!
    Nome: Davide Roccati  Data: 03.03.2006
    In queste settimane ho dato una mano ad un paio di "datori di lavoro" per la compilazione dei moduli, prima nella forma scaricabile via internet e poi in quella, ultramoderna, dei moduli a lettura ottica. A parte il fatto che ora sono stati dati tre moduli diversi a seconda del tipo di lavoro (quando bastava stamparne uno chiedendo di mettere una X all'interno della casella corretta, con un notevole risparmio di carta), mi aspettavo di ricopiare i dati del modulo vecchio in quello nuovo. Ma sbagliavo! Nel nuovo modulo compare una pagina riassuntiva in più, dove tra le altre cose l'ordine classico "Cognome-Nome" è subdolamente invertito, ma non basta. Hanno cambiato la tabella dei codici dello stato civile, cambiando la vecchia e intuitiva siglatura con un ordine ABCDE: così "Stato Libero" non è più "L" ma è "A", "Vedovo" non è "V" ma è "C", e così via. Un modo in più per fare selezione nel nome della legge ma contro qualsiasi etica e morale civile.