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Due regioni, una sola economia

di Francesco Daveri, Categoria , Mezzogiorno, Data 22.02.2006
L'analisi comparata dei dati macroeconomici regionali mostra che l'andamento delle economie del Mezzogiorno e del Centro-Nord è stato negli ultimi anni meno differenziato che in passato. Il rallentamento della produttività è stato marcato al Centro-Nord come al Sud. E il boom dell'occupazione è stato presente in tutte e due le aree geografiche. Ciò segnala che i problemi e le opportunità riguardano l'economia italiana nel suo complesso. E forse se l'Italia tornerà a crescere finiremo per dare meno importanza alla persistenza del divario tra Centro-Nord e Sud.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Meno stereotipi sul Sud
    Nome: Domenico Laviola  Data: 02.07.2007
    Finalmente un discorso meno scontato sul Sud. Finalmente una voce che muove da dati letti in maniera non faziosa, non semplicistica, non con i soliti toni da campagna elettorale. Il Sud è realtà complessa e variegata, e il discorso su di esso non può assolutamente esaurirsi nei soliti stereotipi che ci propina la maggior parte dei media: Sud cristallizzato, fuori del tempo, capro espiatorio perenne delle zavorre italiane. Non dico che sia tutto a posto, per carità, ma dei lati positivi e cambiamenti sostanziali da Roma in giù non se ne parla quasi mai. E invece esistono questi aspetti, così come esistono le contraddizioni e i lati incerti al Nord. Io li ho toccati con mano laureandomi e lavorando nel mitico Nord-est. Alla fine ho scelto di tornare in Puglia, la mia regione, dove lavoro e vivo avendo il quadro della situazione generale molto più chiaro rispetto a prima. E dove ascolto con piacere le rare voci come la Sua, prof. Daveri, che parlano con cognizione di causa sulla vexata quaestio dei rapporti N/S. cordialmente
  • Occupazione irregolare
    Nome: Elisabetta Marzano  Data: 03.03.2006
    Caro Prof. Daveri, trovo molto interessante ma anche ottimistica la sua conclusione sul possibile superamento del divario Nord Sud Italia. Come lei ben afferma, l’attenuazione del divario negli ultimi anni è per lo più ascrivibile a un rallentamento dell’economia del centro nord Italia, eppure colpisce molto il dato sul boom occupazionale degli ultimi anni ’90, quantitativamente analogo nelle due aree del paese. In proposito, sottopongo alla sua attenzione i dati Istat sull’occupazione irregolare, qui brevemente sintetizzati. Nel periodo 2000-2003 il tasso di variazione dell’occupazione non regolare (Ula) nell’intera economia è stato negativo nel centro nord, oscillando tra il -16,5% del centro e il -20,5% del nord ovest, mentre al sud si è registrato, nel medesimo periodo, un incremento del 5,7%. Le ula totali (regolari e non regolari), invece, sono aumentate in modo piuttosto omogeneo in tutte le macroregioni: 3,91% al sud, 4,54 al centro, 3,06 al nord ovest. La sensazione è che a parità di crescita quantitativa dell’occupazione, vi sia una grossa differenziazione qualitativa tra le diverse regioni del paese. La maggiore flessibilità del mercato del lavoro, e, come evidenziato dall’Istat, le sanatorie per gli immigrati, hanno contribuito certamente a trasformare il lavoro nero del Nord Italia in occupazione regolare, ma questa sinergia non sembra aver operato al Sud Italia, dove una quota rilevante di occupazione resta irregolare.
    Risposta:
    grazie del commento. nel mio articolo, per quanto riguardail mercato del lavoro, volevo solo documentare che il boom dell'occupazione (con i caveat da Lei sottolineati) ha riguardato il Sud come il Centro Nord, a differenza che negli anni precedenti. Questo non vuol dire che non ci sia ancora molto da fare per ridurre il divario N-S. La cosa che mi ha colpito guardando i dati aggregati è che i risultati migliori si sono avuti non dove si incentrano da anni gli sforzi (politiche di promozione dello sviluppo per il Mezzogiorno), ma in un'area interessata da riforme "orizzontali" relative a tutto il paese come appunto il mercato del lavoro. Cordiali saluti, Francesco Daveri