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I privilegi fiscali delle coop

di Ruggero Paladini, e Alessandro Santoro, Categoria , Fisco, / Relazioni Industriali, , Data 06.02.2006
Con la riforma del diritto societario e la Finanziaria 2005 la quota esente da imposte degli utili delle cooperative a mutualità non prevalente è stata limitata al 30 per cento. Nasce quindi uno stock azionario nella disponibilità dei soci. Sembra coerente con la normativa dare piena trasferibilità alle azioni, anche per evitare una ulteriore concentrazione del rischio per il socio. Si può pensare a un fondo, gestito da intermediari specializzati, che raccolga azioni provenienti da varie cooperative ed emetta titoli il cui rendimento dipende dall'andamento medio delle azioni.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Associazione Banche Cooperative Italiane
    Nome: Trenti Giorgio  Data: 07.02.2006
    La cooperativa a mutualità non prevalente può rinunciare totalmente ad ogni vantaggio fiscale, assoggettando a tassazione gli utili e accumulandoli a riserva divisibile. Gli utili sui quali è stata versata l'imposta fanno capo ai soci. Il socio può incamerare il valore insito nell'azione vendendola liberamente. Occorre modificare il Codice civile, prevedendo che alle cooperative a mutualità non prevalente non si applichi l'art. 2530 comma 1.