Con un metodo di analisi molto semplice si possono verificare gli effetti sul reddito disponibile delle famiglie delle riforme attuate negli ultimi dieci anni. E' possibile rintracciare una diversità nelle logiche di fondo che hanno ispirato le due esperienze di Governo: il centrosinistra è stato più attento al segno redistributivo delle riforme, concentrando le risorse a favore dei decili inferiori della distribuzione, mentre il centrodestra ha avuto come prioritario l'obiettivo della riduzione del carico fiscale, in modo percentualmente uniforme.
E' corretto redistribuire, tuttavia, se il trasferimento di reddito incide con aliquote e progressivita' troppo elevate, c'e' una perdita generale di benessere, perche' c'e' disincentivo a lavorare e guadagnare, maggiore evasione, e si riduce il totale da dividere, come il fallimento economico dei sistemi comunisti ha mostrato bene nella storia recente. Ritengo le aliquote ora vigenti gia' troppo elevate, in particolare nella fascia di reddito tra 40mila e 80mila euro lordi all'anno (1800-3500 Euro netti al mese probabilmente). Su questi redditi grava una tassazione marginale al 38-39% che si aggiunge ad una contemporanea riduzione progressiva delle detrazioni e degli assegni familiari. In questa fascia di reddito probabilmente l'aliquota marginale effettiva e' dell'ordine del 50-60%. Ritengo queste aliquote marginali reali dannose al benessere generale e per questo motivo ritengo piu' corretta anche se meno redistributiva l'azione del centro-destra. Le misure piu' opportune oggi sarebbero recupero del fiscal drag e maggiori detrazioni per i familiari a carico, non maggiore redistribuzione gravante su redditi medi che pagano le tasse.