I dati confermano che il calcio italiano soffre di un grave problema di competitive balance. Dovuto al regime di ripartizione dei proventi dei diritti televisivi. Nel 1999 il passaggio alla titolarità individuale era stato favorito anche da un'istruttoria dell'Agcm. Ora si pensa di tornare alla contrattazione collettiva, già autorizzata dalle autorità europee per la Champions League. Un'altra soluzione rispetta le regole antitrust: mantenere i diritti soggettivi, applicando però un sistema fortemente progressivo alle quote d'iscrizione a Lega e campionato.