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Luci e ombre della borsa continua del lavoro

di Salvatore Pirrone, Categoria , , Lavoro, Data 09.01.2006
La borsa continua nazionale del lavoro è uno strumento di trasparenza dell'intero mercato. Sfruttando le tecnologie informatiche, dovrebbe ridurre al minimo le asimmetrie informative Mancano però informazioni puntuali sui volumi di transazioni che passano per il sistema, perché non è stato predisposto, almeno a livello nazionale, un sistema di monitoraggio. E restano inattuate le funzionalità che consentirebbero di raccordarsi con l'attività dei servizi pubblici per l'impiego e che potrebbero attrarre anche gli altri intermediari e i datori di lavoro.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Considerazioni tecniche sulla borsa lavoro
    Nome: Simone Cappelli  Data: 10.01.2006
    Sono il responsabile dei servizi per l'impiego della Provincia di Prato. Sono quindi un addetto ai lavori. Penso che l'idea di una borsa telematica del lavoro a livello nazionale sia semplicemente inutile. Questo perché per rendere leggibile da tutti i "nodi" territoriali i curricula contenuti sarebbe necessario utilizzare un sistema di classificazione delle esperienze professionali molto generico. E quindi inservibile. Mi spiego: nel nostro distretto esiste la figura professionale detta "dispositore tessile". A Prato, ma solo a Prato, è chiaro a tutti cosa c'è dietro questa etichetta, in termini di competenze e conoscenze. Già a Firenze non significa nulla. E se semplifico questa qualifica (assimilandola al magazziniere, per esempio) per renderla comprensibile altrove, ne cancello gli specifici requisiti professionali. Così, ipotetici magazzinieri fiorentini potrebbero ritenere di essere in possesso di requisiti che invece non hanno. Domanda: a che serve uno strumento del genere?