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Perdita di credibilità: ma quanto costi?

di Andrea Ichino, Categoria Finanza, , / Europa, , Data 03.01.2006
Nel vivo della vicenda Fazio-Fiorani, gli appelli di chi chiedeva le dimissioni del Governatore hanno spesso fatto leva sulla perdita di credibilità che il nostro sistema bancario e in generale il nostro paese stavano subendo, avvertendo che i costi di tale perdita di credibilità potessero essere sensibili. Ma sono davvero così rilevanti questi costi? La risposta è inequivocabilmente sì, e due studi recenti offrono stime che consentono di valutarne la probabile entità.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • hai ragione
    Nome: VolereVolareVia  Data: 22.01.2006
    Già, non posso che confermare Anonimo. Lavoro molto su Londra, gli italiani sono sempre visti come gli "arrangioni del quartiere", anche se a livello di competenze tecniche un laureato italiano di una buona università nostrana non ha nulla da invidiare ad un collega di oltremanica. Il peggio è che sono le stesse aziende italiane ad essere esterofile e di principio preferire, ceteris paribus, un candidato "non italiano". Beh, se non siamo convinti noi della nostra qualità perche dovrebbe esserlo un inglese?...
  • La vera conseguenza
    Nome: Anonimo  Data: 10.01.2006
    La vera conseguenza e’ che si fatica a trovare un lavoro serio all’estero. I famosi Italiani tanto ammirati e che riempiono le “sale cambio” della City hanno la sola funzione di fare da sponda alle operazioni poco pulite e altamente profittevoli che avvengono in Italia. Invito a mandare un CV (inventato) di persona italiana con inglese impeccabile, esperienza nella city su desk italiano e qualifiche tecniche rilevanti ad una banca d’affari scelta casualmente per un ruolo di copertura dei mercati nord europei o per un ruolo di carattere prettamente tecnico. Arrivera’ il nostro ad avere un colloquio? Raccolgo scommesse sull’esito dell’esperimento. Pensate che l'investment banking sia un ambiente troppo competitivo e non adatto all'esperimento? Provate una societa' di revisione o di cosulenza di secondo livello. Rifarsi di una credibilita' nazionale che non c'e' mai stata puo essere equiparato al costo di un master straniero prestigioso (50 mila euro se va bene). Chi questi problemi non li ha e' chi si e' formato all'estero (gavetta vera e lunga - altro che fast track - o studi avanzati). Per quanto concerne il caso specifico Fazio-Fiorani, la soluzione al problema specifico e’ fin troppo semplice: Fazio si dimette (fatto!), Fiorani pure (fatto!) e le banche d’affari straniere che hanno fatto da sponda ad affari poco puliti o contrari allo spirito delle istruzioni di vigilanza si vedono la licenza bancaria sospesa in Italia per un anno (da fare!). Cosi’ gli azionisti (stranieri) di tali istituzioni smettono di fare profitti (grassi) nella poco affidabile Italia (per un anno). E i furbetti nostrani perdono il vantaggio del capitale straniero che si presta alla “spaghetti finance”, dietro lauta commissione (centinaia di milioni di euro di controvalore espressi in opachi bid/ask spread). Ci guadagniamo tutti in credibilita’ ma soprattutto in risorse da dedicare ad attivita' migliori. Ma il Professor Draghi non stava alle dipendenze si Goldman Sachs? Mmh...