Con l’evoluzione dl sistema economico internazionale il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è diventato sempre più attivo in paesi a reddito medio .....
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
Perasso su SDRM
Nome: Marco Arnone*Data: 07.11.2002
Vorrei segnalare a Perasso che tra i working paper del Fondo ce ne sono alcuni che analizzano in modo molto approfondito la proposta Krueger sull'SDRM, uno di essi, scritto peraltro quando uno degli autori, Carlo Sdralevich, era assistente del direttore esecutivo italiano. I WP sono disponibili online.
Trovo comunque la tesi di Perasso sostanzialmente poco giustificata: in presenza di crisi finanziarie o anche all'accenno di crisi finanziarie i flussi di capitali verso paesi emergenti tendono a crollare, e i capitali presenti a fuggire da questi paesi, generando forti oscillazioni macroeconomiche. Il meccanismo dell'SDRM dovrebbe servire a far si' che la potenziale ristrutturazione del debito avvenga in modo ordinato, evitando al paese di crollare in una crisi finanziaria o macroeconomica. Da questo punto di vista, l'introduzione di questi meccanismi (ancora in via di studio), potrebbe ridurre il valore attuale del profilo di rischio futuro. Se cosi' fosse il premio di rischio di cui parla Perasso potrebbe non esserci. E' chiaramente una questione empirica, ma indica chiaramente che le conclusioni di Perasso dovrebbero essere molto piu' qualificate, e soprattutto discendere da una analisi molto piu' approfondita del meccanismo di SDRM in via di studio.
*Le opinioni espresse sono strettamente personali.
Risposta:
Mi scuso per il ritardo nel rispondere al Signor Arnone. Al di la' dei WP del Fondo e delle analisi piu' o meno approfondite che ognuno di noi conduce (a questo proposito, suggerisco di dare un'occhiata alla testimonianza di Michael Mussa, ex chief economist del Fondo, al Senato statunitense, disponibile su www.iie.com/papers/mussa1002.htm), vorrei evidenziare due punti:
a. Al recente meeting del G-20 a new Dehli, i critici piu' severi dell'SDRM sono stati i paesi latino-americani, che hanno ripetuto come il ricorso ai mercati internazionale diventerebbe per loro piu' costoso in seguito all'introduzione dell'SDRM. Nelle parole di un partecipante all'incontro, "Those countries most prone to debt crises remained most strongly opposed to the idea," Financial Times, 25 Novembre. Posso inoltre assicurare il signor Arnone che le analisi delle banche centrali/Ministeri delle Finanze di Brasile, Argentina, Messico (ed altri) sono molto approfondite.
b. Stiamo effettuando un'indagine tra investitori instituzionali su quale e' la loro preoccupazione maggiore per l'anno prossimo riguardo i mercati emergenti. In testa alla classifica c'e' l'introduzione dell'SDRM (di gran lunga davanti ad eventi tipo il default brasiliano ed altri "cataclismi") in quanto visto come meccanismo che ridurrebbe i flussi finanziari privati
verso i paesi emergenti, data la significativa esposizione del Fondo verso questi paesi e la natura di "creditore privilegiato" del Fondo stesso.
Mi rendo conto che questa e' una visione operativa dell SDRM e che quindi incontri poco favore presso gli accademici e/o coloro non direttamente coinvolti, pero' noi operiamo nel mondo reale e non in qualche laboratorio per raccogliere dati e poi scrivere dei bei backward-looking papers.