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Gli esotici frutti di Bruxelles

di Carlo Altomonte, e Mario Nava, Categoria , Europa, Data 22.12.2005
L'accordo sul bilancio 2007-2013 dell'Unione Europea dimostra che è possibile trovare un'intesa a 25 su questioni delicate come il finanziamento solidale. Ma gli Stati membri hanno drasticamente ridotto il totale del bilancio, portandolo all'1,045 per cento del reddito nazionale lordo. E cresce il peso relativo delle spese agricole a scapito di quelle destinate a competitività e alla crescita. Come sarà possibile ora rispettare l'Agenda di Lisbona?
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Calcolo del saldo netto
    Nome: Davide Fiaschi  Data: 23.12.2005
    Essendo abbastanza digiuno della materia, ma in qualche modo del campo, mi risulta strano in generale il criterio di allocazione dei fondi comunitari, a prescindere dall'importanza della composizione settoriale della produzione. Quello che trovo stupefacente ad esempio, se il dato venisse confermato da voi, è che l'Italia abbia un saldo netto negativo (intorno allo -0.30) e l'Irlanda un saldo netto positivo (intorno allo +0.30), nonostante, dati Groningen Growth and Development Centre, il PIL pro capite in dollari 2002 dell'Italia sia pari a 26714 nel 2004 contro un PIL pro capite irlandese di 35021. Non penso che questa differenza possa essere giustificata in alcun modo con differenze nella composizione del prodotto fra i due paesi. Cordiali saluti Davide Fiaschi
    Risposta:
    I dati riportati dal lettore sono corretti. Da un punto di vista contabile, la spiegazione è dovuta al fatto che gli Stati contribuiscono al bilancio comunitario in proporzione al loro PIL, non PIL pro-capite (e dunque in assoluto l'Italia contribuisce più dell'Irlanda), mentre recuperano dal bilancio fondi che dipendono da politiche non necessariamente proporzionali al PIL (politica agricola e coesione, principalmente). Si determina dunque una asimmetria per nulla stupefacente, anzi, quasi inevitabile, tra una variabile contabile (i saldi netti) ed una legata invece ad una interpretazione economica (il PIL pro-capite). Una ulteriore dimostrazione di quanto sia metodologicamente inopportuno cercare giustificazioni o fare "graduatorie" dei paesi sulla base dei saldi netti di bilancio, poichè questi, per come sono calcolati, non necessariamente hanno senso da un punto di vista economico.