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Un terzo trimestre triste per le forze lavoro

di Pietro Garibaldi, Categoria , Lavoro, Data 20.12.2005
Il quadro che emerge dalle statistiche del mercato del lavoro non è roseo. Si torna alla "normalità": a una crescita economica stagnante corrisponde una crescita dell'occupazione pressoché nulla. E non solo aumenta il divario Nord-Sud, ma addirittura il Sud arretra. Si è esaurito infatti il periodo di "luna di miele" delle riforme marginali del mercato del lavoro. Mentre le statistiche ufficiali hanno assorbito la regolarizzazione di lavoratori immigrati. Uniche buone notizie l'incremento dei lavoratori dipendenti e del part-time femminile nel Nord.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Il re è nudo?
    Nome: Claudio Resentini  Data: 23.12.2005
    Le statistiche si stanno normalizzando e le anomalie degli anni passati stanno diventando un ricordo. Finalmente possiamo cominciare a guardare la realtà … attraverso gli indici statistici, si intende. Siamo davvero sicuri che sia così? Siamo sicuri di non guardare il dito invece della luna? La disoccupazione reale, al netto dei “trucchi” statistici, cioè quella di chi un lavoro non ce l’ha, a prescindere dal fatto che qualche intervistatore più o meno addestrato a questo scopo decida che costui è “inattivo” e che non sta affatto cercando un lavoro, è in aumento da anni. Non mi dilungherò sulle modalità distorte di “costruzione della realtà” dell’indagine continua sulle forze di lavoro italiana, che segue d’altra parte le direttive "scientifiche" internazionali in materia. Che il re fosse nudo lo sapevano già tutti quelli che hanno cercato e stanno cercando un lavoro decente in Italia in questi anni. Un lavoro che consenta di arrivare alla fine del mese senza tirare la cinghia o senza fare debiti difficilmente onorabili. Un lavoro che sia una protezione reale dai rischi sociali, in un paese con un welfare sottosviluppato. Un lavoro che non sia un mero input di produzione, una merce da vendere o da affittare. Un lavoro che sia un’attività umana dignitosa dove le persone che lavorano (questo sono fino a prova contraria i lavoratori) non vengano sottoposte al disprezzo di epiteti quali “risorsa umana” o “capitale umano” Chi si rifiuta di essere rimbalzato come una pallina da flipper da un’agenzia all’altra, tra somministrazioni di lavoro, colloqui di orientamento, corsi di riqualificazione, aperture fittizie di partita IVA, lavoro nero, co.co.co., co.co.pro. e le mille altre invenzioni escogitate in questo paese per mortificare i lavoratori, ebbene costui sarà considerato inattivo e non disoccupato ed anche il prossimo governo potrà dire, al limite, nei momenti peggiore che “l’aumento dell’occupazione rallenta”. Buon natale a tutti.