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Scandali finanziari e governo delle banche

di Francesco Vella, Categoria , Finanza, / Concorrenza e Mercati, , Data 19.12.2005
La vicenda della Banca popolare di Lodi dimostra come ancora una volta sia fallita l'intera catena dei controlli. Sulle omissioni o collusioni sarà compito della magistratura individuare le responsabilità, ma è importante chiedersi se gli assetti di governance della banche, e in particolare delle popolari, siano adeguati per prevenire fenomeni patologici. Senza aspettare l'intervento del legislatore, si possono adottare alcune misure che impediscano l'affermazione di nuclei dirigenti autoreferenziali e sganciati da qualsiasi verifica sul loro operato.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Oltre la governance
    Nome: Paolo Debortoli  Data: 21.12.2005
    Forse non basta la presenza di un grande azionista per evitare problemi. Nei casi Parmalat, Cirio etc.. Ciò non è bastato. Il problema era considerato anche da Galbraith ('L'economia della truffa') per quanto riguarda le 'public companies' americane, con la differenza che lui punta più che altro su responsabilità civile e penale degli stessi amministratori. Osservava infatti (come hanno osservato in tanti) che in tanti scandali gli amministratori prendono le loro buonuscite e se ne vanno indisturbati. A parte la palesemente insufficiente trasparenza del sistema e del mercato, non è più semplice interevenire sulla responsabilità civile di intermediari e amministratori ? Il caso dei bonds argentini a me sembrerebbe un buon precedente.
    Risposta:
    Grazie e concordo con Lei sulla assoluta necessità di un inasprimento delle sanzioni, ma nel mio articolo intendevo mettere in evidenza come le società possano, anche in via autoregolamentare, porre in essere qualche strumento di prevenzione, che, ovviamente, non si deve sostituire, ma , al contrario, integrare con gli interventi legislativi. Peraltro, visti gli ultimi, e tristi, sviluppi della disciplina del falso in bilancio nella legge sul risparmio approvata dal Parlamento, non c'è da riporre eccessiva fiducia nel legislatore.
  • Oltre la governance
    Nome: Lukas Plattner  Data: 20.12.2005
    Le soluzioni proposte in tema di governance forse non sono da sole sufficienti a impedire comportamenti illeciti di singoli individui pronti a tutto per il profitto personale. Altri strumenti debbono essere presi in considerazione. Un inasprimento delle sanzioni penali e amministrative in tema di reati societari sembra ora inevitabile al fine di scoraggiare il compimento di sistematiche espropriazioni a danno dei soci, degli investitori e della società amministrata. Il modello da prendere a riferimento può essere l'impianto repressivo previsto in tema di insider trading ove accanto a sanzioni penali aspre (fino a 6 anni) vi sono sanzioni amministrative che possono raggiungere dieci volte il profitto conseguito con l'illecito. Inoltre, una legge che permetta la promozione di class actions al fine di offrire un adeguata protezione agli investitori sembra anch'essa una necessità improrogabile.
    Risposta:
    La ringrazio per l'osservazione che condivido con una semplice precisazione. Un buon sistema di responsabilità civile di internmediari e amministratori è senz'altro opportuno, ma in questo modo si interviene ex post e cioè quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla.. E' pur vero che adeguate sanzioni civili e penali rappresentano un deterrente, ma questo deterrente, se non coniugato con una sana "igiene" della governance societaria, corre il rischio di perdere di incisività.