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Ricordo di Paolo Sylos Labini

di Luigi Spaventa, Categoria , Informazione, , Data 19.12.2005
Paolo Sylos Labini è stato un ostinato economista quantitativo. Più di trent'anni fa produsse uno dei primi modelli econometrici dell'economia italiana. L'accademia ufficiale gli frappose pesanti barriere perché era considerato non omogeneo col sistema. Non sopportava l'opportunismo perbenista ed era ragionato nemico di monopolisti protetti e di piccoli e grandi percettori di rendite private garantite dal potere pubblico. Da "onesto riformista", come si definiva, passò tanto tempo a cercare problemi specifici a cui proporre specifiche soluzioni.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Un ricordo di studente
    Nome: Giorgio Fano  Data: 12.01.2006
    Sono anche io uno studente di Scienze Statistiche ed Economiche, e devo ammettere che la scelta del corso di laurea è stato dettato da due incontri che ho effettuato da perfetto sconosciuto: Sylos Labini e Luigi Spaventa. Paolo non era il mio professore, e da studente ho seguito solamente la sua "ultima lezione", che fu una sorpresa organizzata dal fedele Alessandro Roncaglia, e le lezioni del club del Sabato mattina a cui ho avuto l'onore di partecipare. Il prof. Sylos Labini, è stato "costretto" dall'età alla pensione, ma non ne aveva assolutamente voglia. Per questo motivo ha invitato chiunque a partecipare a lezioni private organizzate da lui stesso nella facoltà di scienze statistiche a Via Nomentana. Non era ben organizzato e non aveva certo Power Point, ma una cosa ho capito da quelle lezioni: il suo modello (al quale faceva sempre riferimento) non era certo sofisticato, ma dalla sua semplicità emergevano concetti base che sono stati almeno per me una solidissima base per capire l'economia, soprattutto la micro. Un peccato che i suoi studenti non lo abbiano capito alla fine della carriera, e che addirittura si siano "fiondati" in massa a presentare l'esame durante un suo anno sabatico per evitare il tiranno. A frunte di un apprezzamento didattico non proprio corale, il suo contributo di commentatore sulla carta stampata è sempre stato univocamente accettato come una delle più oggettive analisi della realtà.
  • altro ricordo di studente
    Nome: G. Cantisani  Data: 20.12.2005
    Ormai non lontano alla laurea in scienze statistiche e demografiche, ho seguito le lezioni di Istituzioni di economia politica del Prof. Sylos Labini nell’ultimo anno di insegnamento (1989/1990 ?), in un gruppo limitato di studenti, godendo delle sue spiegazioni ma anche dei suoi continui riferimenti a fatti politici e di altra natura. Sylos Labini riferiva del passato, generalmente di quando ha dovuto inevitabilmente sbattere le porte, come dice il Prof Spaventa, davanti alla nomina di un “capobastone” in qualche gruppo di lavoro (“... o lui o io ...”), o del presente, per esempio le piccole ed inutili intimidazioni che gli venivano in quelle setttimane dal movimento della Pantera. Tra le tante cose un pò perse e confuse nella memoria adesso, ricordo la sua enorme disponibilità, l’invito ad autoinvitarci a casa sua per capire meglio qcosa, annunciando anche la possibilità di un tè che credo che avrebbe certamente garantito. Purtroppo io non ne ho approfittato, e devo dire che sarebbe stato utile, al di là di un piano di studi comunque distante. Bello ricordare pure l’arrivo di una dozzina di ex-allievi, futuri ministri compresi, alla sua ultima lezione (poteva averlo previsto ma l’ha certamente apprezzato moltissimo) e, per me, l’incontro più tardi, casuale nella notte di sciopero dei mezzi pubblici, alternandoci nello stesso taxi.
  • Un ricordo di studente
    Nome: Andrea  Data: 20.12.2005
    Vorrei aggiungere alle bellissime parole del Prof. Spaventa, legato a Sylos Labini da un solidissimo rapporto umano e professionale, il bel ricordo che ho di Sylos da quando, all'epoca studente e borsista, ero spesso al dipartimento di Scienze Economiche della facoltà di Statistica alla Sapienza, che Sylos ha continuato a frequentare anche negli scorsi anni. Spesso si fermava anche a lungo a parlare con noi, giovani studenti, di politica, esortandoci a non dare nulla per scontato, a non rassegnarci. E ci parlava di economia, spingendoci a proseguire gli studi al di là dei libri di testo, a leggere articoli, dicendoci cose che non sempre capivamo e che negli anni sempre più mi si disvelano nella loro dirompente attualità e validità. Ricordo una persona brusca, ma anche dolcissima e soprattutto schietta. E simpatica, che non guasta mai. Apprezzerei moltissimo che il Dipartimento di Scienze Economiche, dove fanno ricerca tanti tra i suoi figli e nipoti professionali, potesse essere intitolato alla sua memoria. P.S. per la redazione. Perdonate l'indirizzo falso. Spero vorrete pubblicare comunque questo mio ricordo. E, se lo legge, un saluto al Prof. Spaventa, che ho avuto l'onore di avere come docente in due distinti corsi e al quale è legato il ricordo più bello e gratificante della mia carriera studentesca.