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Commenti

Sole, vento e nucleare

di Carlo Scarpa, Categoria , Energia e Ambiente, Data 25.11.2005
I problemi del sistema energetico italiano sono sostanzialmente tre: l'inquinamento, la sicurezza degli approvvigionamenti e i prezzi. Non basta dire "aumentiamo la concorrenza". I tre temi sono profondamente intrecciati e richiedono scelte energetiche di fondo, soprattutto se si vuole diminuire la nostra dipendenza dall'estero. La soluzione del nucleare sembra impraticabile, almeno nel breve periodo. L'energia solare non risolve la questione. Se non vogliamo risparmiare energia, dobbiamo essere pronti ad accettare un aumento dei costi, già oggi elevati.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • risparmio energetico
    Nome: Luca Argenti  Data: 11.05.2006
    Dai molti dibattiti in corso, emerge chiaramente che c'è uno schieramento, molto diffuso e trasversale, che pretenderebbe di affrontare il problema del risparmio energetico sperando di trovare una forma di energia che da sola sia in grado di risolvere il problema. Questo sarebbe auspicabile, ma nella realtà così non è, o perlomeno ad oggi non appare. Ripetere che "il solare non risolve, che la biomassa non risolve, etc." risponde ad una logica ottocentesca dove si cercava una alternativa al carbone. Dalle mie parti i contadini sono usi dire che "il primo guadagno è il risparmio". Forse sarebbe più proficuo affrontare il problema nella sua complessità, ovvero separarlo in sottogruppi: approvvigionamento/risparmio dell'industria, approvvigionamento/risparmio dei privati, approvvigionamento/risparmio degli impianti pubblici (es. ospedali, scuole, etc.). Per quanto concerne i privati. In effetti i pannelli solari potrebbero essere convenienti, a condizione che: - il costo di acquisto sia diluito nel tempo, ad es. creando dei consorzi comunali che contraggano mutui trentennali con la Cassa Depositi e Prestiti; - i costi di manutenzione siano calmierati. Ipotizzando un costo di acquisto e installazione di 10.000 euro, qualora sia mutuabile al tasso del 3.5% per 30 anni, si pagherebbero appena 45 euro al mese, 1,5 euro al giorno. Per far questo, ovviamente, servono persone lungimiranti che "aprona la strada" nelle loro rispettive comunità, magari prendendo esempio dalle realtà locali che già hanno fatto questo passo. Un flash sul risparmio nelle grandi strutture pubbliche ma anche private. Negli ospedali e nelle scuole così come in molti grandi condomini con riscaldamento centralizzato, è frequente vedere le finestre aperte per il troppo caldo. Siamo sicuri che una piccola elettrovalvola non possa risolvere il problema?
  • Un'idea
    Nome: roberto prato  Data: 16.03.2006
    Ho avuto l'occasione di conoscere un signore che si occupa di impianti solari, ebbene mi ha detto che con 10.000 euro si possono installare dei pannelli solari per l'acqua calda che oltre a fornire tale servizio, possono, praticamente in ogni stagione, venire utilizzati per portare anche l'acqua dei sanitari di riscaldamento a 40 gradi, lasciando al gas l'onere di portare l'acqua a 60 gradi. 10000 non sono pochi da sborsare, ma non si potrebbe coinvolgere gli istituti di credito, per il rilascio di prestiti a medio termine, con interessi variabili , ad esempio Euribor + 2 punti ,con piccole rate da 100 euro mensili (tipo credito al consumo) consentendo di scalare gli interessi in maniera integrale dal proprio reddito? Sarebbe un vantaggio per tutti, per l'ambiente, per il lavoro, per lo stato (un nuovo settore si espanderebbe) e per gli utenti, ed uno svantaggio per chi ci stringe sempre più il laccio al collo degli approvvigionamente energetici. Saluti e grazie di un'eventuale risposta.
  • Dal tutto Olio al tutto Gas....e il CARBONE ?
    Nome: Rinaldo Sorgenti  Data: 23.02.2006
    Sono note le difficoltà negli approvvigionamenti del GAS, ancor più preoccupanti considerando la dipendenza del nostro Paese dalle importazioni di qualsivoglia fonte, per la quale non ci si è mai preoccupati di realizzare un'opportuna diversificazione, con la conseguenza che il sistema elettrico è rimasto prima dipendente per oltre 30 anni da un'assoluta prevalenza dell'Olio Combustibile (unico caso al mondo) ed infine re-impostato con un analogo assoluto sbilanciamento sul GAS. Se non si porrà rimedio a tale anomala e pericolosa situazione, nel 2010 il nostro Paese dipenderà per oltre il 60% dal metano. Tutto questo a causa di una asserita "politica di salvaguardia ambientale" che ha maliziosamente mistificato gli elementi di valutazione, stravolgendo i fatti e capovolgendo le condizioni di merito su cui invece hanno puntato e continuano a puntare tutti i Paesi più sviluppati, con: - il carbone (il 1° combustibile per produrre elettricità nel mondo ed in particolare in Paesi quali USA, Germania, Danimarca, Giappone, Australia, Spagna, Grecia, ecc.; ed - il nucleare (1° assoluto in Francia, Svezia, Belgio e 2° in Germania, Giappone, Spagna, ecc.. Salvo poi far finta di non osservare che (se non vogliamo restare al freddo ed al buio), il 15% circa dell'elettricità distribuita in Italia proviene da quest'ultima fonte, prodotta da 13 impianti localizzati intorno alle Alpi a meno di 200 km. dai confini. Occorrono quindi i "rigassificatori", ma per abbassare il costo dell'elettricità necessita un'opportuna diverfificazione delle fonti, portando il contributo del carbone in linea con i valori dei Paesi più sviluppati, dove l'attenzione ambientale non è inferiore alla nostra. Se riusciremo a fare questo, avremo fatto un passo avanti sostanziale per la sicurezza degli approvvigionamenti ed avremo realizzato le condizioni per riportare opportuni margini di competitività al nostro sistema economico e produttivo.
  • Volontà politica di cambiare
    Nome: Luca Tomazzolli  Data: 18.02.2006
    Per quanto riguarda la questione energetica italiana, mi sembra di ripercorrere le strade già note delle privatizzazioni di IRI, SIP, FERROVIE DELLO STATO, AUTOSTRADE, ecc. dove sono i cittadini più deboli a farne le spese. E' vero ci vuole un progetto d'insieme per promuovere un modo nuovo di pensare ENERGIA, ma non è una questione tecnologica è solo la volontà politica che manca. Soluzioni? Risparmio energetico - efficienza energetica - case passive - microgenerazione - biomassa - biocarburanti - energia rinnovabile...(Consiglio un bel libro: "Un futuro senza luce?" di Maurizio Pallante editori riuniti).
  • Make or Buy?
    Nome: Massimiliano Cese  Data: 09.02.2006
    I danesi posseggono la migliore tecnologia per la generazione di energia elettrica sfruttando la forza del vento. I tedeschi posseggono la migliore tecnologia per la generazione di energia elettrica sfruttando il sole ma.....noi continuiamo a favorire aziende domestiche che godono di protezioni di lobby ed ancora una volta i nostri investimenti saranno mal gestiti alimentando ancora una volta il magna magna italiano. "E' mafiosa l'associazione i cui componenti usino l'effetto intimidatorio sprigionato dal vincolo associativo, con relative sudditanze ed omertà, o per commettere delitti, o per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo di attività economiche, concessioni, appalti e servizi pubblici, ovvero per ottenere vantaggi ingiusti per sè od altri."
  • Prima che sia troppo tardi
    Nome: Francesco Parini  Data: 30.01.2006
    Professore, i suoi interventi sono sempre stimolanti e soprattutto,pragmatici. Le scelte energetiche, a mio avviso, non hanno un colore politico, ma devono essere lungimiranti. Il nostro patrimonio edilizio,attuale, non brilla per qualità; la legge sul risparmio energetico del 1991 ha atteso quattordici anni per vedere un decreto attuativo, ancora carente, per alcuni aspetti. Molte centrali hanno rendimenti inferiori al 38%, preferiamo le discariche e inviamo i rifiuti all'estero per la termodistruzione. Le scelte energetiche italiane devono muoversi in alcune direzioni fondamentali: - certificazione energetica degli edifici, interventi di isolamento e manutenzione antisismica. - diffusione della cogenerazione e trigenerazione al fine di ridurre l'inquinamento e contenere la costruzione di nuove centrali termoelettriche. - sviluppo della produzione della biomassa e sfruttamento delle risorse disponibili (fanghi da impianti di depurazione,rifiuti agroindustriali,rifiuti agricoli,sfalci,ecc.) - introduzione di una Tobin Tax ecologica, legata al percorso delle merci, per favorire l'uso di prodotti nazionali. - ricerca sul nucleare, tanta ricerca.
  • Nucleare
    Nome: Matteo Cherchi  Data: 07.12.2005
    Per quanto riguarda i dati sui reali costi delnucleare segnalo l'interessante e ben documentato articolo di Emilio Novati apparso sul numero di settembre 2005 del mensile altreconomia e reperibile all'indirizzo http://www.altreconomia.it/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index&req=getit&lid=38 Cordiali saluti
  • Il solare tedesco?
    Nome: Alberto Brandolini  Data: 29.11.2005
    Uno degli elementi più interessanti dell'economia tedeca degli ultimi anni è la liberalizzazione del mercato dell'energia, legato alla possibilità concessa ai "piccoli" produttori di commerciare l'energia da loro prodotta. Il tutto è vero soprattutto nel solare, le aziende hanno la possibilità di produrre elettricità mettendo i classici pannelli solari sul tetto - utili soprattutto nel periodo estivo in combinazione con i picchi di consumo dati dai condizionatori - oppure affittando il tetto ad aziende che gestiscono i pannelli e l'energia prodotta. L'eolico è invece una sorta di investimento privato per agricoltori interessati ad "arrotondare". E' interessante notare che in questo modo sono stati creati in germania 170.000 posti di lavoro (ed il governo tedesco, pur non avendo più i verdi in coalizione ha dichiarato di voler assolutamente proseguire nella stessa direzione). Si è inoltre data la possibilità alle aziende la possibilità di diventare più competitive valorizzando un loro asset (il tetto), senza ricorrere ad aiuti di stato...
    Risposta:
    Caro lettore, sottolineare le dimensioni del solare tedesco serve solo a sottolineare quanto altro resti da fare. L'1% del solare tedesco sarebbe il 2-3% in Italia (dove per altro partiamo da un valore sostanzialmente pari a zero - il che è una follia). Resta molto da fare? certo, e questo significa semplicemente che è giusto iniziare, ma senza illudersi che "raggiungere la Germania" in termini di energia solare basti a chiudere la partita... Giustamente è stato osservato che il fotovoltaico (o il solare termico) possono essere parti di una strategia, non sono soluzioni miracolistiche. Si noti che da anni si stanziano alcuni fondi a riguardo che passano attravero le regioni. Informazioni a riguardo le può trovare su http://www.ecoage.com/ambiente/fotovoltaico/energia-fotovoltaica-incentivi.asp con l'elenco dei bandi emessi o in corso. Cordiali saluti Carlo Scarpa
  • continuazione
    Nome: Francesco Di Giano  Data: 29.11.2005
    Mentre il risparmio energetico e le piccole centrali ad energia rinnovabili possono essere di tutti. tutti noi possiamo realizzare una casa sostenibile: il tetto con i pannelli, l'impianto di riscaldamento lo si ottiene attraverso il biogas (rifiuti organici e biomasse), la coibentazione della casa (permette un recupero del 30% dell'energia dispersa), etc... etc.. ma la prima cosa da fare è modificare i nostri stili di vita... non possiamo pensare che le energie rinnovabili e il risparmio energitico ci possino risolvere tutti i problemi... i nostri stili di vita non sono più accettabili da questo pianeta. non possiamo più permetterci di pensare che l'economia sia a ciclo aperto, ma dobbiamo incominciare a ragionare per cicli chiusi e definiti. Ma i nostri consumatori sono disposti a rinunciare ai loro stili di vita e a ridifinirli in modo sostenibili? consumare non significa stare bene ed essere felici. le nostre società sono quantitative e non qualitative. incomincerei un discorso molto lungo riguardante anche il nostro indice di riferimento: il PIL. Preferisco lasciarvi con un ricordo e un idea: Keynes quando invento il PIL ci disse questo indice va bene per economie appena uscite dalla guerra. sono passati 60 anni da quanto è finita la guerra. mentre l'idea è cerchiamo e tastiamo un nuovo indice per il mondo. oggi c'è sono diversi. ne cito i due più importanti: impronta ecologica e indice progresso genuino (GPI). secondo questo ultimo gli stati uniti è dal 1970 che non crescono più
  • Ciclo energivo del nucleare
    Nome: Francesco Di Giano  Data: 29.11.2005
    Caro Professore, è sempre un piacere discutere con lei di energia. desidero apportare delle precisioni riguardanti i prezzi, il nucleare e le energie rinnovabili. per quanto riguarda i prezzi, mi ricordo una puntata di report del 2003 (visibile su internet) dove si parla di energia e soprattutto di una legge del 1992 (cip6) con la quale si concedevano strani incentivi alle energie rinnovabili e assimilabili... perchè dico strani perchè questi incentivi sono stati dirottati soprattutto verso la realizzazione di inceneritori-termovalorizzatori, dimenticandoci l'inquinamento che crea questo tipo di sito e i scoraggiamenti nella raccolta e riuso dei rifiuti (non desidero aprire un capitolo sui rifiuti). questi strani incentivi c'è li troviamo addebitati sulle nostre bollette tutti i mesi... questo è solo un esempio del continuo lobbismo energetico che esiste in Italia. passiamo al nucleare... ho appena finito di festeggiare i due anni della sana rivolta di scanzano. nel 1987 abbiamo fatto una scelta coraggiosa e se oggi riproponessimo il referendum credo che la gente direbbe ancora no. molti dicono che il nucleare è un energia che fa bene a Kyoto. si dimenticano però tutto il suo ciclo: estrazione dell'uranio, trasporto, realizzazione della centrale, realizzazione del deposito, militirazzione di entrambi, etc.. tutte queste opere-passaggi sono molto energivori e quindi produttori di CO2. le scorie dove le mandiamo??? in un deposito. che cosa scriviamo su quel deposito. teniamo presente che noi oggi abbiamo difficoltà a tradurre scritti di 5.000 anni fa (esempio i geroglifici...). veniamo poi al fusione nucleare. di fusione se ne parla da quando si è realizzata la bomba H e i scienziati sostenevano che in 10 anni avremmo avuto energia... ne sono già passati 40 anni e milioni di dollari buttati al vento... sempre per proteggere una lobby... petrolio, gas, nucleare appartengono e difendono lobby e ci portano instabilità sociale e ambientale...