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Il Mezzogiorno resta il "malato d'Italia"

di Nicola Rossi, Categoria , Mezzogiorno, Data 14.11.2005
Il Mezzogiorno d'Italia è oggi il luogo dove più significativo e imperdonabile è lo spreco di risorse pubbliche. Mentre le distanze fra il Centro-Nord e il Sud del paese rimangono, nel complesso, inalterate e dopo dieci anni di retorica del definitivo superamento dell'intervento straordinario, forse è arrivato il momento di riconoscere le difficoltà che questa ha generato: la frantumazione dell’intervento pubblico, la moltiplicazione dei livelli di intermediazione, la sproporzione fra l'impegno massiccio di energie e di risorse e l'esiguità dei risultati.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • La malattia è nella "testa"
    Nome: luigi zoppoli  Data: 30.08.2007
    Non mi permetto entrare nel merito tecnico della sua analisi che peraltro è condivisibile. Mi premeva sottolineare che, qualunque revisione nel modo di guardare al mezzogiorno si riconfermerà vano e sterile. A meno di metter mano alla classe dirigente politica edamministrativa; a meno di interventi di strutturazione del sistema normativo; a meno di assegnare ad ogni intervento obiettivi precisi e misurabili di cui designati si assumano la concreta responsabilità; a meno di ridurre la malavita. E non sono esaustivo. Nè vedo classepolitica nazionale all'altezza della volontà e della lungimiranza necessaria a fare quanto precede. Cordialmente Luigi Zoppoli
  • è davvero malato il mezzogiorno?(part 1)
    Nome: Alfonso Marini  Data: 18.01.2006
    Definendo il Sud d' Italia, come malato, si presuppone che debba essere curato, ora dal dopoguerra fin ad oggi sono stati compiuti innumerevoli investimenti atti a migliorare le infrastrutture della parte meridionale del paese, ne sono stati spesi altrettanti per lo sviluppo dell’occupazione in quest’ area attraverso contribuzioni dirette ed indirette. Considerato ciò a mi fa riflettere e mi vien da pensare astraendo, che il Sud sia prima di tutto convinto di essere il malato, come una persona sana che un giorno si siede su una sedia rotelle, pensando comoda questa sedia posso girare senza camminare, le altre persone vedendolo su una sedia a rotelle, lo compiangono finchè lui s’auto convince d’essere malato, mostrando i sintomi della malattia, perciò dopo questo breve aneddoto, io sono convinto che il primo problema del sud sia quello che esso stesso, vuoi per atteggiamenti culturali e sociali, sia convinto d’ essere malato d’avere bisogno d’aiuto e vede nell’aiuto statale l’unica strada, lo stato continua però ad assecondare le richieste del sud, facendo il lavoro opposto di quello che dovrebbe fare.Fin ora si è sempre trattato il sud come il fratello “storpio” del nord, poiché è stato il sud stesso a farsi trattare in questo modo, invece il sud è totalmente diverso dal nord, non migliore o peggiore ma soltanto diverso e come tale, dopo aver riconosciuto questa diversità, deve essere trattato, secondo me il sud potrà risollevarsi solamente se si addotteranno grandi riforme strutturali nel paese in chiave federalista, ma non un federalismo all’ acqua di rose come quello propugnato nelle 2 precedenti legislature, bensì un federalismo “cristallino” sullo stile svizzero o statiunitense, che moduli il welfare e la tassazione al fine di creare uno sviluppo stabile ë duraturo.
  • Mezzogiorno Malato d'Italia
    Nome: Stefano Parravicini  Data: 28.11.2005
    Penso che il Mezzogiorno potrà risollevarsi e trovare una sua strada di sviluppo se lo Stato invece che soldi desse strutture e praticabilità del territorio e lasciasse alle forze imprenditoriali vive e capaci, che esistono anche al Sud, il compito di rivitalizzare il Mezzogiorno. Forse sono parole banali, ma è del tutto inutile, ed anche molto ipocrita, parlare tanto dello sviluppo del Mezzogiorno senza tenere conto che finchè intere regioni sono in mano alla delinquenza, anch'essa arretrata ed arcaica, ed alla diffusa illegalità della popolazione non ci saranno politiche in grado di sviluppare economicamente, ed ancora di più socialmente, quella area. Ma la affermazione della legalità deve passare per un radicale ripensamento della tassazione, della contribuzione del Welfare, e del nostro wellfare stesso che ha dimostrato di non essere minimamente in grado di risolvere positivamente situazioni di difficoltà, ma solo di mettere una pezza inutile e provvisoria.