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E' tempo di scelte per il Sud

di Gianfranco Viesti, Categoria Mezzogiorno, , Data 14.11.2005
Dall'economia del Mezzogiorno vengono notizie preoccupanti. Pochi segni di crescita quantitativa. Indebolimento degli elementi più interessanti qualitativamente. E la politica economica per lo sviluppo non sembra in grado di incidere significativamente. Eppure, negli ultimi dieci anni il Sud è molto cambiato, spesso in meglio. Si tratta quindi di rivedere con più coraggio strumenti e priorità delle politiche economiche, puntando con decisione su politiche di offerta, che creino condizioni, nazionali e locali, più favorevoli per le imprese e per la crescita.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • differenza di pricing e selezione avversa
    Nome: marco muscettola  Data: 09.05.2007
    Se si convincono le banche del nord che conviene investire efficientemente nel sud? La selezione avversa vuole che i clienti migliori scelgano le banche che fanno più selezione meritocratica (le banche migliori e più grandi - del nord). Le banche migliori, poi, hanno dei vantaggi in termini di costo della raccolta, costi operativi e strumenti più efficienti che consentono ai grandi istituti di credito di essere facilmente valutabili i migliori con tutte le conseguenze positive nell'acquisizione dei clienti migliori. Questo potrebbe portare ad una maggiore concorrenza, un abbattimento del gap di pricing e ad una migliore allocazione del denaro (fonte di investimenti redditizi per il nostro Sud). Sarebbe possibile? Non generalizzando e scendendo nel particolare che conduce ad una differenza di tassi passivi bancari sarà possibile carpire dei fenomeni che determinano delle posizioni di vantaggio competitivo?
  • Economie esterne e istituzioni
    Nome: Ugo Gragnolati  Data: 14.11.2005
    La situazione economica del Mezzogiorno porta spesso a commenti di sfiducia nei confronti delle politiche di sviluppo adottate per il Meridione nell'ambito della "Nuova Programmazione". Tuttavia, ritengo che il pregio di tale impostazione stia nel focalizzarsi sullo sviluppo locale piuttosto che su metodi di intervento meno specifici e quindi meno capaci di creare le famose economie esterne necessarie allo sviluppo locale, specie se di piccola o media impresa. Ma non meno importante della creazione di economie esterne è la creazione di un assetto istituzionale che possa favorire l'imprenditorialità e quindi gli investimenti. In questo senso, le politiche di sviluppo economico potrebbero anche essere mirati ad ambiti extraeconomici, come l'abbattimento della corruzione o la lotta alla mafia. Entrambe queste attività creano sprechi nei finanziamenti pubblici e riducono l'incentivo all'attività privata. Inoltre, il valore dell'economia sommersa non è statisticamente rilevabile e ciò rende difficile avere una percezione veritiera della situazione. Ora una domanda: se anche il problema della competitività assilla il Sud (così come il resto del Paese) sarebbe suggeribile giungere ad una sindacalizzazione decentrata che possa creare un vantaggio regionale sul costo del lavoro?