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Tfr: impariamo dalla Svezia

di Tito Boeri, e Agar Brugiavini, Categoria , Pensioni, , Data 07.11.2005
Il ruolo dello Stato non è coprire i rischi dell'indebitamento delle imprese o garantire rendimenti minimi a chi investe in previdenza integrativa. Sono garanzie troppo costose e hanno effetti perversi sulle scelte di lavoratori, imprese e gestori dei fondi. Né lo Stato può essere il gestore diretto del risparmio privato previdenziale. Deve, invece, offrire garanzie di informazione ai sottoscrittori raccogliendo i flussi di tfr smobilizzato e dirottandoli ai fondi scelti dai lavoratori. Potrà così esercitare una vigilanza molto stringente sul comportamento dei fondi pensione evitando che l'operazione si trasformi in un raggiro di milioni di lavoratori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • razionalità limitata
    Nome: g.gambino  Data: 10.11.2005
    Sul merito dell'articolo nulla da eccepire. una sola obiezione a livello filosofico: la razionalità limitata - sulla scorta del più grande economista del secondo novecento: H.Simon - è la condizione attraverso tutti noi agiamo. Sempre.
  • D'accordo ma ...
    Nome: Luca  Data: 08.11.2005
    Non si puo' non convenire sulle tesi esposte. Soprattutto riguardo alle reali funzioni dello Stato relative al sistema previdenziale. Anzi. A mio avviso il sistema potrebbe essere ulteriormente semplificato. In realta' e' stata aggiunta una forma tecnica, i Fondi Pensione, ridondante rispetto a quanto gia' il sistema offre in termini di OICR e OICVM. Per come la vedo io tali "nuovi" strumenti non aggiungono nulla al sistema esistente se non il fatto di garantire ambiti di potere ai sindacati, un mercato incrementale al sistema bancario, una riduzione della competitivita' nel sistema del risparmio gestito. In fondo dagli anni 80 si asserisce che i fondi comuni sono strumenti di lungo termine, che servono ad integrare le pensioni attraverso gestioni qualificate, e quando finalmente si sblocca il tfr si aggiungono nuovi prodotti ? Con misure ad esempio come le seguenti: - un deposito vincolato alla funzione pensionistica a costi convenzionati - azzeramento delle commissioni di ingresso (al pari di quanto avviene per gli investitori istituzionali) - impossibilita' di prelievi o contrazione di debiti sulle consistenze di tale deposito - durata minima del deposito = scadenza individuale pensionistica - obbligo per qualsiasi banca di favorire la sottoscrizione di qualsiasi prodotto anche non captive su tale deposito - obbligo di dichiarazione della consistenza del deposito stesso e dei versamenti derivanti dalla conflusenza dei flussi di tfr - possibilita' di scelta dei prodotti tra tutti quelli sul mercato (o accreditati secondo un dato criterio - ad es. rating) - vincolo di capitalizzazione dei rend. e controllo alle opzioni di investimento sul portafoglio specifico In tal modo ogni "candidato pensionato" avrebbe una pensione che si e' costruita secondo le proprie aspettative, con qualche attenzione ai rendimenti. Cosa dovrebbe fare lo Stato: controllare attraverso esperti indipendenti e favorire l'informazione attraverso un qualcosa simile ai CAF.