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Le ragioni dell'opposizione a Bolkestein

di Gilles Saint-Paul, Categoria , Europa, Data 21.11.2005
La liberalizzazione del commercio incontra spesso forti resistenze. Ne sono un esempio le proteste contro la direttiva Bolkestein. Diversamente da quanto sostiene la teoria economica, se i mercati del lavoro sono segmentati, esiste davvero una classe di lavoratori dell'Ovest penalizzati a causa della concorrenza dei lavoratori dell'Est, che non può ricollocarsi in altre attività. Ecco perché si oppongono alla direttiva i paesi con un'elevata regolamentazione del mercato del lavoro, mentre sono a favore quelli relativamente deregolati.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Spostare il potere di regolazione del mercato del lavoro dagli Stati all'Ue
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 24.11.2005
    Sinceramente mi sembra chiaro perchè molte persone si oppongono al principio 'del paese d'origine'. Se per esempio una persona lavora come addetto alle pulizie in Italia, guadagna ogni mese giusto quello che gli basta per vivere (purchè anche il suo compagno/a lavori e guadagni almeno altrettanto). Se in futuro l'appalto venisse vinto da un'azienda polacca e quindi si applicasse il contratto di lavoro polacco, è chiaro che quell'addetto alle pulizie in Italia con i prezzi che ci sono non potrebbe più sopravvivere (mentre un polacco in Polonia con quei soldi ci riesce), in quanto è impensabile che la direttiva possa portare ad una deflazione tale da garantire all'operaio in questione il proprio potere d'acquisto. Quello che non capisco è perchè non si sia mai pensato di affidare all'Unione (o ad una cooperazione rafforzata stile euro) anche quell'aspetto della politica economica relativo al mercato del lavoro. Intendo dire che non ha senso mantenere la divisione tra potere monetario e di mercato alla Ue, potere sul lavoro e sulla fiscalità agli Stati, almeno il lavoro potrebbe essere sopstato in sede Europea in modo da rendere omogeneo il mercato, o sarebbe una cosa negativa?