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Commenti

Per qualche antivirale in più

di Marcello Basili, e Maurizio Franzini, Categoria , Sanità, Data 20.10.2005
In attesa del vaccino, per contrastare l'influenza aviaria i Governi hanno un solo strumento: dotarsi di scorte diversificate e quantitativamente sufficienti di antivirali. L'offerta è però limitata. Gli organismi sovra-nazionali dovrebbero perciò assumersi la responsabilità diretta della produzione. Avrebbero così l'occasione per verificare la capacità di risposta tempestiva delle strutture internazionali a emergenze sanitarie e umanitarie mondiali. Non farlo significa rendere più probabili gli scenari peggiori, con costi, anche economici, altissimi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Aviaria: chi ci guadagna
    Nome: Luigi Rosa  Data: 30.10.2005
    Comque vadano le cose una cosa è certa. C'e' chi ci ha guadagnato , e anche molto. In pimis le case farmaceutiche che hanno un fatturato anno paragonabile a quello di piccoli stati. In secondo tutte le aziende che hanno venduto i loro antivirali sul web. Ne sono fiorite a migliaia. Non mi vergogno di dire che anche io ho "fiutato" il business ed, insieme a qualche amico, abbiamo acquistato qualche dominio inerente l'influenza aviara. vedi http://www.influenzaaviaria.it per esempio. Attualmente stanno letteralmente piovendo decine e decine di offerte per tali nomi a dominio. Embe' mi sembra non giusto, ma quantomeno legittimo. Per non parlare di tutti quelli che hanno preso la palla al balzo, il cosiddetto "mercato" indotto: mascherine protettive, guanti,... etc etc Non c'e' che dire: niente male: l'influenza aviaria sta facendo girare un bel po' di soldi. Come i matrimono e i -conseguenti- divorzi. Peccato che gran parte del denaro venga bruciato all'estero.
  • antivirali: utilità pratica
    Nome: capsicum  Data: 30.10.2005
    la campagna dei media sugli antivirali fa cadere le braccia ad un semplice medico di famiglia come me. Prendiamo per esempio il Relenza: va assunto entro le prime dodici ore dall'inizio dei sintomi, va assunto ad orari precisi e regolari. Mettiamo che si riesca a fare diagnosi entro dodici ore ( e chi la farebbe? su quali basi? quali sintomi d'allarme, posto che non ve ne sono di specifici?) e che il paziente assuma il farmco: quali benefici attendersi? Una riduzione di gravità? Non è provata, nel caso della H5N1. Una riduzione di durata? E' quanto viene promesso dalla ditta farmaceutica per la normale influenza, ma è documentato per la aviaria? No. Non abbiamo casi cui riferirci, la casistica attuale è aneddotica, non scientifica. Allora perchè tanto can can? Per rassicurare il pubblico sul motivetto del "la scienza può tutto"? O per favorire gli affari dei produttori? O perchè si deve comunque dire qualcosa, vera o verosimile, purchè accettabile dalle masse? Non esistono certezze in epidemiologia, come non esistono in medicina. Sappiamo solo una cosa con relativa certezza: che in un momento imprecisabile ed imprevedibile tra domani e i prossimi 50 anni, ci sarà una grossa e brutta pandemia:ce ne sono sempre state ed è impossibile che non ce ne siano mai più.Ma non sappiamo 1- se sarà una mutazione della aviaria piuttosto che una contaminazione con altro vrus piuttosto che una mutazione di H3 o H2; 2- quale sarà il suo indice di mortalità 3- se provocherà dei postumi permanenti o no (come la Spagnola, p. es.), e questo solo per cominciare con le cose che non sappiamo e che non sapremo fino a che questa epidemia non comincerà effettivamente. Anche le vostre disquisizioni, mi spiace dirlo, sono oziose e fuorvianti e sembrano andare nello stesso verso delle tante chiacchiere di rassicurazine collettiva. Rassicurazioni che, se hanno un ruolo per così dire "nell'equilibrio psichico delle masse", non lo hanno nell'infomazione scientifica seria. Cordiali saluti
    Risposta:
    Capsicum chiede quale sia l’utilità pratica dell’accumulo di antivirali. Cominciamo con il dire che questa è la posizione dell’OMS, che almeno dal 2003 sta invitando a costituire delle scorte di antivirali, al fine di contenere le conseguenze di una possibile pandemia umana indotta dal virus A(H5N1), con risultati però diversi: alcuni paesi hanno prontamente aderito a questo invito, altri lo hanno fatto tardivamente, altri tergiversano. Ai ritmi produttivi attuali per assicurare al 20% della popolazione mondiale una copertura di antivirali occorrerebbe almeno un decennio. Sui benefici da attendersi dagli antivirali di nuovo il rimando è alle indicazioni dell’OMS, anche se giova ricordare che: esistono dei casi clinici (pochi) documentati dell’efficacia degli antivirali, da ultimo quello della ragazza vietnamita di 14 anni considerata il primo caso certo di trasmissione da uomo a uomo del virus A(H5N1); diversi studi di laboratorio (in vitro e su modelli animali) hanno evidenziato che il virus A(H5N1) è sensibile all’oseltamivir (Tamiflu) e allo zanamivir (Relenza). In questa situazione di ambiguità o incertezza scientifica (scoppierà la pandemia? Saranno efficaci gli antivirali? ….) ai decisori pubblici si pone il compito di scegliere tra il fare nulla e aspettare che il tempo faccia il suo corso e risolva l’incertezza scientifica, oppure agire precauzionalmente. Ai decisori pubblici spetta l’onere di comparare le due strategie e scegliere, se esiste, quella dominante, cioè conveniente. I pochi studi effettuati in questo ambito indicano come l’acquisto di antivirali appaia la scelta migliore anche con probabilità di pandemia inferiore al 3%, cioè di tre pandemie ogni 100 anni (negli ultimi 400 anni sono state registrate almeno 31 pandemie), e/o un’efficacia degli antivirali inferiore al 70%. Infine i problemi che lei enuncia: mutazione del virus, tasso di mortalità, effetti permanenti possono essere inclusi e valutati nei modelli decisionali. Proprio perché non esistono certezze, come lei dice, si impiegano le distribuzioni di probabilità e si predispongono scenari che vengono comparati tra loro. Questa però non è una pratica oziosa, ma l’applicazione di teorie decisionali coerenti che, pur non risolvendo l’incertezza e non trasformando processi decisionali incerti in problemi deterministici, consentono di definire-rappresentare azioni razionali di fronte alle scelte disponibili. Per maggiori informazioni, consulti questo documnto http://www.who.int/csr/disease/influenza/H5N1-9reduit.pdf Marcello Basili