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Commenti

Il virus della paura

di Marcello Basili, e Maurizio Franzini, Categoria Sanità, , Data 17.10.2005
Anche il solo timore di una pandemia genera rilevanti effetti economici negativi. L'unica strategia efficace per contenere l'allarmismo è agire in modo rapido per assicurare la produzione in quantità adeguata dei farmaci in grado di prevenire o contrastare il virus. Nel caso dell'influenza aviaria i ritardi sono già gravi a livello nazionale e internazionale. Si potrebbe coprire il fabbisogno di antivirali e antiepidemici indotto da profilassi e trattamenti di massa ricorrendo a unità di produzione sotto la diretta responsabilità del commissario europeo alla Salute.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • precisazioni allo scritto del Sig. Furlani
    Nome: alessandro  Data: 21.10.2005
    Qualche precisazione allo scritto del sign. Furlani: 1) Sulla efficacia terapeurica degli antivirali rimando al nuovo articolo del prof. Basili, che illustra compiutamente quello di Nature da me citato in precedenza. Sullo stesso argomento si possono leggere i vari dossiers di Nature, Science, New England Journal of Medicine, Annals of Internal Medicine tutti scaricabili. 2) OMS ed il CIDRAP del prof. Osterholm - massimo espetto della materia assieme al prof. Guan di Hong Kong - ritengono "altamente probabile" una pandemia in tempi possibilmente brevi e consigliano vivamente di fare scorte di antiviali. I governi più responsabili lo stanno già facendo da tempo. Sono tutti vittima di un colossale abbaglio scientifico? Quali altre alternative vi sono aspettando il vaccino - che non sarà comunque disponibile per tutti? - 3) Benchè utilizzati anche per questo scopo in forma limitata, gli antivirali non hanno funzione profilattica e devono essere presi in tempi corretti perchè efficaci - con alta percentuale di successo -. 4) Il Tamiflu 75 mg ha scadenza di quattro anni. E' la soluzione xhe è valida solo un anno. 5) Sono d'accordo che si tratta di problemi complessi, ma il principio di precauzione consiglierebbe di seguire quello che il prof. Biroli consilgia, e non di perdere tempo con affermazioni prive di senso - vedi Ministero della Salute -.
  • Antivirali.
    Nome: Gilberto Furlani  Data: 20.10.2005
    Voglio ricordare alcuni dati oggettivi. Gli antivirali Oseltamivir e Zanamivir hanno dimostrato di ridurre i tempi della fase sintomatica dell'influenza di circa un giorno. Non disponiamo di alcuna prova del fatto che essi riducano l'entità e il numero delle complicanze dovute all'influenza e nulla sappiamo di una loro efficacia sulla mortalità. Le due vere ragioni che ne giustificherebbero l'uso. E' inoltre il caso di ricordare che non esistono prove di una loro efficacia dopo un periodo di 1,5 o al massimo 2 giorni dall'inizio dei sintomi. Con gli enormi problemi di distribuzione che questo comporta, oltre che di approvigionamento. E tutto questo per quanto riguarda il trattamento. Per un loro eventuale uso profilattico si sa ancor meno. A parte l'improponibilità di un loro utilizzo per la popolazione generale. E' inoltre bene ricordare che sebbene una pandemia influenzale prima o poi accadrà, nessuna sa quando e non vi sono elementi per ritenere che sia imminente. Questo in relazione al fatto che i farmaci, come noto, hanno una loro scadenza. Mi permetto di fare queste osservazioni non per difendere qualcuno (tutt'altro) ma per affermare come si tratti di problemi oggettivamente complessi e difficili.
  • pandemiaa e antivirali
    Nome: alessandro  Data: 18.10.2005
    Non si può che concordare pienamente con le analisi del prof. Basili, sottolineando decisamente l'atteggiamento apparentemente confuso e reticente sia del Governo che delle ditte produttrici di antivirali. Si pensi che il Relenza, uno dei due neuroaminidasi inibitori che era disponibile lo scorso anno in grandi quantità nelle farmacie, è introvabile sino da quest'estate e la Glaxo, produttrice del medesimo, continua telefonicamnte ad annunciarne la prossima immediata commercializzazione ma senza dare ulteriori particolari. Lo stesso ministro della Salute ha dichiarato di "voler essere sicuro dell'efficacia degli antivirali" prima di procedere all'acquisto massiccio dei medesimi, prendendo probabilmente (interessato) spunto da un articolo della rivista Nature riguardante una paziente vietnamita che avrebbe mostrato resistenza all'oseltamivir - il principio attivo del Tamiflu, l'altro antivirale considerato dagli esperti il più efficace e non commercializzato nel nostro paese -. Dichiarazioni di tal natura dimostrano perlomeno la scarsissima conoscenza della materia e della letteratura disponibile, trattandosi di un caso isolato di presunta resistenza al Tamiflu, ma non al Relenza. L'OMS e i maggiori esperti raccomandano da mesi l'utilizzo dei due antivirali come unico possibile argine allo sviluppo della malattia. Possibile che gli esperti del Ministero non avessero adeguatamente informato di ciò il Ministro? In questo modo si alimenta più di un sospetto di colpevole ritardo nella valutazione del rischio pandemico e nell'acquisto degli antivirali. Il risultato è quello a cui in Italia siamo tristenente abituati: chi è riuscito ad ottenere le informazioni essenziali in anticipo ha potuto acquistare gli antivirali in Svizzera o in Vaticano, gli altri - la maggioranza - possono solo sperare che la pandemia influenzale rimanga confinata ai volatili senza il temuto salto di specie.