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Commenti

Cosa accade a chi cambia la legge elettorale

di Tito Boeri, Categoria Informazione, , / Istituzioni e Federalismo, Data 10.10.2005
La maggioranza intende cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto perché ritiene di poter conseguire risultati migliori col sistema proporzionale che con quello maggioritario. Ma sarebbe sbagliato pensare che la legge elettorale intervenga semplicemente cambiando l'esito, in termini di seggi, di una data distribuzione dei voti. L'esperienza indica che chi cambia la legge elettorale in genere perde voti. E i deputati e i senatori che approvano il cambiamento hanno una probabilità molto più bassa di essere rieletti dei loro predecessori o successori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • sistema elettorale
    Nome: francesco  Data: 18.10.2005
    Il sistema elettorale ora maggioritario poi proporzionale(con liste bloccate) ha un solo fine assicurare alla classe politica la conservazione e il perpetuarsi nel tempo senza possibilità di ricambio. D'altraparte mi sembra che le facce sia a destra che sinistra sono sempre le stesse. Concordo con un precedente intervento. Il nuovo sistema inoltre potrebbe consentire al premier berlusconi di recuparare quei voti del ceto moderato che con il maggioritario potrebbero invece riversarsi sui partiti moderati del centro sinistra.
  • cambio sistema elettorale
    Nome: vittore da rin  Data: 18.10.2005
    Ricordo male io dal momento che seguo poco la politica o pochi anni fa siamo andati a votare un referendum con cui il popolo italiano a grande maggioranza si è espresso per sostituire il sistema elettorale proporzionale con uno maggioritario? E poi i politici cui andava male il maggioritario sono riusciti a snaturarlo con il mattarellum? Ma ora come e perchè una maggioranza di parlamentari si permette di cambiare radicalmente quella che era stata la volontà dei cittadini italiani? Cittadini e non sudditi loro, questi signori parlamentari dovrebbero mettersi bene in testa che sono loro al servizio dei cittadini elettori e non viceversa. Che ancorchè assurdamente pagati e privilegiati non possono andare contro una volontà popolare così chiaramente espressa. Ritenevano l'uninominale non più applicabile per qualsialsi voglia motivo, avrebbero dovuto indire un altro referendum e verificare se la volontà degli elettori era mutata. Questo indipendentemente dal fatto che uninominale o proporzionale andremo sempre ad eleggre una classe di professionisti della politica di scarsa onestà e di poche capacità, specchio di una società che non riesce ad esprimere niente di meglio. Vittore Da Rin
  • proporzionale
    Nome: dino  Data: 17.10.2005
    Io per la verità spero che l'attuale il Berlusconem venga abrogato da Prodi se vincesse le prossime elezioni. Ma dispero, perchè in realtà il proporzionale è voluto da tutti i partiti per motivi di "restaurazione". Però mi stupiscono molto le indignazioni di tutti. La zappa sui piedi se la sono data gl'italiani disertando il referendum sull'abolizione della quota proporzionale. Come al solito chi è causa del suo male pianga se stesso. E come al solito gli italiani hanno brillato per insipienza e miopia: ma si fidavano veramente dei partiti?
  • proporzionale e cooptazione
    Nome: Ugo Domenichini  Data: 14.10.2005
    Approvo l' osservazione del sig. Francesco d'Angelo che mette in evidenza come la legge elettorale proporzionale appena approvata alla Camera introduce un sistema di cooptazione . Le segreterie dei partiti stabiliscono chi può essere votato e viene di fatto eliminata dalla soglia di sbarramento anche la possibilità teorica che possa presentarsi un candidato "indipendente". La scelta della classe dirigente diviene meno democratica e meno trasparente in quanto mediata dai partiti. Diventerà più difficile introdurre elementi di novità o interpretare le esigenze di cambiamento provenienti dalla società. Spero che si possa almeno tentare qualche riforma correttiva.
  • Parlamento ed educazione civica
    Nome: andrea de martini  Data: 13.10.2005
    Non trovo più le parole per esprimere il disgusto e l'indignazione che provo a fronte di quanto sta accadendo in Parlamento. Sono un insegnante e a scuola cerco di educare i miei studenti ai valori della tolleranza e del rispetto delle leggi: e soprattutto cerco di insegnare che le regole sono di tutti, che tutti devono concorrere a formarle e che solo all'interno di regole condivise si giocano poi i vari ruoli della comunità scolastica stessa (e più tardi, nella società). Poi, quale sommo esempio, il nostro Parlamento ci propone questo squallido teatrino della furbizia e della meschineria, in cui tutti i vizi dell'Italietta sono magnificamente rappresentati. Chiudo citando una poesia poco conosciuta di Giorgio Caproni, intitolata "Alla patria": "Laida e meschina Italietta./Aspetta quel che ti aspetta./Laida e furbastra Italietta." (NB. E' del '78: nihil sub sole novi?)
  • brevi considerazioni
    Nome: francesco d'angelo  Data: 13.10.2005
    Mi sembra che ormai la legislazione si stia orientando in tutti i settori ad applicare il metodo della cooptazione (tipico del feudalesimo non delle democrazie)sia nella pubblica amministrazione(spoil system) che nelle procedure elettorali(liste bloccate) si cercano di introdurre meccanismi in cui la scelta viene effettuata dai massimi vertici politici in violazione dei principi democratici che vorrebbero che le scelte siano diretta emanazione del popolo(scelte effettuate dal basso).
  • brevi osservazioni
    Nome: Enrico De Lea  Data: 13.10.2005
    Del Mattarellum si è detto tutto il male possibile (Sartori in primis). Del sistema che adesso ci viene proposto vedremo gli effetti in futuro. Certo, se il cambiamento l'avesse effettuato un governo di centrosinistra, quanti "dagli al golpe comunista" da parte di tanti "liberali" ... Comunque un profilo certissimo di incostituzionalità è dato dalle liste bloccate, in cui, mancando il voto di preferenza, di fatto si instaura un vincolo di mandato tra l'eletto ed il capo del suo partito che l'ha collocato in una certa posizione piuttosto che in un'altra della lista. In ogni caso il cittadino sarà "libero" di eleggere un simbolo di partito e non un parlamentare; sarà poi il numero di voti al simbolo a determinare quale candidato sarà eletto... Un modello bulgaro, o un modello Acerbo?
  • questi
    Nome: Lorenzo Cassata  Data: 12.10.2005
    Questo testo non riporta "statistiche" (come dice un commentatore), ma "esempi". Le dimostrazioni "per esempio" sono utili e produttive nelle conversazioni da bar o anche da salotto. In un articolo scientifico non hanno alcun valore. In particolare mi permetto di far notare che la popolazione non vota un partito o una coalizione in base a se e come ha cambiato la legge elettorale. Vota in base all'appartenenza "ideale/ideologica", in base al carisma dei singoli candidati, ai programmi, alla propria considerazione sull'operato complessivo del partito o della coalizione ecc. Perciò, ad esempio, se la DC perse nel '94 (peraltro si chiamava già PPI, comunque trascuriamo i dettagli) tutti sanno che dipende non dalla legge elettorale, ma perché venne falcidiata da una serie di scandali, insieme agli altri partiti dell'ex "pentapartito" (do you remember "Tangentopoli"?).
    Risposta:
    I do remember very well. Basta che rilegga il mio intervento, in cui parlo di Tangentopoli. E cerco sempre, per quanto possibile, un counterfactual, evidenza su cosa sarebbe potuto avvenire senza la riforma. Ad esempio, guardo ai dati sul turnover dei parlamentari prima e dopo la riforma della legge elettorale, ipotizzando che questo si sarebbe manifestato anche in quella tornata elettorale se non ci fosse stata la riforma. Mi sembrava utile segnalare come sia singolare il fatto che questo turnover aumenti sempre in corrispondenza del cambiamento della legge elettorale. Poi ognuno è libero di interpretare questa ricorrenza (non oso chiamarla regolarità stasticità data la paucità di osservazioni disponibili) come vuole. Cordiali saluti
  • Metodo e merito
    Nome: Francesco Donato  Data: 12.10.2005
    Vorrei fare una considerazione. Dai commenti letti su questo e altri forum ho notato che la discussione si base quasi esclusivamente sul merito della riforma. Ci sono sostenitori del proporzionale e del maggioritario, tutti scontenti. Vorrei spostare l'attenzione su un altro aspetto della riforma, il metodo. E' corretto che una parte politica decida di cambiare la legge elettorale (parlo del caso specifico ma lo stesso discorso vale anche per altre iniziative della parte politica avversa) solo ed unicamente per un proprio, presunto, tornaconto? E' corretto che la legge elettorale diventi merce di scambio per accordi tra partiti polici, come se si trattasse della presidenza di una qualunque bocciofila?
  • legge elettorale
    Nome: luigi vincenzo  Data: 12.10.2005
    Ma il problema non è una legge lettorale, e non lo potrà mai essere. Un eletto anche per alzata di mano, se possiede i requisiti etici e morali si impone sempre e comunque, e governa con il carisma che gli deriva dalla appropriatezza culturale e dal senso delle istituzioni. Anche con la legge proporzionale i 65 parlamentari con pendenze giudiziarie saranno candidati nelle liste di FI o AN o CCD ecc al 1°2° 3° posto per essere cumunque eletti. maggioritario o proporzionale il problema è a monte. Quando il potere politico viene esercitato per convenienze personali, oltre le regole generali e costituzionali, ogni riforma elettorale produrrà scompensi e ingovernabilità ed al cittadino non resta che l'illusione della libertà perduta.
    Risposta:
    Non contano solo le persone, ma anche le organizzazioni di cui fanno parte e che, peraltro, scelgono queste persone.