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Se l'equity swap dribbla la comunicazione

di Salvatore Bragantini, Categoria , Finanza, , Data 25.09.2005
La famiglia Agnelli resta azionista di riferimento di Fiat. Tuttavia, l'operazione condotta da Exor e Ifil suscita qualche perplessità. Non si tratta di demonizzare i contratti derivati. Ma neanche di far passare il principio che il loro utilizzo, seppure con alcune cautele, consenta di evitare l'obbligo di comunicazione di partecipazioni rilevanti. Ne va della trasparenza dei nostri mercati, nonché della conoscenza delle reali posizioni di controllo nelle società quotate. Per impedirlo, basta introdurre un semplice articolo di regolamento Consob.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Swap Fiat
    Nome: Lukas Plattner  Data: 26.09.2005
    Che la vicenda rientri nell'ambito delle disposizioni in tema di assetti proprietari può dar luogo a qualche dubbio, data l'attuale formulazione della norma sulla partecipazioni potenziali. Certo è che l'informazione doveva essere diffusa ai sensi dell'art. 114 TUF in tema di informazione societaria. La S.a.p.a. Giovanni Agnelli in quanto controllante Fiat era comunque tenuta a fornire tale notizia al mercato. L'assenza di informativa su operazioni di tale rilevanza non può che preoccuppare.
  • Che bello
    Nome: Martino  Data: 26.09.2005
    Poter leggere un commento pacato e allo stesso tempo rigoroso sulla straziante "operazione exor" da parte della fam agnelli. dietro la foglia di fico della "non liquidiamo la quota in Fiat" che secondo loro sarebbe il segno che gli agnelli ci credono tanto da investirci. capirai, fosse un merito! la fiat non è altro che uno degli investimenti della famiglia agnelli, dice onestamente andrea, peccato che la fam. stessa lo usi come grimaldello sociale per i propri (altri) interesse ed immagine da 40 anni. E un grimaldello lo azioni meglio se hai il 30% del manico e non il 22%....