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Via col vento

di Massimo Tavoni, Categoria , Energia e Ambiente, , Data 05.09.2005
Rappresenta solo lo 0,1 per cento della produzione mondiale di elettricità, eppure l'energia eolica continua a far parlare di sé, con una crescita del 32 per cento annuo dal 1997 al 2002. Quale sarà il suo ruolo nel soddisfare la domanda crescente di energia e allo stesso tempo limitare le emissioni di gas serra? Il vento promette molto, ma il successo dell'eolico dipende da diversi fattori: politiche dei cambiamenti climatici, sviluppo di reti e connessioni elettriche, mercati dell'elettricità e sistemi di previsione e gestione delle intermittenze.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • eolico
    Nome: ing. v. muscatelli  Data: 23.02.2006
    Concordo pienamente con Mirco Rossi ed è quello che vado ribadendo da tempo che l'eolico vada sviluppato unicamente nei siti e nelle condizioni che garantiscano pregiudizialmente un BILANCIO ENERGETICO POSITIVO tra l'energia prodotta nella vita dall'impianto e quella necessaria (da fonte fossile o nucleare) alla produzione di ogni sua parte, alla realizzazione – gestione -smantellamento dell'impianto, dalla "culla alla tomba". Allo stato attuale la produzion di energia deve essere fondata su un opportuno mix delle fonti attualmente disponibile, implementazione del risparmio/efficenza del ciclo produzione-uilizzzo e forte impulso alla ricerca tecnologica per nuove fonti.
  • Quale futuro per l'eolico ?
    Nome: Mirco Rossi  Data: 07.09.2005
    Affrontare il futuro dell'eolico solo dentro i limiti dell'utilitarismo economico e valutare il suo impatto sull'ambiente nella sola fase di funzionamento (emissione zero) è un approccio molto discutibile. Sono convinto che l'eolico vada sviluppato unicamente nei siti e nelle condizioni che garantiscano pregiudizialmente un BILANCIO ENERGETICO POSITIVO tra l'energia prodotta nella vita dall'impianto e quella necessaria (da fonte fossile o nucleare) alla produzione di ogni sua parte, alla realizzazione – gestione -smantellamento dell'impianto, dalla "culla alla tomba". Analoga impostazione deve essere mantenuta anche nel valutare l'impatto sull'ambiente. Per non incorrere in errori, magari involontari ma gravi, credo sia più che mai necessario diventi prassi procedere per ogni installazione energetica, ma in particolare per quelle relative alle cosiddette fonti alternative, ad una valutazione LCA (Life Cycle Assessment). Ho letto il commento di Fausto Martino; dai dati in mio possesso il rapporto tra l'occupazione di territorio della fonte eolica rispetto alle centrali termoelettriche, a parità di energia effettivamente prodotta, è - purtroppo – maggiore di quello da lui indicato (10 volte) e si colloca a ben più di un ordine di grandezza.
  • Intermittenza
    Nome: Fausto Martino  Data: 06.09.2005
    I commenti dell’Ing. Tavoni sono ampiamente condivisibili. Ciononostante, il suo scritto non menziona un altro tipo di intermittenza ben piu’ importante: l'intermittenza dei prezzi dei combustibili fossili, e in particolare (almeno in Europa) per quelli del gas. Sfortunatamente l'attrattivita' dell'eolico non e' legata a meriti propri, ma alle debolezze (leggi il prezzo, soprattutto attuale) di altre fonti di energia. In Germania, ad esempio, il prezzo del gas dovrebbe aumentare del 70-80% rispetto agli gia' stratosferici prezzi attuali affinche' l'eolico inizi a diventare competitivo in termini di costo per unita'. Inoltre all'analisi dell’Ing. Tavoni sfuggono due considerazioni di carattere "geografico”: 1) in parecchie nazioni, i posti piu' favorevoli per l'eolico sono gia' stati occupati da wind-farms, tanto che si e' iniziato a installare turbine in mare aperto (dove l'intermittenza del vento e' minore). Ne consegue che la potenzialita' marginale di nuove wind farms su terra sara’ meno promettente. 2) a parita' di capacita' generativa, le wind farm occupano un'area almeno 10 volte maggiore rispetto a quella di una centrale a combustibili fossili. Quale sarebbe l'impatto sull’ambiente? Accetterebbe il pubblico cosi' tante eliche sparse sul territorio, e persino in mare?