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Più punti, più infrazioni

di Antonio Nicita, e Marcello Basili, Categoria , Infrastrutture e Trasporti, , Data 29.07.2005
Perché la patente a punti dovrebbe comportare una riduzione degli incidenti stradali? Non c'è una teoria a spiegarlo né risultati definitivi delle indagini empiriche. Certo è che i guidatori diventano più virtuosi quando si avvicinano alla soglia del ritiro della patente. I punti funzionano come deterrente solo se diventano una risorsa scarsa. Ma in Italia reintegrarli non è costoso. Se ne incentiva così un consumo maggiore, con un tasso più elevato di violazione del codice della strada. Sarebbe invece auspicabile eliminare i bonus e ridurre le occasioni di riacquisto.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • bonus necessari
    Nome: roberto puzone  Data: 03.08.2005
    Il sistema dei punti credo funzioni proprio perche inserisce una penalita "non pecuniaria", evitando discriminazioni. ciò detto però il sistema attuale non ha provveduto a razionalizzare il codice, cosicche si perdono punti per infrazioni di pochissimo conto e spesso indispensabili per poter circolare (limiti di velocita incongruenti, divieti di sosta discrezionali, segnaletica orizzontale assurda). Ciò già determina una cronica perdita di punti per infrazioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza. Il sistema bonus agisce come correttore qui, limitarlo è del tutto assurdo. Se va fatta una riforma, prima vanno ridotti i casi in cui si perdono punti, evitando specificamente che vi rientrino comportamenti per i quli la normale multa pecuniaria e' gia piu che sufficiente. In alternativa saranno solo gli avvocati a guadagnarci, il che e' ben poco produttivo: ogni cosa costa, al di la degli usi propagandistici, e va usata per la sicurezza, quanto e dove serve.
  • compromesso
    Nome: luigi  Data: 03.08.2005
    Concordo pienamente con le motivazioni poste dagli autori sulla importanza di ridurre i punti disponibili e rendere più difficile il loro "riacquisto" (di questo si tratta di fatto). Sono anche convinto, però, che l'attuale meccanismo sia unicamente frutto dei soliti compromessi delle leggi italiane: introduco un meccanismo sanzionatorio semplice ed efficace ma ti do la possibilità di aggirarlo (basta pagare!).
  • legge, punti e morale
    Nome: Kurt Frei  Data: 02.08.2005
    Interessante tutta l'analisi e il paradosso. Quanto all'ipotesi di abolire il bonus, trovo abbia solidi fondamenti anche in termini di principio. A mio parere l'idea di premiare l'osservanza della legge ne sovverte il senso e la portata morale - garantire la sicurezza altrui è un dovere ed una responsabilità; ne derivano l'incentivo ad attribuire scarso valore ai punti quando non scarsi e la promozione dei comportamenti da "falsi virtuosi". Un messaggio devastante, assimilabile a quello associato al concetto di condono. Di conseguenza trovo coerente l'idea di ridurre ridurre le occasioni di rinnovo dei punti (per es. limitare la dotazione di punti disponibili dopo la prima sospensione) in modo da aumentarne il valore enfatizzando, allo stesso tempo, la portata della legge.
  • Recidive
    Nome: alter  Data: 02.08.2005
    Concordo sul'inutilità sociale, o peggio, di far guadagnare il bonus di 2 punti a chi ha avuto comportamenti corretti; allora tanto varrebbe, in modo speculare, irrigidire la sanzione per chi è recidivo, e incrementare progressivamente la pena per chi sbaglia la 2a, la 3a volta ecc. (come mi sembra faccia anche in determinati casi l'ordinamento penale); e allora sì la cosa sarebbe palesemente ingiusta, e creerebbe rimostranze nell'opinione pubblica.
    Risposta:
    Non sono sicuro che vi sia perfetta simmetria tra gli effetti negativi del bonus e quelli di sanzioni crescenti per comportamenti recidivi. Uno degli obiettivi della patente a punti è quello di promuovere individual deterrence, ovvero di colpire proprio i recidivi, pur lasciando una certa flessibilità nella scelta intetrtemporale delle infrazioni. Aggiungo che un sistema efficace di punti dovrebbe prevedere, come avviene in Australia, un sistema di raddoppio dei punti sottraibili per infrazione in periodi nei quali più guidatori si mettono in strada (tipicamente i week end e le vacanze natalizie, estive ecc.). Sarebbe auspicabile che proprio in questi giorni un simile provvedimento venga adottato anche da noi. Antonio Nicita
  • componenti irrazionali
    Nome: DAM  Data: 02.08.2005
    Innanizutto complimenti per l'intervento, interessante e intellettualmente provocatorio; Tuttavia, se abbandoniamo le ipotesi dei mercati perfetti, ci confrontiamo con comportamente irrazionali: i conducenti, a fronte dello spauracchio della perdita dei punti, hanno ridotto *da subito* le condotte scorrette, nonostante disponessero della dotazione completa di punti. Peraltro i punti hanno affiancato il precedente impianto sanzionatorio, anziché sostituirlo, aumentando così nel complesso i deterrenti verso le violazioni del codice.
    Risposta:
    Grazie dei complimenti. Certamente le assunzioni circa la razionalità e le preferenze verso il rischio assumono una rilevanza centrale nel design di meccanismi efficaci ed efficienti di deterrenza. Dalla letteratura su traffic law anforcement emerge, ma solo in parte e in via transitoria, l'effetto da lei prospettato. Tipicamente, l'introduzione di un sistema di punti si accompagna a maggiori controlli nle breve periodo. Inoltre il guidatore ha l'aspettativa che il nuovo sistema si accompagni a maggiori controlli. Ciò produce un effetto di moderazione subito dopo l'introduzione del sistema dei punti. Se, tuttavia, tali aspettative resteranno deluse, i guidatori sconteranno abbastanza rapidamente l'effetto iniziale e torneranno ai livelli di infrazione pre-patente a punti. Diverse analisi empiriche effettuate in diversi paesi mostrano questo effetto. Antonio Nicita
  • Bonus
    Nome: Nicola Mezzadri  Data: 02.08.2005
    Il bonus non potrebbe avere una funzione di gratifica nei confronti di chi tiene un comportamento virtuoso e di stimolo nei confronti di chi ha perso punti e quindi stimolare questi ultimi (per i quali i punti valgono di più) a cambiare il proprio comportamento al fine di migliorare la propria situazione? La negoziabilità penso abbasserebbe il costo economico del reintegro dei punti, indebolendo l'incentivo.
    Risposta:
    Se la popolazione di guidatori fosse omogenea e avesse delle preferenze tali per cui preservare i punti (e ricevere il bonus) implica una maggiore utilità o soddisfazione rispetto al loro consumo, lei avrebbe certamente ragione. Alcuni autori hanno ad esempio rilevato un effetto stigma del perdere i punti. Il vero problema è che la popolazione dei guidatori ha preferenze eterogenee e lo scopo di un sistema quale quello della patente a punti è quello di promuovere una deterrenza specifica o individuale, cioè di colpire proprio i soggetti che più sono portati a commettere infrazioni. In un paper teorico più ampio(http://www.econpol.unisi.it/ab_quaderni/ab458.html) abbiamo considerato tre tipologie di soggetti: quelli che conservano sempre i punti (tipo A), quelli che li consumano fino ad una certa soglia (tipo B) e quelli che li consumano sempre tutti (tipo C). La nostra conclusione è che la patente a punti per essere efficace deve rendere meno rinnovabili sia i punti (per iltipo B) che il rinnovo della patente (per il tipo C). Antonio Nicita
  • più controllo meno infrazioni
    Nome: alberto vergine  Data: 30.07.2005
    Bella e originale la riflessione di Basili e Nicita. Unico appunto che mi sento di fare riguarda quello che potrebbe essere scambiato per un auspicio alla "negoziabilità" dei punti. Ciò favorirebbe ulteriormente le fascie di conducenti a reddito forte che già ( sensazione del tutto soggettiva ma, credo, non lontana dalla realtà) rappresentano una bella percentuale tra gli utenti sanzionati. Ciò che manca in realtà è la capacità di controllo del territorio (strada). Basti l'esempio del tasso alcolemico: Francia 2.700.000/anno, Italia circa 500.000 controlli.
    Risposta:
    Grazie dei complimenti. Il passaggio sulla 'negoziabilità' era più un paradosso, in effetti, che una proposta. Certamente la negoziabilità dei punti produrrebbe gli effetti da lei indicati. Al contrario, l'introduzione di un sistema a punti, come quello della patente, in contesti in cui già esistono permessi negoziabili (tipo i permessi ad inquinare) potrebbe incrementare la deterrenza generale. Il nostro ragionamento sulla patente è stato pensato per ogni dato livello di controllo. Concordiamo con Lei che un incremento dei controlli, comportando un più veloce esaurimento dei punti, indurrebbe un cambiamento repentino dei comportamenti in senso virtuoso, almeno per una parte della popolazione. In realtà il sistema attuale andrebbe modificato in diversi aspetti per essere davvero più efficace. Mi permetta di rinviarla ad un ns paper teorico dal quale abbiamo tratto l'articolo apparso su lavoce.info: (http://www.econ-pol.unisi.it/ab_quaderni/ab458.html). Antonio Nicita