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Non date la colpa agli immigrati dell'Est

di Tito Boeri, , Richard Portes, e Herbert Brücker, Categoria , Europa, / Immigrazione, , Data 15.06.2005
Un alto tasso di disoccupazione (in Francia) e il timore di "welfare shopping" (in Olanda) hanno probabilmente contribuito alla vittoria del "no" nei referendum sulla Costituzione europea. Ma chiudere le frontiere o l'accesso all’assistenza sociale per i lavoratori dei nuovi Stati membri avrebbe solo effetti negativi. Si bloccherebbe infatti quel tipo di immigrazione che è più facile assimilare: legale e all’interno della Ue di persone mediamente o altamente qualificate. Le nostre stime indicano che frontiere aperte ai lavoratori dei Nuovi Stati Membri offrirebbero in dote all'Europa a 25 una crescita del Pil di mezzo punto percentuale. L'Europa non può rinunciarvi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Contrattazione centrale
    Nome: Dorigo Giacomo  Data: 16.06.2005
    Nell'articolo si afferma che la contrattazione centralizzata in paesi con differenti produttività in regioni diverse comporta un aumento di disoccupazione nelle aree più depresse. Come funziona ciò? E come si dovrebbe risolvere secondo voi?
    Risposta:
    Imponendo salari piu´alti alle regioni piu´ deboli si crea disoccupazione in queste ultime. Il modo migliore di affrontare questo problema risiede nel decentrare la contrattazione, come piu' volte proposto su questo sito. Cordiali saluti
  • Le dirò di Più...
    Nome: giovanni gambino  Data: 16.06.2005
    Gentile Dott. Boeri, Le dirò di più, i cittadini emigrati - statistiche alla mano - sono i cittadini al momento più virtuosi. essi giovano all'economia italiana molto più dei cittadini autoctoni. Infatti si è visto che lavorano di più e spendono anche di più. Detto questo, La saluto cortesemente. Giovanni