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La battaglia sul bilancio

di Richard Baldwin, Categoria , Europa, , Data 15.06.2005
L'80 per cento del bilancio europeo è destinato all'agricoltura e alle regioni più povere. E' una struttura di spesa costosa e di dubbia efficacia. Ora, dopo l’allargamento, sarà la causa di pericolosi conflitti per accaparrarsi le risorse. Servirebbe invece un ripensamento radicale su Pac e fondi strutturali. L'Unione dovrebbe allocare i fondi sulla base di una valutazione economica e sociale dei progetti. Potrebbe così diventare una potenza impegnata nella lotta alla povertà nel mondo. E ridare ai suoi cittadini il giusto entusiasmo per l'ideale europeo.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • PAC, paesaggio e bilancio
    Nome: Corrado Truffi  Data: 28.06.2005
    Condivido gran parte del discorso, anche quando si dice che la PAC non dovrebbe essere abolita ma nazionalizzata, per spostare altrove le riorse UE. La proposta dovrebbe essere in breve: si smantelli il più rapidamente possibile tutta la PAC, spostando le risorse corrispondenti in utilizzi più produttivi, ma in cambio si faccia un bilancio UE consistente e il Regno Unito smetta di difendere il famoso “sconto”. Ed inoltre, ed è fondamentale, si avvii una politica “keynesiana” basata su un limitato debito pubblico a livello europeo orientato a spese di infrastruttura ed investimenti. E’ una proposta non velleitaria se unita alla considerazione che non necessariamente agli stati nazionali dovrebbe essere vietato di provvedere direttamente ad opportuni sostegni all’agricoltura. L’agricoltura va difesa non perché produce troppo latte inutile o per contrastare la concorrenza dei prodotti agricoli africani o latino americani. L’agricoltura va difesa perché è paesaggio, perché viaggiare nell’Averne o nella Loira senza incontrare mucche al pascolo e fattorie, sarebbe come perdere un pezzo enorme della nostra memoria. Perché noi europei siamo anche – e spero vogliamo continuare ad essere – un concentrato di storia, qualcosa che proviene e ci identifica come un solo popolo “in potenza” fin dal medioevo.
  • La battaglia sul bilancio
    Nome: Francesca Passamonti van de Leemput  Data: 19.06.2005
    Condivido la proposta dell'autore dell'articolo di ripensare la PAC ed i meccanismi di utilizzo dei fondi strutturali. A seguito dell'insuccesso del Consiglio Europeo di Bruxelles del 16-17 giugno, vorrei anche aggiungere che quei governanti europei che continuano a difendere strenuamente la PAC e i fondi strutturali, non hanno capito che l'Europa per uscire dalla crisi economica e per reggere alle sfide della globalizzazione (i.e. delle minacce della Cina, dell'India etc) deve invece indirizzare i suoi interventi finanziari sulla ricerca e sullo sviluppo tecnologico, sull'innovazione, sulla formazione delle risorse umane. Altrimenti è condannata ad un inesorabile declino. Pertanto Blair ha avuto ragione ad opporsi alla proposta di compromesso della presidenza lussemburghese, che avrebbe cristallizzato l'allocazione delle risorse fino al 2013 secondo un modello che non riflette le priorità attuali dell'Europa, che non dimentichiamo, sono quelle di Agenda 2000... In questo senso un mancato accordo va salutato con favore.