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Commenti

Dalla Cina senza quote

di Daniel Gros, Categoria , Internazionali, , Data 03.06.2005
Sono giustificate le misure di salvaguardia a difesa dell'industria tessile-abbigliamento europea dopo la fine del regime di quote sulle importazioni di prodotti cinesi, peraltro programmata da dieci anni? Chi lo sostiene "dimentica" che la Cina non è il solo protagonista in questo mercato. E che aumento dei volumi e caduta dei prezzi dei prodotti importati nella Ue non sono una prova di dumping. Mentre la reazione iniziale dei governanti europei alla proposta cinese di imporre un tributo sulle esportazioni tessili mostra che i nostri leader sono pronti a tassarci pur di proteggere un'industria in declino.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • lacune
    Nome: Pietro Della Casa  Data: 10.06.2005
    Mi sembra che il dottor Gros ometta dalla Sua analisi un paio di elementi importanti. Il primo è che le produzioni cinesi sono caratterizzate da costi bassissimi soprattutto perché il costo del lavoro in Cina è irrisorio, e ciò a causa del mancato sviluppo sociale di quel paese. Qualcuno parla perciò di “dumping sociale”. Il secondo è il fatto che non è la Cina da sola a creare il problema, ma la combinazione Cina più aziende occidentali, che hanno portato un enorme know-how in quel paese azzerando il vantaggio competitivo dell’occidente. Personalmente non posso che augurare tutto il bene possibile ai Cinesi, sia per quanto riguarda la loro economia che per quanto riguarda i loro diritti. Credo però che quando le grandi trasformazioni socio-economiche sono pilotate solo dalla forza incosciente del mercato e non anche dalla ragione politica, le persone comuni tendano a diventare dei soggetti molto deboli, ed ad essere stritolate dal meccanismo. Cordiali saluti
  • import Cina
    Nome: Giuseppe Gaggero  Data: 10.06.2005
    Sono perfettamente d'accordo con l'analisi di Daniel Gros. Perché non si riesce a portare nella "prima pagina" dell'informazione televisiva e giornalistica una lettura meno demagogica e "politica" (nel senso peggiore del termine) di questi fatti. Non è forse un bene che milioni di consumatori possano spendere di meno per ottenere prodotti simili a quelli attualmente in commercio. L'ostinazione (finta) a conservare qualche decina di migliaia di posti di lavoro è anacronistica e destinare ad allargare il gap che ci separa dalle economie più vitali ed in grado di produrre ricchezza. Perché i nodi verranno comunque al pettine e non avremo più soldi per comprarci le forbici. Giuseppe Gaggero
  • prezzi
    Nome: Mario Di Carlo  Data: 09.06.2005
    Non essendo un economista mi scuso in anticipo per un lessico probabilmente innappropriato. Se il ragionamento sviluppato nell'articolo sull'applicabilità della clausola di salvaguardia solo in presenza di dumping è lineare, mi sembra meno convincente il ragionamento che dovrebbe indurre i produttori europei a non preoccuparsi dell'aumento quantitativo delle importazioni a valore complessivo invariato. Se infatti il consumatore può acquistare un prodotto a minor costo probabilmente dirotterà quanto risparmia su prodotti diversi. Se poi tutto ciò sia economicamente virtuoso è un altra questione.