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Una rivoluzione copernicana per il traffico urbano

Categoria , Energia e Ambiente, , Data 16.05.2005
I blocchi del traffico servono nell'immediato a ridurre le polveri sottili nell'aria e le loro conseguenze sulla salute dei cittadini. Ma un dibattito serio dovrebbe puntare a convincere l'opinione pubblica che gli attuali trend di traffico non sono sostenibili. E partire dal problema del congestionamento invece che dall'inquinamento. Un utile strumento sono le politiche di prezzo. Ticket d'ingresso e pedaggi differenziati non sono tasse inique e regressive, ma il pagamento di un servizio. Soprattutto se i proventi vanno a potenziare il trasporto pubblico.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • autostop
    Nome: david conotter  Data: 02.04.2007
    Il miglior sistema di trasporto pubblico potrebbe essere quello di utilizzare i quattro posti vuoti di tutte le auto in circolazione che notoriamente viaggiano con una sola persona a bordo.Questo sarebbe il sistema di trasporto piu' economico, frequente e capillare che si conosca, comprese le ore notturne e le zone periferiche.Anche nelle situazioni piu' disastrate passa sempre un'auto ogni dieci minuti, mentre non è cosi' con i mezzi pubblici. Se in certe zone ben detterminate fosse possibile passare solo con almeno due persone a bordo, a pena di una forte tassa, molti sarebbbero incentivati a fermarsi e raccogliere chi fa autostop. Io penso che dovrebbe funzionare, ma non è mai stato sperimentato, infatti con i blocchi della circolazione chi aveva un'auto nuova o a posto con le emissioni, non aveva nessun interesse a raccogliere chi fa autostop, per i piu' svariati motivi. In questo modo si avrebbe un forte trasposto pubblico (le auto che raccolgono chi fa autostop) e una riduzione delle auto in circolazione perchè qualcuno pur di entrare in città non pagando, sarebbe disposto a fare autostop, e qualcun altro pur di non pagare, raccoglierebbe chi fa autostop. Provare per credere.Spero che qualche amministrazione lo faccia!
  • trasporti pubblici
    Nome: carfagni roberto  Data: 19.03.2006
    Sono residente a Castelfiorentino, una cittadina di oltre 17.000 abitanti ( provincia di firenze) , con un estensione territoriale di circa 60 km2,tra capoluogo e frazioni, e mi sono convinto della necessità di costituire,da parte della pubblica amministrazione,un servizio di trasporto pubblico su modelli esistenti nelle città, provenendo da Firenze, forse ne sento la mancanza, e penso comunque che sia anche un fatto culturale legato all'esigenza di potersi muovere in maniera collettiva,cercando anche nei paesi o piccole città di imparare a fare a meno dell'auto, e non solo per un fatto ambientale, ma economico e sopratutto relativo alla sicurezza personale, perchè come dice Beppe Grillo, l'auto è la vera arma di distruzione di massa:
  • Telelavoro OK
    Nome: Ricardo Baldassarre  Data: 22.12.2005
    sono pienamente d'accordo sul telelavoro, per un anno e mezzo ho potuto usufruire di questa possibilità, quella di lavorare a casa seguendo la mia azienda e i clienti direttamente tramite internet. Con le tecnologie oggi presenti quali connessioni a banda larga e VOIP non esistono limiti al lavoro, risparmiando costi non indifferenti di spostamento persone e sopratutto il rischio di rimetterci le piume per arrivare in orario in sede. Nel mio caso la mia azienda ha sostenuto i costi di attivazione di una linea ADSL diretta con il mio ufficio. I costi per una attivazione di una linea verso internet a casa al giorno d-oggi sono bassi, purtroppo non siamo come in Svezia dove si paga una semplice attivazione e non si paga alcun canone o traffico verso internet visto che e- pubblica.
  • sono d'accordo
    Nome: ettore  Data: 18.05.2005
    Il problema del traffico urbano e dell'inquinamento è complesso, per cui, per attenuarlo, occorre intervenire in diverse direzioni: 1)ticket d'ingresso, come è stato scritto; 2) potenziamento del trasporto pubblico urbano ed interurbano sull'esempio delle grandi città europee citate; 3) incentivare il più possibile i motori a gas e a gpl, e parallelamente, disincentivare i motori molto inquinanti e le auto di grossa cilindrata che occupazione molto spazio e inquinano parecchio. E'assurdo che i produttori di veicoli continuinino imperterriti a proporre prevalentemente i motori a benzina, e al diesel tradizionale; un'alternativa valida, in attesa dell'idrogeno, esiste già: il gas, il gpl, e il bio-diesel. Se fosse per me, obbligherei tutti i produttori a costruire solo auto di piccola e media cilindrata a bio-diesel e a gas.
  • telelavoro
    Nome: Gennaro  Data: 18.05.2005
    Vorrei conoscere l'opinione dell'autore sul telelavoro. A mio parere incentivare le imprese a incrementare il numero dei dipendenti collegati in rete dalle proprie abitazioni senza costringerli a recarsi ogni giorno in ufficio, faciliterebbe la riduzione del congestionamento del traffico e in via indiretta abbatterebbe i livelli di inquinamento nelle città. Inoltre credo che il telelavoro si tradurrebbe nel medio periodo anche in un notevole risparmio economico per i dipendenti e per le imprese (minor tempo sprecato nel traffico, minori spese di trasporto) e in un indubbio aumento della qualità della vita.
    Risposta:
    Confesso di avere riflettuto poco sul telelavoro e di saperne poco. Dal punto di vista della mobilità e del traffico i vantaggi sembrano evidenti. Ma bisognerebbe chiedere ad un economista del lavoro gli aspetti legati questo particolare assetto nel rapporto di collaborazione.
  • Qualche indicazione pratica
    Nome: Massimo Famularo  Data: 18.05.2005
    Premesso che in linea di principio le argomentazioni esposte sono assolutamente condivisibili, mi permetto di suggerire qualche indicazione di dettaglio per tradurle in pratica. Occorre indurre le persone a razionalizzare la propria mobilità facendo pagare loro i costi indiretti dell'utilizzo dell'auto. Dal momento che questo può risultare impopolare suggerisco di procedere per gradi. Un primo provvedimento relativamente facile da applicare e sicuramente accettabile è rendere più efficiente il monitoraggio delle infrazioni comuni in città (sosta selvaggia, violazione corsie preferenziali etc) usando web cam e macchine fotografiche digitali. Unendo a questo un efficace sistema di riscossione (possibilità di pagare su internet, mandato a società private di riscossione etc.) si ridurrebbero molte infrazioni che rallentano il traffico, si raccoglierebbero fondi per migliorare i mezzi pubblici e si incentiverebbe determinati soggetti ad usare di meno l'auto. Anche in autostrada, visto che è noto l'istante in cui si entra e si esce, si potrebbe multare chi ha una velocità media superiore ai limiti consentiti. Trovo difficilmente praticabile monitorare e far pagare in modo differenziato chi circola con auto ecologiche e chi con auto inquinanti e soprattutto in orari di punta o meno. La soluzione è consentire per legge la circolazione solo ad auto a basso impatto ambientale (magari solo a gas nei centri urbani). Si può poi introdurre una tassazione in base alla cilindrata e alla residenza come addizionale alla tassa di circolazione i cui proventi dovrebbero sussidiare i mezzi pubblici. Con mezzi pubblici che funzionano meglio, infrazioni perseguite, possesso ed uso dell'auto più costoso si dovrebbe ridurre il congestionamento
  • Perché ha funzionato a Londra?
    Nome: Roberto Cecchinato  Data: 18.05.2005
    Nel periodo in cui Ken Livingstone introdusse il pedaggio all'ingresso nel centro di Londra vivevo nell'Essex, ad una quarantina di km dalla capitale britannica. L'effetto fu immediato e percepibile, si parlò di una diminuzione del 30% del traffico urbano, e confermo l'aumento di vivibilità della città. Ritengo però che il sistema abbia funzionato perché, tagliati i viaggi evidentemente non indispensabili, chi effettivamente in città ci doveva andare aveva un'alternativa reale: una vasta rete di metropolitana, ferrovia, linee di autobus, funzionante in varia misura 24 ore al giorno. Tutto quello insomma che molte città italiane non riescono ad offrire oggi. Ho vissuto per un certo periodo nei pressi di Dusseldorf, in Germania: lì, come in tutte le grandi città e aree urbane tedesche, c'è un'efficiente servizio di metropolitana leggera, la "S-Bahn". Un servizio di questo genere, vale a dire treni affidabili e frequenti che collegano l'hinterland alla città, permette di abbassare il numero di persone che percorrono i 10-20 km di strada al giorno in auto. A patto che il servizio sia efficiente e flessibile. Che non si debba scappare dall'ufficio perché il prossimo treno è fra due ore. A patto che non si guasti due volte alla settimana, perché i pezzi di ricambio originali degli anni '50 non siano facili da reperire. A mio avviso il problema politico più grande è la gestione del periodo di alcuni anni che intercorrerebbe fra la proposta e l'avvio di lavori di costruzione o ristrutturazione di nuovi trasporti pubblici, ed il loro effettivo ingresso in servizio. Per fortuna qualche luce c'è: per esempio il nuovo tram di Padova, nel congestionato nordest, è l'inizio di una possibile soluzione.
  • Traffico
    Nome: Adriano Sala  Data: 17.05.2005
    A mio avviso, il ticket di ingresso alle città non sarebbe altro che una nuova tassa, di cui dubito fortemente l'utilizzo per migliorare il servizio pubblico: servirebbe a coprire i soliti tagli dello stato nel trasferimento agli enti locali. Gli automobilisti pagano già pesanti tasse: quante di queste tasse sono utilizzate per migliorare la viabilità? se questo è accaduto fino ad ora, per quale motivo non dovrebbe più accadere? I nostri amministratori devono tirare fuori le idee e, soprattutto, devono attuare politiche coerenti e lungimiranti. Alcuni esempi. Sono spariti i negozi di vicinato, sostituiti da grossi centri commerciali lontano dalle abitazioni e causa di notevole incremento nella produzione di rifiuti. La vita nei piccoli centri ha un livello di qualità più elevato delle città e i costi delle abitazioni sono abbordabili: il risultato è che la popolazione attiva si sposta nei piccoli centri e si muove verso le città per lavoro. Per usufruire dei più banali adempimenti amministrativi ci si deve recare negli uffici pubblici, aperti solo in orari di lavoro. Le licenze di taxi sono contingentate (al limite della borsa nera) e i costi sono proibitivi. Potrei continuare. Allora gli amministratori locali devono tirare fuori le idee, non le tasse, in modo da produrre vantaggi nel lasciare l'auto in garage. Vuole un esempio? Mi capita abbastanza spesso di recarmi a Milano da Modena. Devo usare l'auto, perchè i servizi ferroviari sono carenti.Ma non mi reco certo in centro con la mia auto. Parcheggio al capolinea della metropolitana 3, in un quarto d'ora sono in piazza Duomo: costo, andata e ritorno con parcheggio, quattro euro scarsi. Questo sì che è un vantaggio. Allora gli amministratori pensino alla pianificazione territoriale, a migliorare la qualità della vita nelle città, a fornire servizi a domicilio o via internet, a migliorare i trasporti pubblici in generale, non solo autobus e tram. Ma per fare questo necessitano idee, difficili da trovare. Cordialmente
  • tutto vero...ma
    Nome: biagio di lernia  Data: 17.05.2005
    le auto che circolano in italia sono molte, rispetto alle reali necessità degli utenti. La tassazione dovrebbe essere alta per le auto di cilindrata superiore a 1300 ed ai gipponi. I soldi ricavati a vantaggio dei trasporti pubblici.
  • politiche di prezzo?
    Nome: stefano minguzzi  Data: 17.05.2005
    Mi permetto di dissentire. Cioe' concordo con l'analisi sui blocchi del traffico: sono dei palliativi ad una emergenza, ma non affrontano il problema ne' nel medio ne' nel lungo termine. D'altronde concordo anche che la chiave di volta di una qualsiasi politica di risparmio e' quella che si focalizza sugli usi e le modalita' dei consumi. Pertanto bisogna cambiare le abitudini dei consumatori (in questo caso automobilisti). Concordo infine sul fatto che il problema della mobilita' e' duplice: inquinamento e congestionamento. migliorando i motori possiamo pensare di ridurre il primo, ma non il secondo. Come fare? Qui le divergenze. La sua proposta e' quella di introdurre il road-pricing ossia "pagare per circolare". Una sorta di pedaggio autostradale pero' urbano. A Londra e' vero ha funzionato e oggi il "rosso" Ken Livingstone sta pensando di alzare il costo del pedaggio per aumentarne gli effetti (e gli incassi). In effetti se per entrare in centro devi pagare ci pensi 2 volte a prendere l'auto. D'altronde pero' cosi' si crea un doppio diritto: chi puo' paga una "tassa" di accesso al centro, gli altri a piedi. E' un principio fondamentalmente ingiusto che discrimina gli automobilisti in base al reddito invece che in base allo stile di consumo. Meglio la ZTL come fatta in Italia: chiusura oraria che penalizza chi usa l'auto in certe ore del giorno, ma consente comunque una fruizione della citta' in altre a tutti. Il problema purtroppo, a voler essere equi, richiede un intervento piu' radicale e cioe' l'obbligo per legge di avere un posto auto. A Monaco di Baviera l'acquisto di una casa e' subordinato alla presentazione di una dichiarazione di quante auto si possiede e dove verranno parcheggiate. Il posto auto gratis per strada e' il vero alleato alla proliferazione delle auto. In questo modo si scoraggerebbe l'acquisto di seconde o terze macchine che poi restano tra le 10 e le 12 ore parcheggiate in strada. Occupazione del suolo pubblico, riduzione della mobilita', ostacolo alla circolazione, etc etc. Una nuova politica del posteggio potrebbe favorire maggiormente su politiche di riduzione delle auto in circolazione come il car-sharing (garage con macchina in affitto ad ore) o il car-pooling (ad es. taxi collettivo).
    Risposta:
    Nell'articolo ho cercato brevemente di spiegare perchè il pedaggio di ingresso non è in realtà una misura iniqua, quando i proventivengano spesi per "non fare andare a piedi" coloro che non sipossono permettere il pedaggio. Dai lavori che cito emerge inoltre chenon sono solo li automobilisti facoltosi a pagare il pedaggio per attraversare il centro. Sono convinto che sia un falso problema. Bene econcordo sul posto auto.