Logo stampa
 
 
 

Commenti

Cresce il lavoro, ma si è perso il Mezzogiorno

di Pietro Garibaldi, Categoria , Lavoro, , / Mezzogiorno, Data 21.03.2005
Una discreta performance aggregata della crescita dei posti di lavoro, ma con una differenziazione regionale Se al Centro gli occupati salgono del 2,5 per cento, nel Mezzogiorno si riducono dello 0,4 per cento. Un divario impressionante e insostenibile, la cui soluzione deve necessariamente passare attraverso un decentramento della contrattazione. Il tasso di occupazione ha smesso di crescere, ma il fenomeno riflette un aumento della popolazione in età lavorativa, principalmente dovuto all’immigrazione. Come testimonia la distribuzione settoriale della crescita dell’occupazione.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • IL SUD SOMMERSO DAL LAVORO NERO
    Nome: ARIES83  Data: 15.01.2007
    Quì al sud una massiccia percentuale di lavoratori, soprattutto giovani, indipendentemente dalla qualifica o titolo di studio, ed in qualunque settore, sono costretti (dal datore disonesto) a lavorare del tutto a nero o parzialmente. Il massimo che mi è stato offerto è 400 euro al mese per un lavoro di 8 ore al giorno presso lo studio di un professionista. Ho fatto diversi lavori e sempre a nero. La situazione molto critica, ci costringe a ciò x sfamarci ma i nostri diritti dobbiamo farli rispettare a chi si crede di essere "il potente".
  • l'occupazione al sud ed il sommerso
    Nome: barbara balboni  Data: 22.03.2005
    I dati riportati dall'articolo suggeriscono molte riflessioni, soprattutto per quanto riguarda il sud. Lavorando in una Direzione Provinciale del Lavoro del Nord Italia, su pratiche che riguardano ispezioni effettuate in aziende sul territorio, mi è capitato spesso di trovare al lavoro, in situazioni più o meno regolari, squadre di giovani operai specializzati del Sud, che poi ci raccontavano, come se fosse la cosa più normale del mondo, di lavorare da quando avevano 14 - 15 anni ma senza avere, per lunghi periodi, una posizione contributiva (trovandosi cioè "in nero", e quindi non computati come occupati ). Leggendo i dati dell'occupazione al sud, in calo, mi viene da pensare che ci sia stato sia un calo dell'occupazione in generale, sia un ritorno al sommerso rispetto agli anni precedenti, anche se non mi sembra che questa variabile sia stata presa in considerazione. Sommerso, da quello che mi raccontavano gli stessi operai specializzati del sud, significava, oltre alla mancanza di contribuzione per una futura pensione, un trattamento economico inferiore per quanto riguarda la retribuzione al netto e spesso meno garanzie sulla sicurezza del lavoro. Gli stessi lavoratori poi, avendo una posizione contributiva molto scarna ( cioè coperta per periodi molto brevi ) avevano rispetto ai loro colleghi di altre regioni un maggior propensione a lavorare in forme più irregolari anche quando, con grande sacrificio, si spostavano al nord per brevi periodi, perchè preferivano qualcosa in più al netto, rispetto a versamenti contributivi che alla fine non garantivano nulla per il futuro ( visto anche il sistema contributivo introdotto con la 335/95 ). Mi sembra che ogni analisi sull'occupazione al sud debba tenere conto di questa consolidata abitudine al sommerso e che vadano promosse, anche se costose nel breve periodo, politiche mirate a favorire, anche economicamente il lavoro regolare ( non solo in chiave repressiva ) perchè è l'unico modo per fornire qualche tutela in più a tante persone che lavorano saltuariamente e spesso sottocosto. Entro certi limiti questo dovrebbe anche stimolare le imprese a sviluppare una competitività basata su fattori diversi dal basso costo del lavoro. Senza contare che nel lungo periodo dovrebbe assicurare, oltre ad una maggiore sicurezza sul lavoro, anche una maggior copertura dei trattamenti previdenziali necessari ad assicurare anche a queste persone, che hanno lavorato per una vita intera, condizioni minime di vita quando non saranno più in grado di lavorare. Un saluto e buon lavoro.