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L'Italia nel nuovo Patto

di Francesco Giavazzi, Categoria , Europa, , Data 21.03.2005
L'Italia deve battersi per un Patto più flessibile, ma con un ruolo rafforzato della Commissione. Le nuove regole varate dai ministri finanziari dell'Unione restano troppo indulgenti verso alcuni paesi e non premiano abbastanza chi vara riforme strutturali. Ma affidare il giudizio sul loro rispetto all'Ecofin è svantaggioso per il nostro paese. Perché ogni riforma sarà giudicata perfetta, ogni investimento essenziale. E senza la garanzia che i deficit eccessivi saranno osservati da vicino da un'istituzione indipendente, le agenzie di rating alzeranno lo spread sui titoli italiani.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Il nuovo Patto
    Nome: fabrizio pauri  Data: 23.03.2005
    Purtroppo la discussione si è incentrata sulle nuove regole e non sulla qualità della spesa. Quindi temo che in Italia con le nuove regole continueremo ad avere una cattiva qualità della spesa.
  • Euroscetticismo nascosto
    Nome: Ronny  Data: 22.03.2005
    Concordo con Lei. Purtroppo negli ultimi anni hanno prevalso orientamenti che vogliono trasformare l'Europa in una mera area di libero scambio in cui nulla abbia legittimità al di fuori dei governi nazionali. Una sorta di euroscetticismo non dichiarato, ma largamente praticato Non conosco nei dettagli l'accordo raggiunto sulla riforma del PSC. In passato si sono lette molte proposte di riforma, alcune anche molto interessanti e forse più coraggiose di quella che dovrebbe andare in porto. Tutte avevano come denominatore comune un accresciuto potere degli organismi europei nel valutare la sostenibilità finanziaria dei debiti/deficit pubblici nazionali. Come sottolinea Lei si sta andando nella direzione esattamente opposta.