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Un provvedimento incoerente

di Tullio Jappelli, Categoria , Scuola e Università, , Data 07.02.2005
Per aumentare la retribuzione d'ingresso dei giovani ricercatori universitari, il Consiglio dei ministri ha approvato una norma che prevede che la loro conferma in ruolo possa avvenire non più dopo tre anni, ma dopo un solo anno di servizio. Lo scopo, del tutto condivisibile, si sarebbe potuto raggiungere molto meglio adeguando direttamente le retribuzioni di ingresso senza abolire di fatto le procedure di valutazione. Con buona pace delle dichiarazioni sulla necessità di introdurre valutazione, concorrenza e qualche incentivo di merito nell'università.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Un dubbio
    Nome: Paolo Bertoletti  Data: 08.02.2005
    La posizione critica di Tullio Jappelli circa l'anticipo della conferma dei ricercatori è del tutto condivisibile. Si può aggiungere che il provvedimento, che comporta un aggravio economico per gli Atenei, non prevede alcun specifico contributo finanziario ministeriale (stando alle anticipazioni di stampa, la copertura è "a valere" sul Fondo di Finanziamento Ordinario dell'Università). Viene il dubbio che si sia scelta questa modalità di incremento dello stipendio dei ricercatori non confermati per evitare lo stanziamento necessario nel caso di una limpida decisione di aumento delle loro retribuzioni, e il confronto sulle analoghe rivendicazioni stipendiali dei docenti di I e II fascia che l'avrebbero indubbiamente seguita. Con buona pace della credibilità del Ministero, e della sua capacità di perseguire il tanto vantato rinnovamento dell'Università.