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Lo strano caso del tax planning familiare all'italiana

di Massimo Baldini, e Paolo Bosi, Categoria Fisco, / Famiglia, Data 03.02.2005
Con la riforma dell'Irpef, è più conveniente attribuire l'intera deduzione per il figlio a carico a uno solo dei contribuenti, generalmente quello con reddito più basso. Non si rispetta così il criterio di equità orizzontale secondo il quale, a parità di reddito e di composizione familiare, il "valore fiscale" di un figlio dovrebbe essere lo stesso. Inoltre, per il fenomeno dell'incapienza, i nuclei familiari a basso reddito in cui entrambi i genitori lavorano sono svantaggiati. Mentre nei livelli elevati sono le famiglie monoreddito a essere penalizzate.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • tax planning familiare
    Nome: Luca Cifoni  Data: 08.02.2005
    Forse bisognerebbe dire che la strategia di divisione a metà dei figli non è "quasi mai" ottimale. Infatti ci sono nicchie di convenienza se c'è un reddito medio alto, vicino al tetto delle deduzioni, e uno molto basso, ai limiti dell'incapienza. Es: 65.000 e 9.000-9500 euro. Oppure due redditi entrambi bassi tra i 10 e i 12 mila. In entrambi questi casi dividere al 50 per cento permette di ridurre, compensandoli, gli svantaggi delle singole posizioni. C'è poi un caso buffo quanto improbabile. Normalmente la somma di due cinquanta per cento è inferiore ad un solo cento per cento. Ma se entrambi i genitori hanno un imponibile di 29.000 euro, con due figli la divisione a metà porta circa 120 euro in più. E' solo una curiosità numerica, ma dimostra quanto il meccanismo sia erratico. Saluti