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La povertà dimenticata

di Chiara Saraceno, Categoria , Povertà, / Famiglia, , Data 20.12.2004
La riforma fiscale rafforza la tendenza a utilizzare la via fiscale come strumento principale di politica della famiglia e di sostegno ai redditi più modesti, mostrando tutti i limiti di questa scelta. E tra nuova Ire e Finanziaria, niente si dice della riforma degli ammortizzatori sociali, che avrebbe dovuto accompagnare la legge Biagi. Né del Rui, reddito di ultima istanza. L'Italia rimane così, con la Grecia, l'unico paese dell'Europa a quindici a non avere una misura di garanzia del reddito per i poveri, tra i quali ci sono anche molti minori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • L' onnipotenza statuale e la povertà
    Nome: Giovanni Domenella  Data: 14.02.2008

    Il giudizio è ben motivato ma sembra ricadere nell'indimostrabile assunto di una capacità assistenziale e redistributiva del fisco. La solidarietà è un valore relazionale non surrogabile con la pompa aspirante-premente del fisco.

  • La svolta
    Nome: Francesco Parini  Data: 21.12.2004
    Gentilissima prof. Saraceno, apprezzo sempre moltissimo i Suoi interventi e, in merito al Suo ultimo intervento avrei alcune osservazioni da muovere alla politica sociale e fiscale in generale. Siamo in una situazione grave dal punto di vista sociale poichè i posti di lavoro, a minore contenuto tecnologico o particolarmente inquinanti, emigrano. Ora, il sistema Italia,dovrebbe puntare ad un mix d'interventi per sostenere la domanda di consumi, per favorire l'occupazione e per creare le condizioni per lo sviluppo e la ricerca. Io, sostengo che la crisi del petrolio, o meglio dell'energia a basso prezzo, teoria di Hubbert a parte, è già iniziata. Il nostro paese è povero e quindi deve attrezzarsi per sfruttare al meglio i combustibili che acquista; quindi incentivare le minicentrali termiche condominoali per produrre calore/condizionamento ed energia di scarto, favorire la coibentazione el'installazione dei doppi vetri, la certificazione termica, ed infine aumentare l'area delle deduzioni. Non possiamo incrementare all'infinito gli stipendi, senza agire sulla leva deduzioni, poichè ad ogni rinnovo contrattuale corrisponde più o meno a breve un aumento dei beni o dei servizi. Il contrasto dìinteressi aumenta la base imponibile e permette di ridurre le tasse. Un'ultima considerazione, parliamo sempre di crescita, ma la società industrializzata occidentale sta tendendo alla decrescita,all'ingresso in una situazione definibile dal punto chimico-fisico " stato stazionario", indipendentemente dalle nuove scoperte. E' ora di puntare al miglioramento delle prestazioni sociali, istruzione, sanità, fisco, cultura...abbiamo un patrimonio unicoe ridurre gli sprechi sociali.
    Risposta:
    La ringrazio per il cortese apprezzamento. Le sue osservazioni coprono un raggio molto ampio di questioni. Mi limito a riprendere l'ultima: occorre migliorare le prestazioni sociali ed educative, non solo perché costituiscono un pezzo importante del benessere di ciascuno, ma perché sono una importante forma di investimento per il futuro. Chiara Saraceno