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Separati dalle carriere

di Carlo Guarnieri, Categoria , Giustizia, , Data 22.11.2004
Fra le democrazie consolidate, l’Italia è l’unico paese in cui le funzioni di giudice e pubblico ministero sono affidate allo stesso corpo di magistrati indipendenti. Né dalla separazione delle carriere deriva automaticamente una dipendenza del pubblico ministero dal potere politico. Il progetto di riforma dell’ordinamento giudiziario appena approvato non risolve però il problema. Mantiene la magistratura come corpo unico, non favorisce il reclutamento di avvocati e dopo cinque anni dal concorso iniziale impone una scelta definitiva.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • separazione delle carriere
    Nome: Alessandro Spanu  Data: 23.11.2004
    Gentile Professor Guarnieri, vorrei, si parva licet, da non giurista, da non costituzionalista, fare qualche breve considerazione sulla cosiddetta "separazione delle carriere" fra giudici e pubblici ministeri contro la quale sciopereranno i magistrati e a favore della quale sciopereranno gli avvocati delle camere penali, ritenendo che, in realtà, non sia presente nel nuovo ordinamento giudiziario. Se "nomina sunt consequentia rerum" ed i costituenti si sono attenuti a tale principio, la costituzione parla di "magistrati" e "magistratura" quando intende riferirsi sia ai giudici che ai pubblici ministeri ( articoli 104, 106, 107 I°e III° comma, 108 I° comma) mentre utilizza il termine "giudice" ( terzo ed imparziale ex articolo 111 II° comma) e non anche "pubblico ministero" nell' articolo 102 al II° comma : " I giudici sono soggetti soltanto alla legge ". La domanda, si direbbe, sorge spontanea : allora i pubblici ministeri possono essere soggetti anche ad altro che non sia la legge ? L' articolo 107 ultimo comma dispone : "Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario " ( ovvero la stessa costituzione distingue i giudici dai pubblici ministeri : solamente i primi "soggetti soltanto alla legge", mentre i secondi no) Dunque, da queste brevissime considerazioni, si potrebbe affermare che la separazione delle carriere non solo non è incostituzionale, ma è presente, in nuce, nello stesso testo della Costituzione. Cordiali saluti. Alessandro Spanu Mogoro (OR)
    Risposta:
    Anch'io sono convinto che la separazione delle carriere non sia incostituzionale. Ci sono però autorevoli opinioni di segno contrario. Quando si parla di riforme non credo che sia opportuno limitarsi alla lettera dei testi. Il punto centrale della questione è che la separazione dei giudici dai pubblici ministeri è un carattere tipico degli ordinamenti liberali. Noi -come la Francia - in questo scontiamo l'eredità - molto poco liberale - del grande Napoleone. Prima o poi speriamo di liberarcene." Dopodichè potremmo anche avere un'alluvione di giuristi che ci spiegheranno cosa vuol dire davvero la Costituzione. Pazienza.