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Una regolamentazione per il pluralismo

di Michele Polo, Categoria Informazione, , , Data 08.11.2004
Il controllo sulla creazione di gruppi multimediali su uno stesso o su più mercati evita concentrazioni non giustificate dalle dinamiche concorrenziali. Per radio e televisione lo strumento più utile è limitare il numero di licenze concesse a uno stesso operatore. Nella carta stampata esistono meno strumenti per frenare la concentrazione, spesso rilevante a livello locale. E poiché per televisioni e giornali gli interessi espressi dalla proprietà sono in parte ineliminabili, occorre pensare nelle fasi di campagna elettorale a una regolazione diretta, secondo criteri di par condicio.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • tv locali
    Nome: maurizio angelillo  Data: 17.03.2005
    Perchè non indagare il ruolo che le tv locali possono svolgere nel garantire un effettivo pluralismo nel settore televisivo. Pluralismo nell'informazione, nelle proposte culturali, ma soprattutto pluralismo economico. Le piccole e medie imprese possono pubblicizzare i propri prodotti solo attraverso i mezzi di comunicazione locali. Aumentando le vendite, crescono e diventano grandi (creando occupazione), quindi clienti delle reti nazionali. Consentire alle tv locali di crescere in termini di ascolti significa garantire un parco clienti alle nazionali che oggi possono contare su un numero limitato di inserzionisti. Ma come le locali possono crescere nell'attuale duopolio? Povere, poverissime riescono a rosicchiare poco ascolto e quindi non sono in grado di offrire una efficace penetrazione nei consumatori. Una riflessione su questi temi andrebbe fatta anche in considerazione dell'avvento del digitale. Si rischia infatti di riprodurre il duopolio se non vi saranno imprese televisive finanziariamente forti da contrapporsi a Rai e Mediaset. E poichè quando si parla di altre imprese necessariamente si pensa alle locali, è bene considerare che il fatturato complessivo di queste emittenti ammonta a 500 miliardi di vecchie lire, davvero una goccia rispetto al mare di denaro che movimentano i due poli.