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Aria di idrogeno in Italia

di Luca Rizzi, e Massimo Tavoni, Categoria , Energia e Ambiente, , Data 02.11.2004
La produzione di energia elettrica da idrogeno non è competitiva in termini di semplici costi industriali. Il suo sviluppo è legato perciò alle politiche di riduzione dei gas serra e alle penalità che saranno attribuite alle emissioni di anidride carbonica. Secondo uno studio, l’idrogeno potrebbe entrare nel mix elettrico italiano con una percentuale dello 0,5 per cento sulla produzione nazionale solo se saranno rispettati i livelli imposti dal Protocollo di Kyoto. Oppure se il costo della CO2 si aggirerà sui cento dollari per tonnellata.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Kyoto, la ricerca come grimaldello
    Nome: Matteo  Data: 16.01.2006
    Il rendimento energetico della trasformazione dell'energia fossile in idrogeno e di questa in energia elettrica è così bassa che forse rappresenta l'ultimo scenario da adottare per rispondere ai criteri di Kyoto. In breve per produrre la stessa quantità di energia elettrica servirebbe un'emissione di CO2 superiore all'attuale. Basta considerare che anche George W. Bush si è dovuto ricredere, nonostante credo apprezzi l'oro nero anche a colazione. Fa eccezione lo stripping del metano che offre in effetti offre rendimenti accettabili e applicabili all'esempio dell'articolo. La vera alternativa sta però nello sviluppo di biotecnologie capaci di produrre materiali e processi per produrre idrogeno da materiali poveri, quali rocce e radiazione solare. La nuova avventura di Craig Venter è ispirata da questo principio: cercare negli organismi marini i geni che permettono di convertire direttamente i raggi uv el'acqua in idrogeno. Ricordo che negli States stanno nascendo interi campus universitari dedicati a questo tipo di ricerca. In Italia pare che i soldi vadano invece alla ricerca sui prodotti tipici. Idrogeno da pecorino?