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Commenti

Un futuro di gas, carbone e nucleare

Categoria Energia e Ambiente, , , Data 02.11.2004
Negli scenari energetici futuri, il carbone torna a essere una possibile alternativa al petrolio, grazie a nuove tecnologie che ne riducono l’impatto ambientale e rendono più vantaggiosa la sua estrazione. Ma sono in molti a puntare anche sul nucleare. Remota la possibilità di nuove Chernobyl, resta però la preoccupazione per alcuni paesi nei quali dalla produzione di energia si potrebbe facilmente passare a quella di armamenti. Infine, si guarda al gas naturale, dalle riserve meno concentrate geograficamente, più pulito e meno costoso.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • forse ne so
    Nome: Elio  Data: 07.08.2006
    ragazzi ho letto qualcosina a proposito del nucleare da voi riportato. sinceramente sto cercando di documentarmi a proposito e visto l'ambiente in cui abito mi dispiacciono certi paragoni. allora abito nella valle del Garigliano, vicino x ki nn lo sapesse alla cosidetta centrale nucleare del Garigliano. voi dite 7000 morti x incidenti stradali.... il nucleare ne fa meno... mia nonna è morta di cancro, l'altra mia nonna pure, mia zia soffre il cancro al cervello, mia suocera ha un tumore osseo, la moglie dlel'ex sindaco morta x tumore osseo... devo continuare????? da noi nn c'è neppure l'ospedale con il reparto oncologico x cui molte persone muoiono e nn sanno ke avevano un cancro probabilmente. conosco ragazzi ke a 20 anni hanno già subito un paio di operazioni per il tumore o ke stanno in kemio. voi parlate di riaprire le centrali??? questa qui vicino è chiusa ed in via di smantellamento e di morti in 30 anni ne avrà fatti almeno 20 mila senza parlare quelli ke farà in futuro. noi ci laviamo, ci nutriamo, beviamo le acque della zona ke sono entro le norme di legge, ma ke con probabilità contengono un minimo di radiazioni di fondo ke alla lunga possono fare male.. quanta acqua usate al giorno??? la media è di 240 litri.. 240 litri*365 giorni* un intera vita= tante radiazioni. sarei anke io per il nucleare, ma ke si dicesse la verità e si facesse qualcosa x il dopo nucleare. 20 anni dopo il referendum non si sa neppure dove mettere le scorie. nessuno le vuole e noi ce le stiamo sorbendo, x amor di patria, da un trentennio. grazie x l'ascolto spero di aver fatto capire bene i rischi del nucleare e di aver ricordato a qualcuno ke nn ci chiamiamo francia o inghilterra, ma italia.
  • costo centrali CCGT
    Nome: Paolo Fornaciari  Data: 13.06.2005
    Il citato rapporto della Royal Academy of Engineering (marzo 2004) del Regno Unito, indica il costo dell'energia prodotta dalle centrali a gas ciclo combinato, pari a 2.2 pence/kWh, corrispondenti a 3.3 Eurocent/kWh. Si fa presente peraltro che negli ultimi due anni il prezzo del gas naturale é raddoppiato, passando da 3 a 6 $/MBTU per cui, oggi il costo delle pur efficienti centrali elettriche CCGT è quasi triplo rispetto a quelle nucleari.
  • regresso al nucleare
    Nome: Michele Valentinuz  Data: 18.02.2005
    Confesso che mi intimidisce un po' scrivere su questo autorevole sito ma davvero vorrei se possibile dire la mia e dare un minimo contributo a questo dibattito sull'energia. 1) Se si dice che l'Italia fa eccezione rispetto al resto d'Europa per il tipo di combustibili usati andrebbe anche ricordato che noi compriamo dalla Francia energia nucleare e quindi di fatto, se parliamo di uso dell'energia, andrebbe menzionata anche in riferimento al nostro paese 2) Chernobil è stato un disastro indotto dall'arretratezza del sistema tecnologico sovietico, ma mi pare difficile poterlo ridurlo a ciò, archiviando morti, invalidi e tragedie umane indescrivibili, senza contare gli evidenti danni ambientali che permarrano chissà per quanto. Mi pare anche riduttivo giustificare l'uso del nucleare dicendo che la tecnologia occidentale è nettamente migliore. Certo le trabant fanno schifo rispetto alle nostre auto moderne e catalizzate, ma sono proprio questi gioielli della tecnologia che ci obbligano alle targhe alterne e comunque a respirare perlopiù aria di scarsa o pessima qualità nelle nostre città. Quindi il fatto che siano migliori non vuol dire che garantiscano risultati, in temini di qualità dell'aria, soddisfacenti. Idem per il nucleare. 3) Suddividere la questione nucleare tra civile e militare è l'ennesima fregatura, il problema è uno e va affrontato eliminadolo alla radice. Certo non sono uno sprovveduto idealista che pensa ad un modo in pace, armonioso e fecondo ma la strada da battere è quella non c'è dubbio. Per un semplice motivo, la tecnologia oggi offre alternative al nucleare e che stanno di giorno in giorno migliorando efficienza. Inoltre credo che ormai ci si debba orientare sempre di più su impianti piccoli a basso impatto ambientale e distribuiti sul territorio, in alternativa a impianti centralizzati ad alto impatto ambientale e aggiungerei sociale. 4) Il taffico sulle strade che provoca morti e inquinamento, mi pare che sia chiaramente in discussione. Forse l'Italia mostra più timidezza nel varare politiche degne di questo nome in materia di trasporto ma direi che in Europa si fanno grandi cose. Il trasporto su rotaia può aiutare in questo senso. In Veneto si sta battendo questa strada: una linea metropolitana collegherà Treviso, Padova, Verona e Venezia. A Padova, meglio dalla finestra dell'ufficio, vedo il cantiere del metrobus in costruzione. Ripeto segnali timidi e tardivi ma ci sono. Non vedo perché se muoiono 7000 persone all'anno in auto allora sono giustificato a costruire una centrale nucleare. Credo che la direzione da intraprendere sia quella del miglioramento e non quello di fare paragoni con situazioni o fenomeni peggiori. Lo tzunami ha fatto molte più vittime di Chernobil allora perché non mettiamo in attività il vecchio reattore? Aggiungo e concludo che da quel po' che ne so sul nucleare mi pare che sia la solita bufala che posticipa il problema. Non è moralismo ambientalista ma sono i calcoli economici che ci vengono in supporto; in verità il nucleare economicamente non conviene perché posticipa i costi. Certo nel costo/KWH è vincente rispetto alle altre fonti di energia, ma si trascura il ciclo di vita di una centrale nucleare (20 anni). Arriva infatti il momento in cui si paga il conto. Lo stoccaggio non solo delle scorie, ma anche di tutte le strutture che devono essere smantellate e lo smantellamento stesso hanno dei costi folli. Quindi ci dicono che costa meno ma non ci dicono che il vero conto arriva alla fine del gioco. E' come in quelle discoteche dove entri gratis e la consumazione è obbligatoria e spesso equivale al costo dell'ingresso. In questo caso il negroni costa molto di più dell'ingresso. A luglio nascerà mio figlio e allora mi viene da ricordare quella frase che dice che dobbiamo trattare bene il nostro pianeta non perché lo erediteranno i nostri figli ma perché ora ce l'abbiamo in prestito da loro. Ringrazio per lo spazio concessomi Michele Valentinuz
  • ritorno al nucleare
    Nome: Massimo Bailo  Data: 05.11.2004
    A proposito dell'utilizzo dell'energia nucleare per scopo pacifici, è utile precisare che: 1) Esso è la prima fonte di produzione di elettricità in Europa, 35%, davanti al carbone; petrolio e gas sono le ultime in Europa ma le prime in Italia. 2) E' totalmente sbagliato accomunare Chernobil e Three mile island: nel primo caso fu un disastro, uno dei tanti dell'ex Unione Sovietica, si pensi al lago d'Aral il cui livello è calato di 18 (diciotto) metri a seguito di scriteriate opere di deviazione degli immissari con conseguenze ambientali spaventose. Nel secondo caso, contrariamente a quello che comunemente si dice, non è successo niente, le conseguenze ambientali dell'incidente a TMI sono state infatti trascurabili. Ma la tecnologia sovietica di Chernobil non ha nulla a che fare con la tecnologia occidentale, è come paragonare la vecchia Trabant con motore a 2 tempi alle moderne autovetture catalizzate. 3) il timore del dirottamento a fini bellici delle tecnologie nucleari è fuori luogo. Intanto buona parte dei paesi dotati di centrali nucleari la bomba ce l'hanno già (USA, Francia, Regno Unito, Cina, Russia ecc.). Ma soprattutto, non si deve confondere la causa con l'effetto: India Pakistan e Corea del Nord, avendo deciso di dotarsi di armi nucleari, hanno costruito reattori plutonigeni. Quindi non è vero che hanno fatto la bomba perchè avevano le centrali, ma hanno fatto le centrali per farsi la bomba. Bloccare lo sviluppo del nucleare per motivi bellici sarebbe come impedire il commercio del piombo perchè con esso si fanno i proiettili. 4) In Italia muoiono ogni anno circa 7.000 persone per incidenti stradali, e questo non è un rischio potenziale ma un dato statistico; applicando i criteri della sicurezza nucleare, il traffico automobilistico dovrebbe essere immediatamente bloccato su tutto il territorio nazionale. E si potrebbe continuare... Grazie per l'ospitalità.