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Assicurati in banca

di Giorgio Di Giorgio, Categoria , Finanza, , Data 18.10.2004
I depositi bancari tornano a essere un’alternativa ad azioni e obbligazioni. Perché il risparmiatore li considera assolutamente sicuri. Infatti esistono assicurazioni implicite ed esplicite che li garantiscono. Ma la forma esplicita può avere effetti negativi sulla stabilità del sistema in quanto elimina l’incentivo dei depositanti a monitorare l’azione dei manager bancari. E fa crescere il differenziale tra tassi sui prestiti e tassi sui depositi. Una maggiore concorrenza tra banche deve poggiarsi anche sui diversi profili di rischio.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Efficienza e fallimenti bancari
    Nome: Carlo Clericetti  Data: 21.10.2004
    L’articolo di Giorgio Di Giorgio mi risulta poco chiaro nelle conclusioni. Ci devono essere conseguenze, in caso di fallimento della banca, sui depositanti con oltre 100.000 euro? Ma non è già così, come egli stesso ha detto? I clienti debbono “controllare” la banca? Mi sembra un po’ difficile. Tra ratios internazionali e vigilanza domestica, il moral hazard “non dovrebbe” esistere: se c’è è perché la banca ha eluso i controlli istituzionali. Figuriamoci, in quel caso, cosa possono controllare i clienti. Anche l’affermazione che le banche non vengono mai fatte fallire è vera solo “tecnicamente”, ma non nella sostanza. Banco Napoli e Banco di Sicilia forse non saranno ufficialmente falliti, ma hanno cambiato proprietà e management. E comunque ci è sempre stato detto (personalmente non sono in grado di giudicare se sia vero) che far fallire una banca – al netto degli eventuali effetti sistemici – costa molto di più che salvarla. Se l’obiettivo è l’efficienza, forse più importante del rischio di fallimento è la contendibilità del controllo. Ma qui, come tutti sanno, si apre un’altra serie di problemi.
    Risposta:
    Accolgo volentieri l'invito di Clericetti a spiegare meglio le conclusioni del mio pezzo. In Italia, la protezione esplicita ai depositanti è accordata fino a 100.000 euro, un limite superiore al "minimo" (20.000 euro) previsto dalla legislazione comunitaria. L'assicurazione esplicita dei depositi è popolare tra i policy makers, ma non esiste un consenso "teorico" sull'opportunità di introdurla, soprattutto in contesti deboli dal punto di vista della "qualità" delle istituzioni. I primi lavori empirici sul tema sembrano confermare, almeno in parte, i timori degli economisti su possibili effetti perversi dello strumento. Questo non implica ovviamente che lo strumento sia da buttare, ma che vada usato in modo intelligente. A questo fine, è opportuno che ci sia un limite di protezione non eccessivamente alto, per indurre una qualche "disciplina di mercato" da parte dei depositanti (almeno da parte di quelli sufficientemente "ricchi" da avere i mezzi, e i giusti incentivi, a informarsi sullo stato di salute della banca con cui interagiscono). E' poi opportuno che si diffonda l'informazione circa le caratteristiche della protezione offerta: da alcune surveys risulta infatti che nei paesi industrializzati al più la metà dei depositanti è consapevole dell'esistenza di questo strumento. Mentre è ancora diffusa la percezione che i depositi siano(implicitamente) sempre "sicuri" al 100%. Questa percezione è dannosa perchè può indurre distorsioni nel sistema finanziario favorendo gli intermediari bancari verso quelli non bancari, la raccolta bancaria via depositi rispetto a quella via bonds o pronti/termine etc. Le ragioni che consigliano di proteggere i depositi bancari più di altri strumenti finanziari non giustificano comunque una protezione "totale". I servizi di liquidità offerti dai depositi bancari sono già "remunerati" da un rendimento più basso di quello di altri strumenti del mercato monetario. Non c'è nessun motivo per rendere i depositi bancari del tutto privi di rischio, almeno oltre una soglia tale da rendere difficile identificare i detentori di depositi con "risparmiatori inconsapevoli" e meritevoli quindi di una protezione aggiuntiva rispetto ai possessori di bonds. In questo senso va chiarito che l'assicurazione esplicita e limitata dei depositi dovrebbe sostituire ed eliminare la possibilità di una assicurazione integrale implicita degli stessi. Sono ovviamente d'accordo con Clericetti sulla maggiore rilevanza del problema della contendibilità del controllo nel settore bancario, ma sarei anche meno "chiuso" rispetto alla possibilità di vedere fallire anche una banca, soprattutto se fosse di dimensioni ridotte. Nel caso di banche grandi, il discorso è ovviamente diverso. D'altra parte, lo stesso ragionamento mi sembra applicarsi, almeno in Europa continentale, a aziende non bancarie di grandi dimensioni, pubbliche o private, che non vengono comunque lasciate fallire per le pericolose conseguenze macroeconomiche che ne derivano. Rimane quindi l'anomalia che una piccola impresa può fallire, ma non se svolge attività bancaria.