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La carota senza il bastone.

di Agar Brugiavini, e Franco Peracchi, Categoria Pensioni, Data 24.09.2002
Non sono ancora chiari gli elementi dell’applicazione della proposta di legge-delega (dicembre 2001), che si pone esplicitamente l’obiettivo di elevare l’età effettiva di pensionamento, ..........
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Fondi pensione
    Nome: Oreste Ravani  Data: 30.11.2002
    Messaggio: Voglio prima di tutto ringraziarvi per avere fatto un sito che spiega in maniera chiara argomenti di grande importanza al contrario di ciò che succede nei programmi televisivi di informazione dove troppo spesso regnano confusione e rissa. Vorrei sapere il vostro parere sui fondi pensione ed in particolare quelli chiusi (COMETA,FONCHIM ECC.). Chi aderisce quante probabilità ha di farsi una pensione integrativa, visti i bassi rendimenti di questi anni e i versamenti troppo bassi della maggioranza degli aderenti? Il futuro pensionato sarà, secondo me, più povero perchè non disporrà del TFR che dovrà concorrere alla formazione della pensione. Non credo che potrà ritirare il 50% del capitale come previsto dalla legge perchè ridurrebbe la sua rendita. Dai calcoli che ho fatto, le tasse si mangeranno i benefici che vengono dati dallo stato sull'IRPEF e il contributo dell'azienda. Trovo tra l'altro che questi fondi siano poco trasparenti e poco accessibili alla totalità degli aderenti.(non tutti hanno il PC o internet). Vi ringrazio fin d'ora dell' attenzione che vorrete prestarmi. distinti saluti ORESTE RAVANI
    Risposta:
    Grazie a lei per l'interesse. Il problema è in effetti serio, ma il numero degli aderenti incide solo (in caso) sulle condizioni del contratto che il fondo ha con eventuale assicurazione o finanziaria per garantire il corrispondente vitalizio (più ampio il gruppo assicurato, migliori le condizioni). Non sono esperta dei singoli fondi, ma credo che questi elementi siano trattati ex ante con le compagnie. Sui rendimenti esiste il rischio essendo i fondi a contribuzione definita (e quindi legano la prestazione al risultato della gestione finanziaria). In alcuni casi si possono operare delle modeste redistribuzioni a favore delle generazioni più sfortunate (vedi alcuni esempi nel Regno Unito). Per quanto riguarda le imposte, occorre ricordare che gli sgravi fiscali sui versamenti verso il fondo sono vantaggiosi. Sono d'accordo con lei per quanto riguarda la poca trasparenza e accessibilità. La conclusione sul vantaggio o meno non è ovvia, dipende dai fattori che lei ha citato, occorrerebbe fare un calcolo accurato a livello individuale (il testo di Elsa Fornero, pur obsoleto, offre dei confronti interessanti per tipologie di individui). Se ragioniamo per generazioni è possibile che le generazioni che abbiano una serie di risultati finanziari negativi si ritrovino con rendimenti bassi, ma comunque non necessariamente più bassi, al netto della fiscalità, di quanto offre il TFR. saluti Agar Brugiavini