L’attuale sistema di contrattazione rischia di impedire a molti lavoratori, soprattutto ai più deboli, di partecipare a incrementi di produttività. Permette anche forti differenziali salariali a favore di un gruppo ristretto di lavoratori che operano in imprese coperte dagli accordi di secondo livello. La Cgil professa la necessità di aumentare la quota dei salari sul prodotto e ha fatto dell’egualitarismo un proprio cavallo di battaglia. Alla luce di questi obiettivi, farebbe bene ad accettare di discutere di riforme degli assetti contrattuali, anziché ergersi a difesa dello status quo.
Lavoro nella grande distribuzione, precisamente per Coop dove essiste la contrattazione di secondo livello ma mi pare che sia poco sfruttata questa opportunità, poichè le sigle sindacali non riescono a far altro che cercare di marginare le proposte sempre più penalizzanti dell'azienda. Ad ogni integrativo perdiamo qualcosa...non mi sembra normale.
Mi riallaccio a quanto più che condivisibilmente esposto da Camilletti aggiungendo che per di più, nelle piccole imprese (e più sono piccole e peggio è) risulta anche estremamente aleatorio determinare un eventuale incremento di produttività, vista l'abitudine ad addomesticare il bilancio secondo le esigenze del momento. L'unico strumento di controllo sarebbe una massiccia presenza sindacale nella piccola/media impresa, ma, se questo fosse, non saremmo neanche qui a parlarne.