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Le privatizzazioni di Tremonti

di Carlo Scarpa, Categoria Conti Pubblici, , / Finanza, / Concorrenza e Mercati, , Data 08.07.2004
Il Governo Berlusconi era partito come governo liberalizzatore, volto ad alleggerire la presenza pubblica nell’economia e a lasciare spazio agli investimenti privati. Ma l’unica vera privatizzazione del triennio è la vendita dell’Eti, il monopolio tabacchi. Per il resto, solo cessioni di quote marginali o privatizzazioni “all’italiana”, ovvero con una presenza pubblica dominante in imprese nominalmente “privatizzate” da diversi anni. Una contraddizione ha paralizzato l’azione di Tremonti: liberalizzare il sistema industriale, ma anche mantenerne il controllo.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Colbert ,Thatcher ? Chi erano costoro?
    Nome: Silvestro Gambi  Data: 10.07.2004
    Tremonti è stato in bilico fra la concezione dello Stato della Thatcher e di Colbert? Ma mi faccia il piacere! Si è felicemente adeguato alle necessità di potere del sistema dei partiti. Esattamente come i suoi colleghi di maggioranza o di opposizione. C'est plus facile. Silvestro Gambi Qualunquista io ? E la vostra spiegazione allora?
    Risposta:
    Caro lettore, le dico francamente che di norma commenti di questo tono non vengono effettivamente presi in considerazione. Ma credo che valga invece la pena di ribadire che chiunque sia al Governo non può prescindere dal fatto che i Governi devono avere la fiducia del Parlamento, e che questo è a sua volta espressione del paese che lo ha eletto. E che - prendendo a prestito un'espressione usata a suo tempo dal grande Norberto Bobbio - il paese e la sua classe politica si assomigliano "come due gocce d'acqua". I governanti sono tutti dei "poco di buono"? Non lo credo - quanto meno non per tutti. Credo che molti governanti abbiano delle loro "filosofie" che devono per altro sempre scontrarsi col fatto che nessuno (neppure il Presidente del Consiglio) è veramente un monarca. Sul fatto che Tremonti si sia "felicemente" adeguato non so che dire. Il fatto che lo abbiano cacciato via indica che forse non si era adeguato appieno... Cordiali saluti Carlo Scarpa
  • PRIVATIZZAZIONI
    Nome: Sergio Marotta  Data: 09.07.2004
    Vorrei ripondere alla domanda retorica finale in questo modo: la proprietà è pubblica quando i soldi investiti nell'attività industriale sono soldi dell'erario pubblico. Del resto il contrario della privatizzazione è la nazionalizzazione come ben sanno i proprietari delle industrie elettriche private pagati con soldi pubblici 'solo' quarant'anni fa all'epoca della nazioanlizzazione dell'industria elettrica.
    Risposta:
    Caro lettore, sono d'accordo con lei. Il punto è a cosa serva la proprietà pubblica, se poi le imprese nelle quali lo Stato investe denaro si comportano esattamente come se fossero del tutto private. Credo sia legittima sia la posizione di chi preferisce la privatizzazione di (quasi) tutto, sia di chi è invece molto più cauto; in realtà a riguardo nè la teoria nè le esperienze internazionali ci dicono che una forma proprietaria è preferibile all'altra. Ma avere proprietà pubblica ha senso se "fa differenza" dal punto di vista industriale. Se no, quella di investire in quote di imprese resta una scelta puramente finanziaria e come tale - per uno Stato indebitato quale quello italiano - mi pare poco sensata. Cordiali saluti Carlo Scarpa