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Commenti

Il dibattito sul Tasso di Inflazione Programmata

di Tito Boeri, e Giuseppe Bertola, Categoria Moneta e Inflazione, / Relazioni Industriali, Data 21.10.2002
Governo e sindacati litigano una volta di più sul Tasso di inflazione programmata (Tip). Riproponiamo per i nostri lettori un dibattito premonitore sul Tip, con interventi di Luigi Angeletti, Carlo Dell'Aringa, Giampaolo Galli, Angelo Gennari con Gabriele Olini e Beniamino Lapadula.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Passa il tempo, ma...
    Nome: Maurilio Menegaldo  Data: 01.07.2008

    Mi sembra che, come altri temi della vita sociale e politica nazionale, anche quello dell'inflazione programmata conosca discussioni infinite e conclusione nessuna. Gli argomenti portati da importanti esponenti delle parti sociali sei anni fa sembrano essere scritti oggi, dopo la presentazione del DPEF da parte del ministro Tremonti. Nel frattempo, il problema che in Italia ci sia troppa gente libera di fissare prezzi e tariffe a proprio piacimento non è stato affatto scalfito, nonostante i tentativi di liberalizzazione e di aperture alla concorrenza del governo Prodi. Si continua quindi ad assistere a una redistribuzione perversa di profitti, mentre la produttività continua ad essere insoddisfacente e il Paese si dibatte in una crisi sempre più difficile da affrontare. Suggeririrei ai professori Boeri e Bertola (ahimè, inascoltati!) di tenere da parte l'articolo: se continua così tornerà buono anche nel 2014.

  • TIP
    Nome: luigi maria porrino  Data: 27.06.2008

    Il presente non è un commento ma vuole essere solo un' osservazione metodologica: quando si analizzano i dati di crescita delle retribuzioni nella p.a. è bene scorporare tale dato tra le retribuzioni dei dirigenti e quelle dele qulifiche funzionali. Le prime, infatti, proprio grazie al meccanismo della retribuzione di risultatao, legata alla contrattazione decentrata, sono storicamente cresciute molto al di là dei TIP previsti nei vari rinnovi, a differenza di qyuanto accaduto per le qualifiche funzionali, tanto che lo scollamento dei due gruppi di retribuzioni è andata ben oltre quella che viene definita "soglia fisiologica", così come rilevato anche in altri articoli. senza questo doveroso distinguo,il paragone con le retribuzioni dei metalmeccanici non è affatto proponibile.molto più sensato il confronto invece tra il livello retributivo degli operai di tale comparto le quialifiche della P.A., potreste sorprendervi nel constatare una lieve, forse affatto esistente, differenza, cosa che ripropone il problema "salari" per tutte le fasce economiche medio-basse di lavoratori.

  • E' la produttività la vera garanzia
    Nome: Mario Morino  Data: 24.06.2008

    Il mercato del lavoro in Italia, se non altro a causa della globalizzazione, è sempre più flessibile ed i lavoratori sempre più simili, nella loro precarietà (non necessariamente negativa), ai liberi professionisti, agli artigiani, al popolo della partita IVA. Per queste ultime categorie, la difesa del reddito non sta "nell'inflazione programmata", ma nella capacità di poter continuare a fornire beni e servizi competitivi. L'impresa che conquista quote di mercato non sarà cosi sciocca da non ricnoscere ai suoi lavoratori ben più dell'inflazione programmata. Viceversa, per i lavoratori impiegati in una azienda che stenta e perde quote di mercato, non sarà certo la più bassa inflazione programmata a difendere il loro posto di lavoro.